CNO | Territorio

La nostra consociata A.P.OL. di Lecce ha organizzato il seminario “Scelte strategiche per il futuro dell’olivicoltura salentina”

L’A.P.OL. Lecce terrà il 17 marzo 2018 dalle ore 09:00 in Maglie (Le) nell’Aula Magna dell’I.I.S.S. “Egidio Lanoce” alla via Regina Margherita, 50, il seminario “Scelte strategiche per il futuro dell’olivicoltura salentina. Il ruolo dell’istruzione agraria e della formazione universitaria”.

 PRESENTAZIONE

• Apol, Cia – Agricoltori Italiani ed Italia Nostra – Sezione Sud Salento, condividendo un percorso comune già intrapreso negli scorsi anni, hanno promosso, nel periodo dicembre 2017 – marzo 2018, un calendario di appuntamenti tecnico – programmatici al fine di sensibilizzare gli studenti e sollecitare gli imprenditori agricoli e le Istituzioni a collaborare e a fare sistema, nella prospettiva di una nuova olivicoltura basata su una rinnovata sostenibilità economica, ambientale e sociale.

• A questo scopo sono stati organizzati quattro corsi per aspiranti assaggiatori di oli di oliva vergini, dei quali uno riservato agli studenti dell’Istituto “Egidio Lanoce” di Maglie e altri tre destinati ad imprenditori ed appassionati del settore olivicolo (corsi svoltisi a Otranto, Veglie e Nardò con l’autorizzazione della Regione Puglia, ai sensi del Decreto Mipaaf del 18 giugno 2014), mentre lo scorso 19 gennaio si è svolto un Incontro Tecnico sul tema “Una nuova olivicoltura per il Salento”, che ha approfondito alcune importanti tematiche legate al settore con particolare riguardo alle possibilità di reimpianto negli areali infetti con cultivar che si sono rilevate resistenti o tolleranti al batterio Xylella fastidiosa.

• Il Seminario conclusivo dedica la prima Sessione alla presentazione dell’attività svolta dall’APOL nella terza e conclusiva annualità in esecuzione del “Programma di attuazione dei Regg. UE 611-615/2014 nel triennio 2015/2018”, attraverso una relazione tecnica e la testimonianza di un’imprenditrice olivicola che con la sua azienda ha partecipato al programma.

• Nella seconda Sessione del Seminario, dedicata alla Tavola Rotonda su “Scelte Strategiche per il Futuro dell’ Olivicoltura Salentina”, è prevista la relazione introduttiva del Prof.Luigi De Bellis, Direttore DiSTeBA – Università del Salento, la partecipazione di rappresentanti del settore agricolo, dell‘istruzione agraria e degli studenti, nonché le conclusioni del Vice Presidente Nazionale della CIA Mauro Di Zio.

• Mai come in questo momento risulta chiaro quali sono le prospettive di rilancio dell’olivicoltura salentina che, nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente, dovrà saper essere anche innovativa per meglio governare il cambiamento. Per tale ragione occorre lavorare insieme per superare le resistenze che per troppo tempo hanno condizionato, a causa di individualismi e particolarismi, l’affermazione di un settore da tutti considerato fondamentale per lo sviluppo del territorio.

• Risulta necessario che le nuove generazioni riflettano sull’importanza della collaborazione fra produttori, determinante per acquisire nuove conoscenze, per aumentare le capacità manageriali, per una maggiore qualità delle scelte e per qualificare sempre di più il prodotto in un percorso di crescita che eviti l’arretramento e l’impoverimento del settore olivicolo.

• Il Seminario si concluderà con la consegna degli Attestati di idoneità fisiologica all’assaggio ai partecipanti ai corsi per assaggiatori di oli di oliva vergini. ore 9.00 ore 9.15

SALUTI

Benedetto Accogli – presidente A.P.OL.

Raffaele Carrabba – presidente CIA Puglia

Marcello Seclì – presidente Italia Nostra – Sezione Sud Salento

MODERATORE

Giuseppe Mauro Ferro – accademico dei Georgofili

ore 9.30 1^ sessione – PROGRAMMI DI ATTIVITA’ A SOSTEGNO DEI SETTORI DELL’OLIO DI OLIVA E DELLE OLIVE DA TAVOLA – Regg. UE 611-615/2014 – III annualità

RELAZIONI

Ruggero Manca – tecnico A.P.OL. — Presentazione delle attività svolte

Mariella Negro – Az. Agr. Santo Eligio di Presicce — Testimonianza di una giovane imprenditrice olivicola che con la sua azienda ha partecipato al programma

ore 10.30 2^ sessione – TAVOLA ROTONDA SCELTE STRATEGICHE PER IL FUTUTO DELL’OLIVICOLTURA SALENTINA

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Luigi De Bellis – direttore DiSTeBA – Università del Salento

PARTECIPANTI

Giovanni Casarano – dirigente scolastico dell’I.I.S.S. “Egidio Lanoce” di Maglie

Rosario Centonze – presidente Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di Lecce

Elisabetta Dolce – presidente Collegio Interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Lecce e Brindisi

Roberto Martina – presidente Collegio Provinciasle dei Periti Agrari e dei Periti Agrari laureati di Lecce

Luigi Paladini – primo collaboratore del dirigente scolastico dell’I.I.S.S. “Presta-Columella” di Lecce

Daniele Palano – Energy manager

Giulio Sparascio – presidente nazionale Turismo Verde – CIA

Francesco Trono – presidente Cantina Cupertinum – Antica Cantina del Salento 1935

Dibattito con gli studenti degli I.I.S.S. “Egidio Lanoce” Maglie e “Presta-Columella” Lecce

CONCLUSIONI

Mauro Di Zio – vice presidente nazionale CIA – Agricoltori italiani

sansa vergine d'oliva

“Tecniche colturali delle nuove cultivar di olivo (FS17)”. Incontro a Lecce.

L’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di Lecce ha organizzato un incontro a Lecce presso l’Hotel Tiziano il 109 marzo 2018. L’incontro verterà sulle “Tecniche colturali delle nuove cultivar di olivo (FS17).

Relatrice la dott.ssa Angela Canale, agronoma, capo panel, esperta del settore olivicolo-oleario.  Organizzatrice per cinque anni del concorso “L’oro dell’Umbria” in collaborazione con OLEA, associazione di assaggiatori di olio. Collaboratrice con il Gruppo Editoriale L’Espresso per la selezione degli oli delle guide Guida ai sapori e ai piaceri della regione per Umbria, Toscana, Marche, Lazio, Campania, Puglia.

CNO | Territorio

Evento di diffusione del CNO a Düsseldorf

Il prossimo 17 marzo 2018 dalle 13:30 il CNO parteciperà ad un evento di diffusione, insieme al Gambero Rosso, a Düsseldorf in Germania presso la Messe Düsseldorf, Stockumer, Kirchstraße 61.

Referente la dott.ssa Francesca Vannini.

commissione agricola parlamento europeo

Importanti novità nel decimo aggiornamento delle specie ospiti di Xylella fastidiosa in Europa.

E’ stato pubblicato il decimo aggiornamento del database di specie vegetali identificate come ospiti del batterio sul territorio dell’Unione Europea.

Tra le novità spicca l’inserimento del Noce (Juglans regia) nell’elenco delle piante ospiti a prescindere dalla sottospecie, che diviene pertanto oggetto delle limitazioni previste dalla Decisione comunitaria (limitazioni alla commercializzazione e, ove previsto, divieto di impianto) anche nelle zone demarcate della Puglia, pur non essendo mai stato ritrovato un noce infetto in Salento.

Sono 7 le nuove specie identificate come ospiti: oltre il noce, ritroviamo Calicotome spinosa (Ginestra spinosa)Coronilla glauca (Coronilla valentina)Euryops chrysanthemoidesMedicago sativa (Erba medica o Alfalfa) e Prunus cerasus (Ciliegio acido).

Diventano complessivamente 70 le specie ospiti elencate in 4 diversi gruppi: uno per ciascuna delle 3 sottospecie di X.fastidiosa identificate in Europa (sub.sp fastidiosa, multiplex e pauca) più un quarto gruppo che riunisce specie ospiti indipendentemente dalle sottospecie di xylella. Questo IV gruppo in realtà riporta sia piante verificate ospiti di tutte le 3 sub-specie, come nel caso di rosmarino, polygala, mandorlo, oleandro, caffè, ma anche specie vegetali (come ad es. nel caso del noce) per le quali non è stata ancora identificata la sottospecie di appartenenza ma che sono, per il principio di precauzione, ugualmente sottoposte a severe misure restrittive su tutto il territorio dell’Unione.

Link al database della Commissione Europea: https://ec.europa.eu/food/plant/plant_health_biosecurity/legislation/emergency_measures/xylella-fastidiosa/susceptible_en

puglia

Xylella, sindaci: “Non abbiamo i soldi per gli interventi obbligatori”

I primi cittadini dei Comuni dell’area cuscinetto chiedono un incontro con tecnici e amministratori regionali

Le misure di contrasto al diffondersi del batterio nelle aree “cuscinetto” e “di contenimento” iniziano a diventare indispensabili con il sopraggiungere della stagione primaverile. Per ottemperare alle disposizioni diffuse dall’Osservatorio Fitosanitario, istituito dalla Regione Puglia proprio per contrastare l’infezione da Xylella fastidiosa, servono risorse ingenti di cui i Comuni non hanno piena disponibilità.

In quest’ottica si muove la cordata di Sindaci capeggiata da Gianfranco Coppola, che ha preso l’iniziativa di scrivere al Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione per chiedere un incontro tecnico, mirato alla pianificazione degli interventi da calendarizzare e al loro finanziamento.

I Sindaci di Ostuni, Fasano, Ceglie Messapica, Cisternino, San Michele Salentino e il Commissario straordinario del Comune di Carovigno, avanzano nella missiva inviata nella mattinata di venerdì 2 marzo, la richiesta congiunta di una riunione urgente presso il Dipartimento regionale, utile a definire una strategia condivisa per procedere, nei rispettivi territori di competenza, alla realizzazione di quegli interventi obbligatori di efficace contrasto al diffondersi del vettore della Xylella fastidiosa nel suo stadio giovanile, in particolare nei terreni agricoli, extra agricoli, nelle aree urbane sia private che pubbliche.

Nel corso dell’incontro, i Sindaci auspicano che venga individuata una soluzione in merito alle procedure da rispettare e alle tempistiche, nonché in relazione agli impegni di spesa che ogni amministrazione deve assumere, che preveda il sostegno economico della Regione Puglia, per far fronte a interventi di aratura, trinciatura e fresatura, mirati al controllo della vegetazione spontanea, la cui realizzazione è prevista entro e non oltre il 30 Aprile.

«Assodata la necessità che nell’agro di un Comune ricadente nella zona “cuscinetto” devono essere rispettate le prescrizioni diffuse dall’Osservatorio fitosanitario regionale – dichiara il Sindaco Coppola – si riscontra la difficoltà oggettiva di portare a compimento le buone pratiche indicate su territori estremamente vasti, come appunto nel caso di Ostuni. Il punto della questione è che né la mia amministrazione, né quelle dei Comuni che hanno aderito alla mia iniziativa, hanno le risorse sufficienti per pulire materialmente tutte le aree di competenza pubblica, incluse le strade comunali, le contrade e i percorsi interpoderali.

Urge pertanto un incontro con i tecnici e gli amministratori regionali per studiare un programma d’intervento efficiente ed efficace, prima dell’arrivo della primavera».

Fonte: www.brindisireport.it

CNO | Territorio

Apre i battenti a Trieste la fiera Olio Capitale, sfilano oltre 200 produttori

L’esposizione alla Stazione Marittima sarà visitabile fino al 6 marzo. Negli stand oltre 300 prodotti. Rappresentanze da tutta Italia e dall’estero. Si è alzato sabato 3 marzo il sipario sulla 12ma edizione di Olio Capitale, la fiera dell’extra vergine di oliva, che conferma il ruolo di Trieste come capitale dell’olio e punto di riferimento internazionale nel settore.

Il Salone è organizzato dalla Camera di commercio della Venezia Giulia, grazie a Aries e con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, e sarà visitabile fino al 6 marzo nella Stazione Marittima di Trieste.

«L’olio è una scienza. Per questo abbiamo ritenuto giusto abbinare Olio Capitale a Esof 2020, con convegni e dibattiti in cui andremo a capire il connubio tra scienza e olio», spiega Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, che in occasione del taglio del nastro della manifestazione ha illustrato una delle principali novità dell’edizione 2018.

Anche quest’anno Olio Capitale sarà la casa comune dell’olio italiano, con 222 produttori presenti in Fiera e 303 oli in concorso provenienti da Italia, Croazia, Slovenia, Grecia, Spagna e Portogallo, dove scoprire e degustare i migliori extra vergine d’oliva delle regioni produttrici.

Quest’anno l’olio nuovo da assaggiare nella quattro-giorni di Trieste arriva da Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, per la prima volta dal Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto, oltre che da Grecia e Croazia.

Dopo il taglio del nastro, cui ha preso parte tra gli altri il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il salone è entrato nel vivo con la scuola di cucina guidata anche quest’anno dallo chef 2 stelle Michelin Emanuele Scarello, che vedrà anche la partecipazione di Fabrizio Nonis – El Beker, con gli incontri di approfondimento e con il quinto Forum della Commanderie des Cordons Bleu Italia dedicato all’extra vergine d’oliva.

«La scienza e il valore del paesaggio olivicolo» è il tema del convegno inaugurale che ha aperto le tre sessioni tematiche degli approfondimenti sull’impatto dei cambiamenti climatici sull’olivicoltura, «sul Dna delle cultivar dell’oliva» e sulla valorizzazione del Paesaggio Olivicolo.

Fonte: www.ilpiccolo.gelocal.it

sansa vergine d'oliva

Olio: l’inteprofessione perde Unaprol e Federolio

Dopo anni di discussioni per creare l’interprofessione dell’olio d’oliva, oggi sembra azzerarsi tutto il lavoro fatto: Unaprol fa marcia indietro dal FOOI (Filiera Olivicola-olearia italiana) per rafforzare la competitività dell’Italia nel settore. E non è la sola, anche Federolio considera chiusa l’esperienza dell’interprofessione ed esce.

Dopo il primo tentativo, messo in piedi circa dieci anni fa, con l’associazione interprofessionale questa sembrava proprio la volta buona. A far pensare ad un esito positivo era stata la presenza, fin da subito, dell’Unaprol, il principale soggetto che aveva sempre rifiutato di sedersi al tavolo di filiera. Nei giorni scorsi però proprio dall’Unaprol è venuto il nuovo cambio di direzione.

«Mai come in questo momento – si legge in una nota del presidente dell’Unaprol, David Granieri – il mondo olivicolo è chiamato ad affrontare tematiche decisive e nuove sfide da cui dipende il futuro del settore, a partire dalla centralità del panel test». Il riferimento è all’allarme lanciato da alcune organizzazioni di produttori (Cno, Unapol e Unasco seguite dalla stessa Unaprol) del vero e proprio tentativo, sferrato in sede Coi, dai rappresentanti spagnoli al sistema del panel test. Un allarme che non aveva lasciato immaginare divergenze di opinione all’interno della filiera e che per il presidente dell’Unaprol rappresenta l’occasione per far saltare il tavolo.

Per affrontare tali tematiche infatti, secondo Granieri «occorre muoversi con rapidità, decisione, superando le lentezze burocratiche e con un presupposto essenziale: l’assoluta centralità delle imprese italiane, uniche per qualità e distintività. Unaprol … ha deciso di percorrere questa strada al di fuori del FOOI (Filiera Olivicola-olearia Italiana), l’organizzazione che riunisce diverse realtà del settore. L’obiettivo è quello di rafforzare la competitività dell’Italia dell’olio». Come Unaprol, anche Federolio, la Federazione delle imprese del commercio oleario, decide di fare marcia indietro: «La Federolio considera conclusa la pur rilevante esperienza della F.O.O.I. (Filiera Olivicola-olearia Italiana), l’organizzazione dell’olio d’oliva e delle olive da tavola, che ha visto l’adesione di vari importanti soggetti del comparto olivicolo – oleario italiano.

Chi rimane nell’interprofessione dichiara comunque di voler continuare a lavorare con determinazione per una filiera italiana rappresentativa degli interessi di tutti, come ha commentato il presidente del Cno, Gennaro Sicolo. Secondo il presidente del Consorzio olivicolo italiano il lavoro di coinvolgimento di nuovi attori nel tavolo di filiera riguarderà da un lato i rappresentanti della grande distribuzione organizzata, dall’altro l’universo dei consumatori.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore di Assitol, Andrea Carassi, che si augura che l’Interprofessione superi questo momento di impasse e che ritorni alla coesione originaria.

Fonte: www.floraviva.it

calabria

Calabria: modelli sostenibili e nuove tecnologie per la valorizzazione delle olive e dell’olio extravergine

Il seminario, svoltosi il primo marzo presso l’aula seminari del Dipartimento di Agraria dell’Università di Reggio Calabria, oltre ad un folto pubblico di imprenditori, divulgatori, addetti ai lavori, assaggiatori e studenti, ha visto la partecipazione di oltre centotrenta professionisti del settore che hanno potuto ascoltare gli importanti passi avanti fatti grazie al progetto finanziato dal Miur, nell’ambito dei progetti PON, e che ha visto attori principali non solo il Dipartimento di Agraria, ma anche importanti aziende olivicole-olearie della Calabria, oltre che il Polo Agrifoodnet quale soggetto capofila.

Dopo i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Pasquale Catanoso insieme a quelli di Antonio Marrapodi del Consorzio Nazionale dell’Olivicoltori e il saluto del Referente Scientifico del progetto Rocco Zappia, i lavori sono stati introdotti dal Direttore del Dipartimento di Agraria Giuseppe Zimbalatti e hanno visto il susseguirsi di contributi dei docenti e dei ricercatori che hanno fatto il punto sui risultati di tale progetto.

In particolare Michele Monti ha esposto i risultati riguardo i modelli innovativi per la sostenibilità ambientale, Gregorio Gullo ha illustrato i modelli innovativi per la sostenibilità dei sistemi di produzione primaria, Andrea Caridi ed Angelo Giuffrè hanno esposto i risultati raggiunti riguardo i processi innovativi per l’estrazione dell’olio extravergine d’olive, la concia delle olive e lo stato dell’arte del packaging innovativo per l’aumento della shelf-life dell’olio con la conseguente ottimizzazione della qualità di servizio dei prodotti olivicoli.

Sonia Carabetta e Francesca Barreca hanno invece relazionato sulla sicurezza e sull’autenticazione dell’Olio di Calabria. I risultati sul tema dello sviluppo di un modello per l’analisi e la valutazione delle risorse territoriali caratterizzanti la produzione olivicoli sono stati spiegati da Giuseppe Modica mentre Giacomo Falcone ha esposto la sua relazione presentando i risultati riguardo lo studio degli aspetti economico strutturali, strategie innovative e orientamento al mercato.

Demetrio Zema ha infine esposto i risultati sulla gestione sostenibile dei residui dell’industria olearia. Molto interesse hanno poi destato gli interventi del Professore Antonino De Lorenzo, Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienze dell’Alimentazione dell’Università di Roma Tor Vergata che ha relazionato su dieta mediterranea e costi sanitari, e del Dirigente della Regione Calabria Menotti Lucchetta che ha esposto le opportunità offerte dalla Regione per chi opera nei settori della ricerca e dell’innovazione. In chiusura di seminario l’intervento del Presidente di Agrifoodnet Marco Poiana, che ha focalizzato l’attenzione sulle opportunità che i risultati raggiunti da questo progetto di ricerca offrono per uno sviluppo dell’olivicoltura calabrese.

Fonte: www.meteoweb.eu

olio

La lebbra dell’olivo colpisce più l’Arbequina della Frantoio

Una ricerca uruguaiana mostra come con incidenze superiori al 13% di lebbra dell’olivo sui frutti, l’olio ottenuto da Arbequina non possa essere classificato come extra vergine. Per la varietà Frantoio questa percentuale sale al 50%

In taluni contesti climatici la lebbra dell’olivo dovuta a Colletotrichum acutatum può essere un grave problema, non solo per diminuzioni della produttività dell’oliveto ma anche per il declassamento dell’olio ottenuto. Le condizioni meteorologiche (pioggia, elevata umidità relativa dell’aria, temperatura dell’aria superiore a 20 °C) e la mancanza di efficaci strategie di controllo chimico possono compromettere la produzione di olio d’oliva.

Una ricerca uruguaiana ha indagato sulla suscettibilità varietale sulla qualità dell’olio ottenuto da olive affette da lebbra. Per stabilire le soglie entro cui è possibile produrre extra vergine da olive infettate da Colletotrichum acutatum i ricercatori hanno esaminato, nel corso di tre annate, olive con incidenza della malattia variabile per le cultivar Arbequina e Frantoio.

Le partite sono state preparate con olive sane mescolate con olive infettate artificialmente, …

Il contenuto di olio, il contenuto d’ acqua e l’indice di maturità sono stati determinati prima dell’estrazione dell’olio. Successivamente, l’olio ottenuto è stato analizzato per determinare l’acidità libera, il valore di perossidi, l’assorbanza in UV e il contenuto totale di composti fenolici.

Il parametro maggiormente influenzato è stato l’acidità libera, che risultava inferiore al limite di legge (0,8%), con indicidenza della malattia non superiore al 13% per Arbequina e 50% per la Frantoio. Gli oli sono poi stati sottoposti all’esame organolettico, evidenziando come i valori soglia andrebbero ridotti per poter considerare il prodotto ottenuto realmente extra vergine.

L’Arbequina, quindi, risulta molto più sensibile della Frantoio ai danni qualitativi da lebbra, evidenziando la necessità di un controllo più accurato di questo patogeno in contesti climatici favorevoli allo sviluppo di Colletotrichum acutatum.

Fonte: www.teatronaturale.it

olivi

Ultrasuoni per l’estrazione dell’extra vergine di oliva: esame superato in quattro frantoi pugliesi

Anche secondo una ricerca spagnola gli ultrasuoni ad alte potenze e bassa frequenza innalzano le rese di estrazione, preservano i composti bioattivi, non alterano la composizione acidica e migliorano le caratteristiche organolettiche. Possibile recuperare mezzo chilo d’olio ogni cento chili di olive 

L’innovazione trova il suo fondamento sulla capacità di creare, reperire, unire e trasferire conoscenza. La conoscenza è la base su cui si fonda la capacità di innovare e l’università è il tempio del sapere. I ricercatori che operano nelle Università pubbliche sono chiamati a mettere a disposizione il proprio ingegno per la risoluzione di problemi che condizionano il territorio in cui l’Università insiste per migliorare le condizioni di vita ed il benessere economico, sociale e culturale dei cittadini.

Innovare nel mondo dell’olio extravergine di oliva non è un percorso semplice, perché uno dei pilastri dell’immaginario del prodotto risiede nel concetto di tradizione. Inoltre un enorme ostacolo alla validazione delle innovazioni è la stagionalità del prodotto. Partendo da queste premesse il ricercatore che sviluppa impianti innovativi, e che non si limita a testare macchine sviluppate da aziende private certificandone gli aspetti funzionali, si trova davanti a un bivio quando fa una scoperta:

– Brevettare l’idea, il prototipo o l’applicazione precisando che ogni risultato generato dall’attività di ricerca con i mezzi dell’Università è proprietà dell’Università stessa e il ricercatore non può trarne profitto personale a meno che i risultati non siano stati ottenuti partecipando allo sviluppo ed alla brevettazione con risorse personali (quindi l’inventore è il ricercatore ma la proprietà del brevetto è dell’Ateneo)

– Pubblicare gli esiti della ricerca (non divulgabili durante tutto il periodo istruttorio della brevettazione) descrivendo tutti gli aspetti progettuali, costruttivi, e le condizioni sperimentali in modo da rendere l’esperimento riproducibile da terzi (principio della riproducibilità).

Questa è la realizzazione della strategia della proprietà intellettuale aperta e rappresenta la strada per favorire la transizione verso tecnologie più efficaci, efficienti e sostenibili. Come si può comprendere se una ricerca è una reale innovazione? Il principio della riproducibilità è un aspetto cardine del un metodo scientifico e garantisce l’oggettività dell’esperimento: conducendo le sue osservazioni attraverso un empirismo stretto e ragionando con la logica formale, il ricercatore cerca di assicurare oggettività al suo approccio. Di conseguenza, se il ricercatore giunge a una conclusione basata su una certa evidenza, altri ricercatori devono poter raggiungere la stessa evidenza e arrivare alla stessa conclusione o a una equivalente.

Queste premesse chiariscono l’approccio che l’Università di Bari ed il Politecnico di Bari hanno attuato per accelerare lo sviluppo e l’applicazione del sistema continuo – che combina ultrasuoni e scambio termico – per il simultaneo incremento di resa e contenuto in polifenoli dell’olio extravergine d’oliva, rompendo il paradigma storico del mondo dell’olio che vede quantità e qualità come parametri in antitesi. Il principio che ha guidato la sperimentazione è stato la totale condivisione della gestione dell’impianto con i frantoiani.

Infatti ogni tappa che ha caratterizzato l’evoluzione dei tre prototipi (Reggello (FI) 2012; Colletorto (CB) 2013-2014; Giovinazzo (BA) 2014 -2015-2016) che ha condotto alla macchina testata con successo nella campagna 2017-2018 ha contemplato la totale condivisione delle strategie progettuali impiegate in una logica Open Innovation per l’accelerazione del trasferimento tecnologico.

La sperimentazione del prototipo ad ultrasuoni è stata poi condivisa con i frantoiani per consentire di raccogliere i feedback utili a migliorare la tecnologia, ottimizzare i risultati, condividerli ancora con gli stakeholder instaurando un circolo virtuoso di fiducia e collaborazione. Dall’invenzione all’innovazione: una strada lunga, tortuosa e… costosa. L’impianto nel corso dell’ultima campagna olearia è stato testato in quattro differenti frantoi. I limiti tecnici da superare in una sperimentazione in scala reale ed itinerante sul territorio sono molteplici: – la necessità di trasportare, montare, adattare (ogni impianto limiti e ha raccordi differenti che implicano modifiche personalizzate), e testare la macchina inserendola in layout differenti per brand e tipologia delle macchine. – la necessità di adattare le portate della linea di lavorazione alla portata del prototipo – la necessità di disporre di grandi partite omogenee di olive – la necessità di coordinarsi con le esigenze produttive dei frantoi, che per le operazioni di misura e il bisogno di separare in maniera netta i singoli lotti di produzione, rallentando i ritmi di lavorazione in periodi di attività frenetici condizionati anche dall’attività conto terzi. Far passare un’invenzione dallo stadio di prima idea a quello di concreta applicazione è un passaggio dunque può richiedere lunghi anni di sperimentazione e può risultare assai costoso.

Durante l’ultima campagna olearia un finanziamento di una Fondazione ha consentito di superare uno degli ostacoli principali alla validazione dell’innovazione tecnologica: testare l’impianto combinato ultrasuoni/scambio termico implementandolo in linee di trasformazione differenti, in areali diversi e con molteplici cultivar. Hanno partecipato alla sperimentazione: Frantoio Olearia Pazienza s.r.l. a Bitonto (BA) Frantoio Mimi’ a Modugno (BA) Frantoio GRACO s.n.c. a Torremaggiore (FG) Frantolio D’Amico Pietro a Cisternino (BR).

Dalle prove condotte per la validazione della tecnologia è emerso che l’impianto innovativo che combina l’energia meccanica degli ultrasuoni con la possibilità di modulare lo scambio termico della pasta olearia riscaldano o raffreddando ha consentito di:

1) Eliminare la gramolazione realizzando un processo effettivamente continuo

2) Innalzare le rese di estrazione recuperando una ulteriore quota di olio extravergine che si perde nelle sanse

3) Preservare le molecole antiossidanti che con i metodi tradizionali si perdono quando si opera per innalzare le rese

4) Ottenere una valutazione organolettica migliore

5) Offrire una soluzione impiantistica sostenibile e in grado di garantire il giusto reddito ai produttori.

Considerando che i centri di ricerca pugliesi (Università di Bari e Politecnico di Bari) e spagnoli per percorsi indipendenti sono giunti a una medesima conclusione basata su una identica evidenza, si può stabilire che il principio di riproducibilità sia stato rispettato e che la tecnologia, validata in diversi frantoi grazie finanziamento di una Fondazione, è dotata di elevata flessibilità e compatibilità con gli impianti preesistenti. L’impianto dell’Università degli Studi di Bari e del Politecnico di Bari, primo prototipo in scala industriale progettato, costruito e sperimentato nei frantoi con i frantoiani, introducendo simultaneamente il sistema di scambio termico caldo/freddo offre l’opportunità di modulare il processo anche variando le temperature in linea con le più recenti evidenze scientifiche che sottolineano come i cambiamenti climatici e la sempre più anticipata apertura della campagna olearia richieda di raffreddare la pasta olearia. Il sistema ad ultrasuoni, inoltre, incontra le esigenze di applicazione delle due tipologie di filiera olearia presenti in Italia: l’olio artigianale e l’olio industriale.

È adatto a piccoli impianti da 15-20 q/h o a impianti di grandi dimensioni da 40/60 q/h. Immaginate se negli impianti oleari che operano nel mondo si recuperasse con certezza anche solo mezzo kg di olio extravergine (valore molto al di sotto della media dell’incremento di resa) per ogni 100 kg di olive quante tonnellate d’olio extravergine di qualità in più ci sarebbero!

di Maria Lisa Clodoveo, Riccardo Amirante

Fonte: www.teatronaturale.it