gennaro sicolo

Crollo del prezzo dell’olio di oliva? Non succede ma se succede…

“Non potevo esimermi dal commentare pubblicamente il tuo ultimo editoriale pubblicato su Teatro Naturale (ndr Il prezzo dell’olio d’oliva creato da un patto tra gentiluomini) che, come sempre, ho letto con molta attenzione.

In base alle tue fonti e alle tue conoscenze, dunque, ritieni ci sia già un accordo tra “gentiluomini” per abbassare il prezzo dell’olio extravergine a 3.2 €/Kg per la prossima campagna olearia.

Consentimi di dire che questo non sarebbe un patto tra gentiluomini ma un patto tra delinquenti.

Delinquenti che agirebbero in barba a qualsiasi norma sulla libera concorrenza dei mercati pur di raggiungere il profitto, calpestando gli olivicoltori che quotidianamente si impegnano nei campi ed anche i consumatori.

Ritengo, però, improbabile che possa realizzarsi lo scenario da te descritto con la solita dovizia di particolari, anche perchè la prossima campagna risentirà in maniera decisa dei problemi che affliggono i nostri campi, primo tra tutti le gelate, che dimezzeranno la quantità di prodotto soprattutto nel cuore della produzione nazionale: la Puglia

A ciò fammi aggiungere un altro dato che fa ben sperare: per quanto l’olivicoltura italiana resti un mondo frammentato, sui grandi temi e le grandi battaglie tutta la filiera ha dimostrato di saper far squadra, superando bandiere e divisioni.

Basti pensare, ad esempio, all’ultimo successo italiano ottenuto ad Amman, sotto l’egida del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, dove produzione, industria, frantoiani, consumatori e organizzazioni agricole si sono presentati uniti per sventare l’attacco al panel test, l’analisi organolettica degli oli, portato avanti da alcuni Paesi europei, e difendere così la qualità ed il valore dell’extravergine d’oliva italiano.

Ovviamente sarà necessario che anche il futuro governo italiano, a partire dal nuovo Ministro, supporti il nostro settore ascoltando le istanze del mondo della produzione.

Incentivare la costituzione ed il riconoscimento dei percorsi di filiera avviati, intervenire sul Piano Olivicolo Nazionale, premiare chi si batte per tutelare il Made in Italy, sono solo alcuni degli interventi che potrebbero rappresentare una svolta in grado di scongiurare qualsiasi pericolo e qualsiasi disonorevole patto tra gente che non vuole il bene dell’olivicoltura, degli olivicoltori, dei consumatori e del Sistema Italia.

di Gennaro Sicolo

 

Fonte: www.teatronaturale.it