Assemblea CIA: Scanavino, abbandonare il concetto di filiera ed entrare nell’idea di alleanza di sitema

“In Italia non c’è un progetto di governo vero che tenga assieme tutte le componenti di un sistema; dobbiamo abbandonare il concetto di filiera, troppo riduttivo, e entrare nell’idea di un’alleanza di sistema che non escluda nessuno”, ha detto il presidente Cia-agricoltori italiani Dino Scanavino a conclusione dell’assemblea nazionale “Il paese che vogliamo”.

“Il desiderio di partecipazione dimostrato oggi” è il segnale che “abbiamo colto nel segno”, ha proseguito il presidente, evidenziando che “la nostra organizzazione comprende che il dialogo con le istituzioni è l’unico elemento che ci può dare prospettive”.

“La sostenibilità ambientale, sociale ed economica possono fare dell’Italia un paese migliore”, ha affermato il presidente, sottolineando l’urgente bisogno di manutenzione del territorio e di innovazione, dato che “in alcune aree rurali non possiamo rispettare gli obblighi di fatturazione elettronica perchè non abbiamo i servizi telematici; è una situazione da terzo mondo, non da paese del G7”.

“Apriamoci alla sperimentazione scientifica sulla genetica”, ha aggiunto. “La straordinarietà degli eventi metereologici è ormai diventata ordinaria, la società deve organizzarsi” ha detto ancora Scanavino, osservando che “l’incompetenza e l’incapacità di valutare i cambiamenti della situazione rurale sono le cause dei disastri a fondovalle; gli agricoltori ne hanno coscienza e per questo devono essere tenuti in considerazione”.

“Il sistema delle bonifiche è irriformabile, bisogna chiuderlo e ricominciare”, ha asserito il presidente.

“Vogliamo frontiere aperte, chiare e con regole rispettate” perchè queste “danno vantaggio ai più deboli”, ha continuato Scanavino, spiegando che “per questo siamo a favore del Ceta”.

La PAC “è uno strumento di programmazione delle attività e produzioni agricole in europa” non solo una distribuzione di fondi, ha aggiunto ancora Scanavino che, in conclusione, ha affermato “servono piani strategici per l’agroalimentare più potente al mondo che viaggia più lento di quello che potrebbe fare; credo che la nostra organizzazione sia pronta per questa sfida; non abbandoneremo mai l’idea di essere parte importante della società e dell’economia; ci faremo sentire e pretenderemo di essere interlocutori privilegiati ogni volta che si parla dei luoghi che abitiamo”.

 

Fonte: www.agrapress.it