Giovani agricoltori, via alle domande di aiuto per il subentro Ismea

Dal 23 ottobre scorso i giovani agricoltori interessati e potenziali beneficiari possono accedere al portale dedicato dal sito Ismea e presentare la domanda di aiuto per il cosiddetto regime del subentro.

Il meccanismo è analogo alla misura a investimenti del Psr e si basa sulla presentazione da parte della impresa agricola condotta da giovani di un progetto di investimento che ove fosse approvato riceve un sostegno finanziario per agevolarne l’esecuzione. La differenza sostanziale è nella finalità dell’intervento e nella forma dell’incentivo pubblico. Alla base dell’operazione deve esserci il ricambio generazionale, tramite il subentro del giovane, da solo o in società, a un agricoltore cedente, oppure deve esserci un progetto di sviluppo aziendale presentato da una compagine di impresa già attiva da almeno due anni e condotta da giovani.

L’incentivo pubblico è concesso sotto forma di un mutuo agevolato a tasso zero. Tuttavia, nelle regioni del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) è ammessa la combinazione tra incentivo in conto capitale, con aliquota massima fissata al 35% della spesa ammissibile e mutuo agevolato che può coprire al massimo il 60% dell’investimento.

L’intervento attuato da Ismea, che presenta una dotazione finanziaria iniziale di 70 milioni di euro, si rivolge alle micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra 18 e 40 anni non compiuti.

Sono oggetto di finanziamento progetti con una spesa ammissibile fino a 1,5 milioni di euro che riguardano la fase di produzione agricola (ad esempio la realizzazione di una nuova stalla o di un impianto arboreo) e quella della trasformazione e/o della commercializzazione della materia prima agricola di base. Inoltre, sono suscettibili di incentivo anche i progetti di diversificazione produttiva (ad esempio il turismo rurale e la cessione di energia elettrica da fonti rinnovabili). In tal caso, però, si applica la norma comunitaria in materia di aiuti di Stato che limita l’agevolazione pubblica a 200.000 euro per beneficiario, nell’ambito di un periodo di tre esercizi finanziari.

 

Fonte: www.informatoreagrario.it