dario stefano

Consumo del suolo: “Una proposta di legge che fa tesoro del lavori di questi anni”

La proposta in esame definisce e richiede, a livello regionale, la riduzione progressiva del consumo di suolo pari ad almeno il 15% ogni tre anni rispetto a quello rilevato nei precedenti tre anni, sia per la componente irreversibile sia per quella reversibile.

I senatori Alessandro Alfieri, Bruno Astorre, Teresa Bellanova, Caterina Bini, Paola Boldrini, Monica Cirinna’, Stefano Collina, Eugenio Alberto Comincini, Luciano D’Alfonso, Vincenzo D’Arienzo, Davide Faraone, Alan Ferrari, Andrea Ferrazzi, Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nadia Ginetti, Leonardo Grimani, Mauro Antonio Donato Laus, Ernesto Magorno, Simona Flavia Malpezzi, Daniele Manca, Salvatore Margiotta, Mauro Maria Marino, Dario Parrini, Edoardo Patriarca, Gianni Pittella, Roberto Rampi, Daniela Sbrollini, Dario Stefàno, Valeria Sudano, Mino Taricco, Vito Vattuone, hanno presentato in Senato il disegno di legge “Misure per il contenimento del consumo del suolo ed il riuso dello stesso edificato”.

Obiettivo dichiarato, alla luce del lavoro sul tema degli anni passati, di salvaguardare il bene suolo, limitandone il consumo, ed incentivare e semplificare il recupero ed il riuso del patrimonio edilizio esistente.

Il suolo è un bene non rinnovabile e fondamentale. Il suo consumo ovvero l’incremento della superficie libera trasformata a seguito di interventi di impermeabilizzazione è purtroppo cresciuta negli ultimi decenni in modo esponenziale. Si è evidenziato che ogni giorno in Italia si cementificano 100 ettari di superficie libera e che, dal 1956 al 2010, il territorio nazionale edificato e quindi sottratto all’agricoltura sia aumentato del 166 per cento.

Il fenomeno della “cementificazione” compromette il suolo, che invece è una risorsa fondamentale non solo dal punto di vista agricolo-alimentare, ma anche sotto il profilo paesaggistico e ambientale. Lo stesso Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale,…. ed in collaborazione con il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e per l’Analisi dell’Economia Agraria, ci richiama ogni anno alla gravità della situazione. La perdita di superficie agricola, inoltre, comporta inevitabilmente una riduzione della medesima produzione, facendo crescere la dipendenza del nostro Paese dall’ estero per soddisfare il fabbisogno agroalimentare nazionale.

La stessa Unione europea richiede un forte impegno per promuovere l’attività agricola il paesaggio e l’ambiente e chiede di contenere il consumo di suolo, e di andare verso un arresto del consumo entro il 2050. In coerenza a tali obiettivi la proposta in esame definisce e richiede, a livello regionale, la riduzione progressiva del consumo di suolo pari ad almeno il 15 per cento ogni tre anni rispetto a quello rilevato nei precedenti tre anni, sia per la componente irreversibile, sia per quella reversibile.

La proposta si inserisce nel quadro di una necessaria riconversione verso un’economia più circolare che permetta di consegnare alle generazioni che verranno un pianeta e un territorio, soprattutto nei nostri contesti di occidente avanzato, meno compromesso e degradato.

Fonte: www.targatocn.it