Frodi e rettifiche sulla Pac, una voragine che pesa

Un buco di 178 milioni di euro per le frodi alla Pac (di cui solo 70 recuperati). Una voragine di 645 milioni a carico dell’erario del Belpaese per le contestazioni che arrivano da Bruxelles per spese che non dovevano essere sostenute (o che dovevano essere sostenute meglio).

Ci costa molto la leggerezza con cui le nostre amministrazioni gestiscono i fondi comunitari. L’Italia può solo consolarsi con il fatto di essere lo Stato membro, tra tutti i 28 appartenenti all’Ue, che riesce a registrare la percentuale di massimo recupero dei fondi della Pacm percepiti in maniera truffaldina.

Tutte notizie che derivano dalle conclusioni  della Corte dei Conti italiana, Sezione di controllo Affari Comunitari e internazionali su Feaga e Fears, che ha pubblicato a metà maggio la relazione speciale su “Procedure di recupero avviate dalle Amministrazioni centrali e dagli Organismi Pagatori nell’ambito dei fondi in agricoltura” per il periodo 2012-2016.

In questi cinque anni sono stati indebitamente percepiti aiuti per 178 milioni di euro di fondi europei all’agricoltura ma ne sono stati recuperati solo 70 e anche se il recupero è “lieve”, in senso assoluto, è da primato UE in quanto gli altri Stati membri non riescono a fare di meglio.

Il rapporto della Corte dei Conti riguarda i fondi che si riferiscono al Feaga che è il Fondo Europeo Agricolo di Garanzia che finanzia la Pac, e al Feasr che è il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale  che finanzia  il cosiddetto secondo pilastro della Pac, nel quale rientra la condizionalità.

Per ovviare ai ritardi di alcuni Stati membri nel recupero di pagamenti indebiti, il legislatore europeo ha introdotto un meccanismo di compensazione automatica in base al quale il 50% di tutti i pagamenti indebiti che gli Stati membri non sono riusciti a recuperare dai beneficiari entro 4 anni, se per procedimenti amministrativi, o nel caso di procedimenti giudiziari, entro 8 anni, vengono addebitati ai rispettivi bilanci nazionali (regola del 50/50).

Il mancato recupero, e quindi la restituzione dei fondi al bilancio comunitario, sta a significare che l’erario italiano deve farsi carico delle somme percepite in maniera fraudolenta che, conseguentemente, saranno a carico di tutti i contribuenti.

I fondi frodati alla Pac non rappresentano quindi solo un segnale di concorrenza sleale operata da alcuni agricoltori nei confronti di coloro che ricevono gli aiuti in maniera corretta e regolare, ma anche un aggravio nei confronti di tutti i cittadini e contribuenti anche non operanti strettamente nel settore agricolo.

La Relazione della Corte dei Conti sottolinea che l’importo di 645.817.723,91 euro pur considerando che è riferito alla sommatoria di 5 annualità dal 2012 al 2016, risulta comunque talmente rilevante che neppure la sottrazione dei 2.803.690,54 euro, rimborsati o detratti d’ufficio, che porta la cifra a 643.014.033,37, riesce a sminuirne e affievolirne l’impatto.

Dall’esame delle 13 Decisioni della Commissione intervenute negli anni d’indagine su 235 casi di irregolarità accertate sulle contabilità degli OP, in 165 casi (70%) sono state applicate rettifiche cosiddette “forfettarie” perché difficilmente quantificabili esattamente, in modo certo, l’importo della singola irregolarità, mentre in 70 casi (30%) le rettifiche sono state “puntuali” perché facilmente desumibili gli importi certi, imputabili.

Le causali più ricorrenti delle rettifiche finanziarie, nei 5 anni coperti dall’indagine, riguardano soprattutto la materia dei controlli.

Sui 235 casi di irregolarità accertati dalla Commissione, le mancate e/o inadeguate e/o carenti e/o tardive attività di controllo, da parte degli OP, sono state 148, il 63% ben superiori rispetto ad altre casistiche, quali ritardi nei pagamenti o spese non ammissibili o ancora carenze nei calcoli ecc.

Proprio quelle attività di controllo che sono sì disciplinate dalla Commissione, che ne detta limiti minimi e criteri principali, ma che poi sostanzialmente rientrano nella gestione, nell’autonomia e nella programmazione degli Organismi Pagatori.

 

Fonte: www.terraevita.edagricole.it