Controlli sul biologico, per la Corte dei conti Ue sono migliorati

Secondo una relazione della Corte dei conti negli ultimi anni il sistema di controllo per i prodotti biologici vigente nell’UE è migliorato, anche se rimangono da affrontare alcune sfide. Sono infatti necessari ulteriori interventi per ovviare alle restanti debolezze riscontrate negli Stati membri, nonché riguardo alla vigilanza sulle importazioni e sulla tracciabilità dei prodotti.

I prezzi pagati dai consumatori per i prodotti con il marchio biologico dell’Ue superano talvolta, in misura anche considerevole, quelli dei prodotti convenzionali. La grande maggioranza dei prodotti biologici consumati nell’Ue è prodotta nel territorio dell’Unione.

Non vi sono test scientifici che consentano di stabilire se un prodotto sia biologico. Un rigoroso sistema di controllo che copra l’intera filiera agroalimentare, dai produttori ai trasformatori, agli importatori e ai distributori, è quindi indispensabile per fornire ai consumatori la certezza che i prodotti biologici da essi acquistati siano effettivamente tali. La Commissione europea svolge un ruolo centrale vigilando sul sistema di controllo.

La Corte ha valutato se il sistema di controllo dell’Ue per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l’importazione di prodotti biologici fornisca ora maggiori garanzie ai consumatori. Oltre a monitorare il seguito dato dai sei Stati membri visitati in precedenza, gli auditor della Corte hanno effettuato visite di audit in Bulgaria e nella Repubblica ceca.

Dall’audit è emerso che il sistema di controllo è migliorato e che le raccomandazioni espresse in precedenza sono state, in generale, attuate. Gli Stati membri esaminati nell’audit precedente hanno preso provvedimenti per migliorare i propri sistemi di controllo, mentre la Commissione ha ripreso le visite di controllo e ha ora visitato la maggior parte degli Stati membri.

L’audit ha anche esaminato, più ampiamente, i regimi di importazione. Nel 2018, l’UE ha importato prodotti biologici da oltre 100 paesi terzi. La Corte ha rilevato che la Commissione ha iniziato a effettuare visite presso gli organismi di controllo nei paesi che esportano prodotti biologici nell’Ue. Ha inoltre riscontrato debolezze nei controlli svolti dagli Stati membri sulle partite in entrata, rilevando anche che, in alcuni Stati membri, i controlli espletati dagli appositi organismi sugli importatori erano ancora incompleti.

La Corte ha proceduto alla verifica della tracciabilità dei prodotti biologici. Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, specie nell’Ue, per molti prodotti non è stato possibile risalire al produttore agricolo, mentre in alcuni casi tale procedura ha richiesto più di tre mesi.

La Corte raccomanda alla Commissione di:

  • ovviare alle restanti debolezze rilevate nei sistemi di controllo e di rendicontazione degli Stati membri;
  • migliorare la vigilanza sulle importazioni;
  • espletare controlli di tracciabilità più esaustivi per i prodotti biologici.

Fonte: www.terraevita.edagricole.it