I fattori influenzanti i vettori di xylella fastidiosa indagati in Abruzzo

L’Abruzzo è regione indenne ma la vicinanza con le zone infette, l’elevato traffico nelle vie di comunicazione tra la Puglia e le altre regioni italiane, il commercio delle olive dalle province pugliesi e la forte attività vivaistica, rendono gli areali di coltivazione abruzzesi a forte rischio di introduzione.

L’Ufficio tutela fitosanitaria delle colture del Dipartimento Politiche dello sviluppo rurale e della pesca dal 2016 ha avviato un piano di monitoraggio ed indagine sui principali vettori di xylella fastidiosa per valutarne le popolazioni presenti, i fattori che ne incrementano o limitano la densità e scoprire eventuali focolai di batterio.

L’indagine ha coinvolto la ricerca su tutti i possibili vettori conosciuti di X. fastidiosa presenti negli areali di coltivazione abruzzesi, in modo particolare intorno alla filiera vivaistica, agli oliveti in prossimità di frantoi che importano olive pugliesi e a quelli in prossimità dell’asse autostradale A14.

Complessivamente sono stati indagati 70 olivetii nel 2016, 127 nel 2017 e 66 nel 2018.

La sputacchina media – Philaenus spumarius – è la specie più diffusa e le catture più consistenti nelle province di Teramo e Pescara. La presenza della sputacchina è stata poi analizzata considerando il cotico erboso ed i trattamenti fitosanitari.

Tra la gestione del cotico erboso e la presenza della sputacchina non è emersa alcuna relazione mentre per i trattamenti insetticidi è emerso che le applicazioni fatte contro la mosca olearia riducono la popolazione di sputacchina solo negli oliveti completamente inerbiti.

Nel corso dei tre anni campionati sono state valutate anche le caratteristiche del paesaggio e di habitat favorevoli alla presenza ed abbondanza di P. spumarius. Con i dati raccolti si è visto che alte coperture di oliveto nel paesaggio in cui è localizzato il sito, favoriscono la presenza e l’abbondanza di P. spumarius all’interno dello stesso, mentre i vigneti hanno un effetto contrario e sembrano limitarne l’abbondanza; boschi e seminativi sembrano anch’essi limitare molto la presenza del vettore.

Anche per l’habitat risulta che l’oliveto ed il prato-pascolo siano la tipologia preferita rispetto al vigneto, al bosco ed al seminativo.

Tutti questi dati ed osservazioni sono e saranno molto utili per pianificare i programmi di difesa. Se l’oliveto ed i prati-pascoli sono gli habitat preferiti dal vettore e considerando la scarsa mobilità dello stesso, queste considerazioni ecologiche devono essere considerate nella gestione delle aree circostanti gli impianti.

 

 

Sintesi di un articolo edito da ‘L’informatore agrario’ e scritto da F.Sanna, G.Santoiemma, L. Marini, A. Presti, N. Mori, D. D’Ascenzo, M. Pegoraro e D. Bosco

 

Fonte: www.informatoreagrario.it