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Xylella, Sicolo su sentenza Tar Puglia: “Sveglia! Burocrazia e politica perdono ancora tempo mentre l’olivicoltura rischia di morire”

“Una domanda sorge spontanea: va bene la difesa strenua del paesaggio e di alberi che sono dei monumenti, ma è più importante tutelare l’apparenza o privilegiare la sostanza, ossia il futuro economico di centinaia di migliaia di famiglie e l’esistenza dell’olivicoltura nazionale stessa?”

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la decisione del Tar Puglia che ha imposto la verifica del carattere di monumentalità prima dell’eradicazione delle piante infette e di quelle che sorgono nel raggio di cento metri da esse.

“La decisione del Tar è l’ennesimo rallentamento che la burocrazia impone alla guerra che invece dobbiamo portare avanti rapidamente contro la xylella – ha proseguito Sicolo -. I dati diffusi dall’Osservatorio fitosanitario pugliese, che balzano agli occhi anche confrontando i monitoraggi mappati in questi mesi, sono chiari: non possiamo più aspettare”.

“Dispiace sacrificare la storia millenaria di alcune piante, ma non possiamo assistere inermi alla fine dell’olivicoltura facendo avanzare indisturbato il batterio – ha rimarcato il Presidente del CNO -. Serve un atto di responsabilità da parte di tutti, a partire dalla politica, la battaglia non è più rimandabile”.

“Si sblocchino immediatamente i risarcimenti per gli agricoltori danneggiati e si cominci seriamente ad affrontare il problema, pensando al futuro e non al passato, tagliando gli alberi e reimpiantando immediatamente per consentire la ripresa delle coltivazioni”, ha continuato Sicolo.

“Mi auguro che il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, come più volte ribadito in queste settimane di campagna elettorale, prenda di petto la situazione e affronti subito con decisione questo dramma perché l’avanzata indisturbata della xylella uccide l’olivicoltura nazionale e, con essa, il futuro di centinaia di migliaia di famiglie”, ha concluso Gennaro Sicolo.

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Xylella, triplicate le piante infette. Sicolo: “Bisogna accelerare i tempi e applicare le direttive UE”

Nella giornata di ieri, l’Osservatorio Fitosanitario Xylella della Regione Puglia, sul sito ufficiale emergenzaxylella.it, ha pubblicato il nuovo report sulle piante infette in Puglia.

Il monitoraggio ha evidenziato che nella cosiddetta fascia di contenimento sono triplicati gli alberi colpiti dal batterio.

Un dato che preoccupa non poco il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo.

“L’avanzata del batterio è inesorabile ed inarrestabile e non bastano più le parole che illudono tanti olivicoltori – ha sottolineato Sicolo -. Bisogna procedere subito con l’eradicazione delle piante infette e con gli immediati rimborsi per gli agricoltori colpiti”.

“La xylella è un problema nazionale, non è un caso isolato, perché non è affatto detto che in futuro non possa colpire altre tipologie di piante – ha ribadito il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori -. È grave, ad esempio, che il decreto relativo al reimpianto, approvato dalla commissione Ue, non sia ancora stato recepito dalle istituzioni italiane”.

“Non possiamo più aspettare: attendere significa consentire al batterio di avanzare ancora e compromettere il futuro dell’olivicoltura nazionale – ha proseguito il Presidente del CNO -. È inutile e dannoso perdere ancora tempo, abbiamo il dovere di agire per tutelare centinaia di migliaia di aziende agricole e di famiglie che vivono di olivicoltura”.

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Olio extravergine d’oliva: impariamo a riconoscerlo: convegno

L’olio extra vergine d’oliva ci aiuta a vivere in salute: è una delle migliori fonti di energia per il nostro organismo ed è ricco di acidi grassi benefici e di importanti antiossidanti.

Non è un caso che sia uno dei pilastri dell’alimentazione delle popolazioni più in salute al mondo, ma quanto conosciamo le sue proprietà, i suoi effetti benefici e la sua composizione? Conosciamo le diverse cultivar di olivo e le caratteristiche dell’olio che se ne ottiene? Siamo in grado di gestire bene l’olio extra vergine d’oliva quando lo utilizziamo in cucina? Sappiamo conservarlo in modo corretto?

Approfondiamo questi argomenti con gli esperti:

Giulio Fava, medico nutrizionista

Enzo Gambin, direttore AIPO (Associazione Interregionale Produttori Olivicoli)

Riccardo Carnevali, chef FIC (Federazione Italiana Cuochi)

Antonio Cassanelli, agronomo specializzato in olivicoltura.

Coordina l’incontro Lorenzo Andreotti – giornalista de L’Informatore Agrario

Al termine dell’incontro verranno proclamati i vincitori del 15° Concorso Internazionale Aipo d’Argento e a tutti i partecipanti verrà distribuito un omaggio. L’evento si tiene all’interno de La Fiera di Vita in Campagna (23-24-25 marzo 2018).

Tutte le informazioni per entrare e visitare la fiera al seguente link –> https://goo.gl/JfPq9U

Per partecipare all’evento non è necessaria la preregistrazione

Fonte: www.ediaeventi.it

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Siccità e serbatoi artificiali, che fare?

Il 6 marzo 2018 si è svolta all’Accademia dei Georgofili una giornata di studio sulle problematiche inerenti la siccità e la necessità del recupero dell’acqua. 

In sintesi è stato evidenziato che gli scenari climatici per il futuro confermano l’accentuarsi dei cambiamenti della variabilità delle precipitazioni con l’alternarsi di stagioni piovose e stagioni secche. Inoltre, aumenta ancora l’aggressività delle piogge che tendono ad intensificarsi e a distribuirsi in un numero minore di giorni, le cosiddette bombe d’acqua.

L’impatto delle forti precipitazioni sui terreni lavorati provoca l’immediata rottura degli aggregati superficiali le cui particelle disperse formano una superficie sigillante per cui l’acqua si perde pressoché totalmente per scorrimento superficiale; nei terreni inerbiti e forestali la capacità di infiltrazione consente di immagazzinare una parte delle precipitazioni, ma anche in questo caso la gran parte dell’acqua si perde per scorrimento superficiale.

Da un punto di vista agronomico questo vuol dire che la pioggia è meno efficace per le colture. L’efficacia della pioggia si misura in termini di acqua immagazzinata nel profilo del suolo. L’acqua di pioggia che non si infiltra nel suolo, come detto, si perde in massima parte per ruscellamento superficiale ma anche quella che si infiltra non viene trattenuta a causa del forte depauperamento di sostanza organica che, oltre ad agire da cementante per le particelle del terreno, ha una forte capacità di trattenere l’acqua.

Oltre alla intensità di pioggia e alle caratteristiche del terreno, le pratiche agronomiche modulano il bilancio idrico e quindi la partizione dell’acqua di drenaggio e ruscellamento. Le principali proprietà fisico-idrologiche del suolo che vengono modificate dalle agro-tecniche sono: spessore e alternanza di strati, struttura e porosità, conducibilità idraulica, scabrezza superficiale.

Alla luce di questi impatti devastanti che portano ad azzerare o compromettere le produzioni con danni pesantissimi per l’agricoltura è stata evidenziata con forza la necessità immediata di un piano quadro nazionale finalizzato, sia a recuperare e accumulare l’acqua piovana attraverso la creazione di serbatoi e vasche di espansione e laminazione delle piene, sia a incrementare la capacità di invaso con la realizzazione di piccoli e medi bacini di raccolta, attraverso il censimento e la ricognizione dei numerosi piccoli e medi invasi attualmente esistenti. Questa sarà la strategia dei Consorzi di Bonifica.

E’ stato anche evidenziato che occorre distribuire meglio l’acqua, ammodernando, razionalizzando e rendendo le reti e gli impianti di irrigazione collettiva più efficienti, attraverso la manutenzione straordinaria e l’adozione di dispositivi per il controllo dei consumi. Occorre quindi ripensare quelle strategie degli anni ’60 e’70 quando furono realizzati in Italia migliaia di piccoli invasi collinari, con lo scopo di distribuire sul territorio una notevole riserva idrica a vantaggio dell’agricoltura, grazie ad una lungimirante politica agricola che offriva finanziamenti importanti.

Il prepotente ritorno all’attualità di questo argomento impone innanzitutto di soffermarsi sui requisiti che il territorio, e più in generale l’ambiente, devono presentare per poter accogliere nuove strutture di questo tipo. In ogni caso una grande attenzione deve oggi essere posta ad una corretta gestione e manutenzione delle opere esistenti, per far sì che esse non rappresentino un pericolo per la collettività, ma una risorsa particolarmente importante per il nostro territorio.

E’ stato anche rilevato che oggi, a differenza degli anni ’60-70, grazie alle innovazioni tecnologiche la gestione di un invaso o serbatoio aziendale può essere automatizzata ed il suo stato controllato in modo semplice ed efficace. Le tecnologie offrono un panorama di soluzioni mature ed affidabili integrabili sia nei nuovi invasi che nei laghetti collinari esistenti il cui recupero è un obiettivo importante per aumentare la resilienza dei sistemi produttivi agricoli ai cambiamenti in atto.

Fonte: www.georgofili.info

xylella

VII aggiornamento monitoraggio della xylella in Puglia: 2251 nuovi positivi. Più che triplicato il numero delle piante infette nella zona di contenimento

A poco più di due mesi dall’ultimo aggiornamento (2 gennaio) sono state riportate sul portale ufficiale regionale ‘EMERGENZA XYLELLA’, 2251 nuove piante positive ricadenti tutte in zona di contenimento dove, lo ricordiamo, è previsto l’abbattimento delle sole piante infette.

Il numero complessivo dei positivi del monitoraggio 2017/2018 ancora in corso sale così ad un valore, ancora parziale di 2.986 piante (a fronte del totale del monitoraggio 2016/2017 di 893 positivi). Dalla cartografia appare sempre più evidente come i nuovi positivi siano l’evoluzione del focolaio di Oria, dove si osserva un’altissima densità che via via decresce fino a i focolai più lontani della zona cuscinetto.

La distribuzione delle piante sulla mappa indica la prevalenza delle diffusione naturale di batterio/malattia a breve distanza rispetto alla diffusione passiva dei vettori infetti su distanze maggiori.

Fonte: www.emergenzaxylella.it/portal/portale_gestione_agricoltura

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Agroalimentare: opportunità in Pennsylvania e West Virginia

Le esternazioni del presidente Usa, Donald Trump, sulle nuove politiche dei dazi della sua amministrazione non fermano in Italia le attività di sostegno al settore agroalimentare, uno di quelli che potrebbero essere colpiti dalle nuove politiche del governo americano. In questo scenario si svolgerà mercoledì alle 10, nella sala convegni di Confindustria Brindisi, il workshop “Agrifood, wine and extra virgin olive oil opportunities in Pennsylvania e West Viriginia” (Opportunità per l’agroalimentare, il vino e l’olio estravergine di oliva in Pennsylvania e West Virginia), organizzato con la Camera di Commercio Italo-americana dei due stati in questione.

Dopo i saluti del presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Marinò, e di Carla Lucente, console onorario d’Italia a Pittsburg e presidente onorario della Italy America Chamber of Commerce, interverranno Patrizia Marani, direttore dell’Ufficio italiano sviluppo economico della Pennsylvania; Angela Mascia general manager di Europe West Virginia Developement Office, del Dipartimento del Commercio della West Viriginia; Charles De Monaco, presidente della IACC partner Fox Rothschild LLP; Giuseppe Palumbo presidente della Sezione industrie alimentari di Confindustria Brindisi; Loredana Capone, assessore regionale con delega al Turismo.

Fonte: www.brindisireport.it

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Aprire un dialogo costruttivo tra le due anime della filiera: olio artigianale e olio industriale

Aprire un dialogo significa costruire una strategia win-win. Esistono obiettivi quanti-qualitativi differenti tra i due modelli di produzione, distribuzione e vendita ma deve risultare altrettanto chiaro che non esiste una sola tipologia di consumatore di olio extravergine di oliva al mondo 

Da presidente dell’Associazione Frantoiani di Puglia e Membro del Consiglio AIFO leggo con interesse il rinnovo delle cariche in ASSITOL …

Premetto che, essendo ASSITOL l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia che rappresenta le imprese industriali che operano nel settore delle materie grasse e dei prodotti derivati, essa si colloca, per posizione nella filiera olivicola-olearia, in antitesi a AFP e AIFO che sono associazioni di frantoiani che operano per la tutela dell’azienda frantoio e del ruolo del Mastro Oleario nella definizione delle caratteristiche qualitative del prodotto.

L’olio artigiano per le sue peculiarità non è concorrente con quello confezionato dalle aziende industriali. È semplicemente un prodotto diverso.

Pertanto, ho accolto con partecipazione la comunicazione della Neo-Presidente Anna Cane che ha auspicato di dare nuova visibilità alle competenze del nostro settore olivicolo oleario coinvolgendo anche i maestri oleari. L’intervento è particolarmente apprezzato poiché in apertura si sottolinea il bisogno di ridare valore all’olio d’oliva guardando anche fuori da ASSITOL e aprendosi alla collaborazione con istituti scientifici di eccellenza. Questa nuova apertura è importante per creare unione nella filiera olivicola olearia italiana.

Sono profondamente convinto che sia necessario aprire un dialogo costruttivo tra le due anime della filiera, l’anima dell’olio artigianale e quelle dell’olio industriale. Infatti le due visioni non devono essere considerate due universi in antitesi ma complementari.

È chiaro che esistono obiettivi quanti-qualitativi differenti tra i due modelli di produzione, distribuzione e vendita, che portano a prodotti chiaramente diversificati, ma deve risultare altrettanto chiaro che non esiste una sola tipologia di consumatore di olio extravergine di oliva al mondo, ma diverse tipologie che scelgono differenti segmenti del mercato orientati da preferenze legate al gusto, all’esigenza di soddisfare bisogni impliciti del prodotto (cultivar, territorio, processo produttivo, sostenibilità ecc) ed infine anche alla disponibilità a pagare.

Aprire un dialogo significa costruire una strategia win-win che non scontenti o danneggi alcuno dei soggetti coinvolti nella filiera olivicola olearia italiana. Deve risultare chiaro che ogni contrapposizione, non costruttiva, crea solo confusione nell’approccio dei consumatori al prodotto, generando diffidenza, timori e apprensioni.

Ricordiamoci che la domanda di prodotto nazionale è superiore alla nostra capacità produttiva e che c’è spazio per diversificare l’offerta in modo da rivolgersi a target differenti di consumatori e canali diversi di vendita nonché modalità e occasioni d’uso diversificate.

Ricordando l’impegno che AFP ha profuso nel riconoscimento della figura del Mastro Oleario, con l’istituzione della legge regionale in Puglia e del primo Albo dei Mastri Oleari in Italia, non mi rimane che salutare con attingendo alla frase di John Nash (premio Nobel per l’economia nel 1994), il quale afferma che “Il miglior risultato non si ottiene quando ogni componente di un gruppo fa ciò che è meglio per sé, ma quando fa ciò che è meglio per sé e, contemporaneamente, per il gruppo”.

Parafrasando, cerchiamo di fare il meglio per la filiera olivicola-olearia.

di Stefano Caroli

Fonte: www.teatronaturale.it

olio

Olio d’oliva: impara a conoscerlo con A.I.R.O.

Marzo è il mese giusto per imparare a conoscere l’olio d’oliva grazie al percorso formativo organizzato da AIRO (associazione internazionale ristoranti dell’olio) in collaborazione con ANAPOO e conseguire così l’attestato di idoneità fisiologica all’assaggio.

«Ciascuno avverte. È in corso un epocale mutamento sociale. Coinvolge appieno l’agricoltura. Il divenire, per certi aspetti rivoluzionario, del comparto olio d’oliva è già iniziato…». Così nel 2001 Luigi Veronelli, fondatore dell’omonimo Seminario Permanente, iniziava il suo manifesto per una nuova cultura dell’olio d’oliva. Fu un passo decisivo nella “battaglia” ingaggiata dal padre della critica gastronomica italiana contro gli interessi economici e politici che impedivano il reale sviluppo del settore olivicolo.

Una sfida culturale vicina a quanto, sul fronte tecnico-scientifico, perseguivano negli stessi anni Marco Mugelli e Massimo Pasquini, ispiratori di AIRO – Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio, pionieri nei campi della ricerca e dell’analisi sensoriale applicate all’olio d’oliva. Quelle parole che in molti, allora, giudicavano visionarie, oggi dimostrano appieno la loro validità: grazie al contributo di operatori, associazioni e critici, infatti, il settore olivicolo italiano sta vivendo un momento di grande vitalità, arrivando a proporre oli d’eccellenza e suscitando un interesse sempre maggiore tra i consumatori.

Per consentire agli appassionati e ai cultori della gastronomia, ai professionisti del settore olivicolo, agli operatori del commercio agroalimentare e ai ristoratori di approfondire questa eccellenza dell’agroalimentare italiano , AIRO – Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio e ANAPOO propongono un nuovo percorso formativo dedicato alla conoscenza della filiera olivicola e alla degustazione dell’olio d’oliva.

Tre le sezioni in cui è stata sviluppata la proposta didattica

– Il primo livello, che prenderà il via lunedì 9 aprile, avrà per oggetto le conoscenze di base relative alla filiera dell’olio extravergine d’oliva, i fondamenti della tecnica di degustazione trasmessi attraverso l’assaggio di oli vergini ed extravergini, la valutazione degli abbinamenti olio-cibo.

– Si proseguirà, poi, nel secondo livello, con la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva attraverso la dettagliata illustrazione del suo uso in cucina e degli aspetti nutraceutici, con prove pratiche di assaggio di oli di qualità sia italiani che esteri e dimostrazioni di abbinamento gastronomico.

– Il terzo livello, infine, sarà riservato ai corsisti interessati ad acquisire l’attestato di idoneità fisiologica all’assaggio di oli d’oliva vergini ed extravergini e si comporrà di quattro appuntamenti dedicati alle prove selettive sugli attributi riscaldo, rancido, avvinato e amaro.

Divulgare le conoscenze sull’olio extravergine d’oliva d’eccellenza è la principale missione di AIRO, un messaggio che l’associazione desidera portare al pubblico toscano dove l’olio fa parte della cultura quotidiana ma dove troppo spesso nonostante ciò venga ancora oggi sottovalutato nella sua importanza. Il corso, tuttavia, non si rivolge soltanto ai professionisti dell’olio o a coloro che desiderino diventarlo: è un’ottima opportunità di approfondimento anche per i consumatori più attenti agli aspetti salutistici degli alimenti.

… La conduzione delle lezioni è stata affidata dagli organizzatori ad alcuni dei massimi esperti del settore. A partire dalla prima lezione, che si terrà lunedì 9 aprile , un parterre di agronomi, assaggiatori, consulenti e giornalisti specializzati accompagnerà i partecipanti nel loro percorso formativo: personalità autorevoli quali Franco Pasquini, presidente di ANAPOO, Alberto Grimelli, agronomo e giornalista, Marco Scanu, oleologo, Cristina Gazzana, assaggiatrice AIRO, Piero Barachini, vivaista, e Fiammetta Nizzi Grifi, agronomo e responsabile tecnico del Consorzio Olio DOP Chianti Classico, Sonia Donati Slow Food, Simona Pappalardo docente AIRO, Beniamino Tripodi Pieralisi, Alessandro Parenti Università di Firenze, Filippo Falugiani presidente A.I.R.O..

Per la sezione dedicata all’abbinamento olio cibo importantissima sarà la collaborazione con lo chef stellato Matia Barciulli.

Le lezioni del corso per aspiranti assaggiatori di olio d’oliva si terranno in orario serale (19-21 ) presso Hotel Villa Carlotta, Via Michele di Lando.

DETTAGLI DEL CORSO

Luogo: Hotel Villa Carlotta, Via Michele di Lando, 3 50125 Firenze. Tel. 055 2336151

Contatti: Segreteria AIRO: Dott.ssa Elisa Corneli info@associazioneairo.com

Costo: 245,00€ a pax + 25,00€ di iscrizione annuale ad AIRO come Socio Sostenitore

Capopanel del Corso: Dott. Franco Pasquini.

Fonte: www.firenzeurbanlifestyle.com

tasse

La guerra commerciale con gli USA mette a rischio 40,5 miliardi di export Made in Italy

La guerra commerciale con gli USA mette a rischio 40,5 miliardi di esportazioni made in Italy, che hanno raggiunto nel 2017 il record storico grazie ad un aumento del 9,8% rispetto all’anno precedente.

Dai dati Istat emerge una inversione di tendenza a gennaio 2018 con un calo dell’1,4% delle esportazioni italiane in USA.

Gli Stati Uniti sono il principale mercato di riferimento per il made in Italy fuori dalla UE, con un impatto rilevante anche per l’agroalimentare. La nuova strategia USA ‘America first’ sembra avere fino ad ora i primi effetti in una politica monetaria aggressiva che rischia di costare caro all’Italia anche in campo alimentare, considerato che le esportazioni di cibo e bevande sono aumentare del 6% nel 2017 per un totale di circa 4 miliardi di euro, il massimo di sempre.

Gli USA si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna.

Fonte: www.agrapress.it

CNO | Territorio

La nostra consociata A.P.OL. di Lecce ha organizzato il seminario “Scelte strategiche per il futuro dell’olivicoltura salentina”

L’A.P.OL. Lecce terrà il 17 marzo 2018 dalle ore 09:00 in Maglie (Le) nell’Aula Magna dell’I.I.S.S. “Egidio Lanoce” alla via Regina Margherita, 50, il seminario “Scelte strategiche per il futuro dell’olivicoltura salentina. Il ruolo dell’istruzione agraria e della formazione universitaria”.

 PRESENTAZIONE

• Apol, Cia – Agricoltori Italiani ed Italia Nostra – Sezione Sud Salento, condividendo un percorso comune già intrapreso negli scorsi anni, hanno promosso, nel periodo dicembre 2017 – marzo 2018, un calendario di appuntamenti tecnico – programmatici al fine di sensibilizzare gli studenti e sollecitare gli imprenditori agricoli e le Istituzioni a collaborare e a fare sistema, nella prospettiva di una nuova olivicoltura basata su una rinnovata sostenibilità economica, ambientale e sociale.

• A questo scopo sono stati organizzati quattro corsi per aspiranti assaggiatori di oli di oliva vergini, dei quali uno riservato agli studenti dell’Istituto “Egidio Lanoce” di Maglie e altri tre destinati ad imprenditori ed appassionati del settore olivicolo (corsi svoltisi a Otranto, Veglie e Nardò con l’autorizzazione della Regione Puglia, ai sensi del Decreto Mipaaf del 18 giugno 2014), mentre lo scorso 19 gennaio si è svolto un Incontro Tecnico sul tema “Una nuova olivicoltura per il Salento”, che ha approfondito alcune importanti tematiche legate al settore con particolare riguardo alle possibilità di reimpianto negli areali infetti con cultivar che si sono rilevate resistenti o tolleranti al batterio Xylella fastidiosa.

• Il Seminario conclusivo dedica la prima Sessione alla presentazione dell’attività svolta dall’APOL nella terza e conclusiva annualità in esecuzione del “Programma di attuazione dei Regg. UE 611-615/2014 nel triennio 2015/2018”, attraverso una relazione tecnica e la testimonianza di un’imprenditrice olivicola che con la sua azienda ha partecipato al programma.

• Nella seconda Sessione del Seminario, dedicata alla Tavola Rotonda su “Scelte Strategiche per il Futuro dell’ Olivicoltura Salentina”, è prevista la relazione introduttiva del Prof.Luigi De Bellis, Direttore DiSTeBA – Università del Salento, la partecipazione di rappresentanti del settore agricolo, dell‘istruzione agraria e degli studenti, nonché le conclusioni del Vice Presidente Nazionale della CIA Mauro Di Zio.

• Mai come in questo momento risulta chiaro quali sono le prospettive di rilancio dell’olivicoltura salentina che, nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente, dovrà saper essere anche innovativa per meglio governare il cambiamento. Per tale ragione occorre lavorare insieme per superare le resistenze che per troppo tempo hanno condizionato, a causa di individualismi e particolarismi, l’affermazione di un settore da tutti considerato fondamentale per lo sviluppo del territorio.

• Risulta necessario che le nuove generazioni riflettano sull’importanza della collaborazione fra produttori, determinante per acquisire nuove conoscenze, per aumentare le capacità manageriali, per una maggiore qualità delle scelte e per qualificare sempre di più il prodotto in un percorso di crescita che eviti l’arretramento e l’impoverimento del settore olivicolo.

• Il Seminario si concluderà con la consegna degli Attestati di idoneità fisiologica all’assaggio ai partecipanti ai corsi per assaggiatori di oli di oliva vergini. ore 9.00 ore 9.15

SALUTI

Benedetto Accogli – presidente A.P.OL.

Raffaele Carrabba – presidente CIA Puglia

Marcello Seclì – presidente Italia Nostra – Sezione Sud Salento

MODERATORE

Giuseppe Mauro Ferro – accademico dei Georgofili

ore 9.30 1^ sessione – PROGRAMMI DI ATTIVITA’ A SOSTEGNO DEI SETTORI DELL’OLIO DI OLIVA E DELLE OLIVE DA TAVOLA – Regg. UE 611-615/2014 – III annualità

RELAZIONI

Ruggero Manca – tecnico A.P.OL. — Presentazione delle attività svolte

Mariella Negro – Az. Agr. Santo Eligio di Presicce — Testimonianza di una giovane imprenditrice olivicola che con la sua azienda ha partecipato al programma

ore 10.30 2^ sessione – TAVOLA ROTONDA SCELTE STRATEGICHE PER IL FUTUTO DELL’OLIVICOLTURA SALENTINA

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Luigi De Bellis – direttore DiSTeBA – Università del Salento

PARTECIPANTI

Giovanni Casarano – dirigente scolastico dell’I.I.S.S. “Egidio Lanoce” di Maglie

Rosario Centonze – presidente Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di Lecce

Elisabetta Dolce – presidente Collegio Interprovinciale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Lecce e Brindisi

Roberto Martina – presidente Collegio Provinciasle dei Periti Agrari e dei Periti Agrari laureati di Lecce

Luigi Paladini – primo collaboratore del dirigente scolastico dell’I.I.S.S. “Presta-Columella” di Lecce

Daniele Palano – Energy manager

Giulio Sparascio – presidente nazionale Turismo Verde – CIA

Francesco Trono – presidente Cantina Cupertinum – Antica Cantina del Salento 1935

Dibattito con gli studenti degli I.I.S.S. “Egidio Lanoce” Maglie e “Presta-Columella” Lecce

CONCLUSIONI

Mauro Di Zio – vice presidente nazionale CIA – Agricoltori italiani