Puglia, su xylella serve un Decreto del Governo per procedere con gli abbattimenti, avverte Emiliano

Il presidente della Puglia Michele Emiliano, intervenendo durante la riunione del 24 maggio u.s. del Consiglio comunale di Bari interamente dedicata all’emergenza xylella, ha detto che l’amministrazione regionale “ha fatto tutto quello che poteva per combattere” il batterio, ma si e’ dovuta arrendere a causa della normativa che consente ai proprietari di alberi ritenuti infetti “di contraddire in tribunale l’ordinanza di abbattimento”. Continua a leggere

batterio xylella

Regione Puglia, chiarimenti e disposizioni sulla gestione del vettore nelle aree delimitate

Determina n. 281 del 22 maggio 2018 del Registro delle Determinazioni della Regione Puglia.

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Xylella, l’esposto-denuncia depositato anche a Taranto. Sicolo incontra il Procuratore Capristo ed il Prefetto Cafagna

Questa mattina il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, accompagnato dal Presidente APOL Lecce, Benedetto Accogli, ha consegnato nelle mani del Procuratore Capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, l’esposto-denuncia contro chi divulga notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine pubblico e la sicurezza (art. 656 Codice Penale), e contro chi con il proprio comportamento, anche colposo e omissivo, è responsabile della diffusione di malattie contro le piante di ulivo (art.500 codice Penale).

Nel pomeriggio, invece, Sicolo incontrerà il Prefetto di Taranto, Donato Giovanni Cafagna, per illustrargli la situazione della xylella nel tarantino e tutti gli interventi da mettere subito in pratica per evitare che il batterio, presente in pochi paesi della provincia, si estenda sul resto del territorio.

“Ringrazio il Procuratore Capristo per l’attenzione e la sensibilità dimostrata su un problema che rischia di mettere in ginocchio per sempre il cuore dell’economia pugliese”, ha dichiarato Gennaro Sicolo.

“Adesso depositeremo l’esposto anche alle Procure di Brindisi e Lecce e ci attiveremo affinchè vengano istituiti tavoli istituzionali provinciali permanenti per controllare l’avanzata del batterio e favorire interventi seri e concreti per contenere l’epidemia”, ha concluso il Presidente del CNO.

Esposto-denuncia del Cno contro disinformazione organizzata e creduloni, ecco il testo

Il sottoscritto Gennaro SICOLO, nato a Bitonto il 09/09/1955, nella propria qualità di Presidente e Legale rappresentante del CNO – Consorzio Nazionale degli Olivicoltori S.c.ar.l., con sede in Roma in via Piave n.8, nonchè di Presidente e Legale rappresentante della O.P. Oliveti Terra di Bari, con sede in Bari in via Michele Cifarelli 6/A.

Ai fini del presente atto, il sottoscritto elegge domicilio in Bari in via Michele Cifarelli 6/A presso la O.P. Oliveti Terra di Bari

 

 

ESPONE QUANTO SEGUE

 

 

  1. Il CNO – Consorzio Nazionale degli Olivicoltori costituisce l’organizzazione italiana di rappresentanza e tutela dei produttori olivicoli più rappresentativa a livello nazionale e precisamente di circa 180.000 produttori con aziende situate in tutto il territorio nazionale, e nello specifico anche nella Regione Puglia con particolare presenza nella provincia di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce.

Lo stesso CNO è riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali come Associazione di Organizzazioni di Produttori Olivicoli

 

  1. A sua volta l’O.P. Oliveti Terra di Bari costituisce l’Associazione più rappresentativa dei produttori olivicoli presenti nella Provincia di Bari, anch’essa riconosciuta come tale dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

 

  1. Come è noto, il territorio della Regione Puglia, partendo dalle zone salentine della provincia di Lecce (esattamente dal territorio di Gallipoli, nel 2013, come primo focolaio di infezione) ed ora anche le province di Brindisi, Taranto e Bari, è colpito sin dal 2014 dal noto fenomeno infettivo determinato dal batterio da quarantena « Xylella fastidiosa » in danno e pregiudizio delle piantagioni di ulivo presenti sul territorio con progressivo rapido disseccamento e morte delle piante stesse e conseguente gravissimo ed irreversibile danno all’intero territorio dal punto di vista ambientale, economico e sociale, ed ancora conseguentemente con gravissimo danno economico per le popolazioni e, segnatamente, per le aziende agricole-olivicole colpite.

 

  1. È altrettanto noto che sin dal 2014 si sono succeduti una serie di provvedimenti amministrativi per l’accertamento, delimitazione, contenimento della citata epidemia con specifiche misure obbligatorie e cogenti quali, in particolare, il controllo del vettore accertato (la cosiddetta sputacchina Philaenus spumarius) e l’eradicazione delle piante di ulivo ed altre specie ospiti colpite dal fenomeno infettivo idonee ad impedirne la diffusione dalle province inizialmente colpite verso il Nord della Regione e, in particolare, nel momento attuale, nella provincia di Bari.

Tali provvedimenti, in ricepimento delle specifiche disposizione dell’Unione Europea (vedi Decisione di Esecuzione della Commissione del 13 febbraio 2014 n. 87, Decisione di Esecuzione della Commissione del 23 luglio 2014, n. 497, Decisione di Esecuzione della Commissione del 18 maggio 2015 n. 789, Decisione di Esecuzione della Commissione del 17 dicembre 2015 n. 2417, Decisione di Esecuzione della Commissione del 12 maggio 2016 n. 764, Decisione di Esecuzione della Commissione del 14 dicembre 2017 n. 2352) si sono sostanziati in successivi Decreti Ministeriali di recepimento della normativa comunitaria ad iniziare dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 26 settembre 2014 (14A07903), sino al più recente Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali n. 4999 del 13 febbraio 2018 (cosiddetto Decreto Martina).

Le predette normative prevedono misure urgenti ed immediate dirette alla ricognizione, delimitazione delle zone infette e misure urgenti di contenimento con relativa eradicazione nelle piante infette e controllo meccanico e chimico dei vettori, assegnate in particolare alla competenza della Regione Puglia, e dei relativi uffici regionali preposti (Ufficio fitosanitario regionale). Tali misure obbligatorie di contenimento sono già state confermate legittime dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea (Sentenza rif. ECLI:EU:C:2016:428 della I Sezione del 9 giugno 2016. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A62016CJ0078).

 

  1. In relazione alle misure previste dalla legge, la Regione Puglia, pur con gravi ritardi e carenze, ha comunque in modo estremamente difficoltoso avviato le procedure di monitoraggio, contenimento ed eradicazione, seppur ancora molto parzialmente, che però stanno trovando ostacolo ed impedimento determinati da vere e proprie campagne mediatiche e di mobilitazione con manifestazioni pubbliche, convegni, incontri, presidi, siti internet dedicati, post su social network (vedi facebook), tutte fondate sulla istigazione ad ostacolare le misure urgenti previste dalla legge e, in particolare, l’ispezione e gli abbattimenti degli ulivi infetti, attuando vere e proprie strategie di disinformazione e diffusione di notizie scientifiche totalmente infondate, basate su ipotesi complottiste e vieppiù smentite dal consenso scientifico delle più autorevoli organizzazione scientifiche italiane ed estere.

Dette campagne e strategie organizzative e mediatiche sono tutte fondate sulla istigazione ad ostacolare le misure di legge e le procedure amministrative regionali obbligatorie dirette al contenimento dell’epidemia da xylella e, pertanto, all’interruzione dell’attività regionale di carattere pubblico ed interesse collettivo diretta alla tutela non soltanto delle aziende agricole ma dell’intero territorio regionale colpito dall’epidemia.

A tale riguardo è stata organizzata per il giorno 25 maggio 2018 l’ennesima manifestazione nella città di Bari con la quale si chiede di bloccare l’esecuzione delle Misure di legge e, in particolare, l’eradicazione degli ulivi infetti, ed ancora il blocco dell’utilizzo dei fitofarmaci previsto dal citato Decreto Martina proprio al fine di contenere e combattere i vettori e quindi la diffusione dell’epidemia da xylella.

Il comportamento di tali soggetti (vedi rassegna stampa allegata ed elenco profili facebook di disinformazione) è certamente di grave pericolo, non soltanto per la sicurezza delle piante e dell’ambiente, ma anche per l’ordine pubblico che viene turbato e colpito da vere e proprie campagne di disinformazione pubblica che inducono sia i privati agricoltori interessati dal fenomeno, sia amministratori locali compiacenti a porre in essere tutte le più svariate azioni (ricorsi al Tar contro le eradicazioni, ordinanze comunali di varia natura, etc.) dirette a bloccare le misure di contenimento della diffusione dell’epidemia ovvere, in concreto, ostacolare ed interrompere un ufficio/servizio di pubblica necessità. L’impossibilità da parte della Regione Puglia, a completare tempestivamente le eradicazioni delle piante ritrovate infette in zona contenimento e cuscinetto, determinata soprattutto da esposti strumentali presentati ai TAR (tutti comunque fino ad ora respinti o dichiarati inammissibili), ha inoltre già causato gravi danni d’immagine ed economici all’intero Stato italiano (vedasi recentissima notifica di una procedura d’infrazione dell’UE) ed alla Puglia (vedasi la recentissima ridefinizione coattiva delle aree demarcate decisa dall’ultimo Comitato fitosanitario europeo del 23 maggio scorso).

Si fa presente che il numero delle aziende olivicole attualmente e potenzialmente interessate dall’epidemia, in base al censimento ISTAT Agricoltura 2010, sono ben 196.282, distribuite su tutto il territorio delle province colpite dall’epidemia, il che sta a significare che il problema ha assunto e sta assumento sempre più caratteristiche di sicurezza del territorio e dei cittadini pugliesi nel loro complesso.

 

 

Tutto quanto innanzi premesso, si segnalano e si denunziano i fatti sopra esposti affinchè

 

 

la Eccma Procura della Repubblica voglia attivare le necessarie indagini ed accertamenti di natura penale al fine di individuare possibili fattispecie di reato, e quindi di procedere penalmente, anche con  riferimento all’articolo 656 del Codice Penale riferito alla pubblicazione e diffusione di notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, nonchè con riferimento all’articolo 500 del Codice Penale relativo a comportamenti, anche colposi ed omissivi, diretti o causativi della diffusione di malattie (vedi epidemia xylella) in danno delle piante di olivo con evidente pericolo di propagazione dell’epidemia stessa con grave danno all’economia rurale olivicola delle zone interessate, e grave rischio di diffusione ad altre Regioni ed aree olivicole mediterranee.

 

Si resta a disposizione di ogni ulteriore chiarimento ed il sottoscritto chiede di essere sentito a riguardo nonchè di essere informato in caso si voglia disporre archiviazione.

 

Si allegano copia dei citati decreti ministeriali, nonchè copia rassegna stampa di riferimento.

 

 

Con Osservanza

 

Bari, 25.05.2018

 

Gennaro SICOLO

 

Xylella, esposto-denuncia del Cno: “La Magistratura intervenga contro chi ha permesso al batterio di dilagare in Puglia”

Indagini ed accertamenti di natura penale contro chi divulga notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine pubblico e la sicurezza (art. 656 Codice Penale), e contro chi con il proprio comportamento, anche colposo e omissivo, è responsabile della diffusione di malattie contro le piante di ulivo (art.500 codice Penale).

Sono questi i fondamenti di legge su cui si basa l’esposto denuncia depositato questa mattina, presso la Procura della Repubblica di Bari, dal Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo.

Attraverso questo atto, il Presidente della più rappresentativa organizzazione della produzione olivicola italiana chiede ufficialmente un giro di vite contro chi in questi anni, attraverso una capillare e ben organizzata campagna di disinformazione, sviluppatasi attraverso manifestazioni (l’ultima oggi a Bari, ndr), convegni, presidi, etc., ha consentito al batterio della xylella di avanzare indisturbato dal Salento fino alle porte della provincia di Bari.

Nel mirino del Cno anche tutti coloro che hanno ceduto alle lusinghe di queste fantasiose ricostruzioni e che, attraverso ricorsi al Tar contro le eradicazioni o ordinanze comunali farlocche contro il Decreto Martina, continuano ad alimentare la peste degli ulivi pugliesi.

“Non si può più scherzare sulla pelle di centinaia di migliaia di famiglie che vivono grazie a questo straordinario patrimonio olivicolo – ha sottolineato Sicolo -. Abbiamo il dovere di difendere in ogni sede il futuro della nostra terra contro questi speculatori e contro chi non è capace di distinguere la verità dalle fake news”.

“Non chiediamo una caccia all’uomo della Magistratura, ma pretendiamo giustizia, perché i responsabili di queste crociate, nate senza alcuna valenza scientifica e basate su credenze e complotti immaginari, che purtroppo hanno fatto presa su tanti, devono smetterla una volta per tutte di fomentare timori e creare false speranze”, ha continuato Sicolo.

“È solo il primo passo di questa operazione verità – ha concluso il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori -. Mi appello al buon senso e alla responsabilità delle istituzioni regionali e nazionali, a partire dall’ormai prossimo Governo, affinché vengano definitivamente accantonate queste chiacchiere e si proceda alla vera, lunga e ormai difficilissima battaglia contro il batterio che rischia di distruggere la nostra storia, la nostra economia ed il nostro futuro”.

L’esposto-denuncia sarà presentato nei prossimi giorni anche alle Procure di Brindisi, Taranto e Lecce.

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“La Commissione Europea, oltre a decretare ancora una volta il fallimento di chi era chiamato a controllare l’avanzata del batterio della xylella, certifica il pericolo di morte per altri trenta milioni di ulivi e settantamila aziende che vivono di olivicoltura”.

Con queste parole il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la decisione del Comitato UE per la salute delle piante, su proposta della Commissione Europea, di estendere la zona cuscinetto di 20 km verso Nord, in piena provincia di Bari, fino alla piana di Monopoli.

 

“C’è grande preoccupazione per il futuro del nostro settore e per quello di migliaia di famiglie – ha sottolineato Sicolo -. La Provincia di Bari e la Provincia Bat, cuore olivicolo pugliese ed italiano, vengono adesso messe a repentaglio da un batterio alimentato da tanti irresponsabili, da tanti amministratori, da tanti politici e da qualche organizzazione agricola che per troppo tempo, solo per squallidi calcoli opportunistici, hanno dato credito a teorie inesistenti, complotti e chiacchiere di numerosi santoni e nullafacenti, invece di affrontare seriamente il problema”.

 

“Mi auguro che il governo che sta per nascere affronti la questione in maniera prioritaria perché si tratta di una grande emergenza nazionale – ha proseguito il Presidente del Cno -. Allo stesso modo spero che la Regione Puglia, per troppo tempo colpevolmente silente, acceleri le procedure per le estirpazioni delle piante infette, come avviene ad esempio in Spagna e Francia dove combattono la stessa epidemia, e prosegua sia il monitoraggio, sia i controlli per verificare se siano in corso tutte, e sottolineo tutte, le operazioni previste dal Decreto Martina per contenere il batterio”.

 

“È fondamentale dar seguito agli ultimi buoni propositi manifestati sbloccando i fondi per il ristoro delle aziende colpite, sostenendo la ricerca seria per provare ad arginare il batterio, e iniziando concretamente il reimpianto delle varietà di ulivi resistenti nella zona infetta, per non perdere quella tradizione millenaria che ha contraddistinto la Puglia, punta di diamante dell’olio extravergine d’oliva di qualità a livello nazionale ed internazionale”, ha rimarcato Gennaro Sicolo.

 

“È finito il tempo delle chiacchiere, il tempo delle discussioni portate avanti soprattutto da chi non ha nemmeno titolo per parlare di scienza e ricerca: sappia però questa gente che, se l’epidemia non si fermerà, saranno proprio loro ad essere considerati come i criminali che hanno ucciso l’olivicoltura pugliese e italiana”, ha concluso il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.

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