I Gilet Arancioni si rivolgono agli agricoltori di Coldiretti

“Invocate le dimissioni del direttore Corsetti e del segretario Gesmundo, da 20 anni accoltellano l’agricoltura riempiendosi il portafoglio e dividendoci sugli stessi problemi”

Le dimissioni che potrebbero segnare una svolta per tutto il sistema agricolo italiano e pugliese non sono quelle dell’assessore Di Gioia, ma quelle delle due anime nere di Coldiretti: il direttore pugliese Corsetti ed il suo capo romano, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che da vent’anni sono sulla scena a dividere il mondo agricolo sugli stessi problemi, indebolendolo, a distruggere l’agricoltura e l’olivicoltura pugliese e italiana”.

Così il portavoce dei Gilet Arancioni, Onofrio Spagnoletti Zeuli.

Come possono due persone che portano a casa grossi stipendi difendere dai caldi palazzi baresi e romani gli agricoltori che non hanno produzione, non hanno reddito e hanno perso tutto?”, si interroga Spagnoletti Zeuli.

Come può Gesmundo, il grande protettore della porcata dell’olio Italico, la miscela di olio italiano ed extracomunitario che Coldiretti avrebbe voluto far passare con Federolio, un vero e proprio italian sounding camuffato, parlare ancora di interessi degli agricoltori?”, ha continuato il portavoce dei Gilet Arancioni.

Siamo stati molto contenti che a Bari molti soci e dirigenti Coldiretti abbiano chiesto con noi a gran voce le dimissioni di chi continua a prenderli in giro, riempiendosi allo stesso tempo il portafoglio e dividendo il mondo agricolo che dovrebbe marciare unito”, ha continuato Spagnoletti Zeuli.

Ci meravigliamo ancora oggi quando vediamo che il governo del cambiamento continua ad interloquire con questi personaggi, in piedi dai tempi della prima Repubblica, che hanno contribuito in modo significativo al declino dell’agricoltura e dell’olivicoltura italiana”, ha concluso Spagnoletti Zeuli.