Il ministro Centinaio ieri a Lecce e il presidente Sicolo a Bari

E’ stato come assistere ad un film di fantascienza, non si può pensare che una cosa del genere sia successa nel nostro Paese“.

Queste le prime parole del ministro Gian Marco Centinaio dopo avere nuovamente visto gli oliveti leccesi e brindisini distrutti dal batterio Xylella fastidiosa.

Come Gian Marco Centinaio, in qualità di ministro e rappresentante dello Stato, la prima cosa che mi sovviene è chiedere scusa alla Puglia perchè lo Stato che si può chiamare Ministero, lo Stato che si può chiamare Regione, lo Stato che si può chiamare Magistratura, lo Stato che si può chiamare politica italiana in questi anni non ha capito o ha voltato il viso dall’altra parte. – ha continuato il ministro – Ma le scuse non bastano, occorre rimboccarsi le maniche ed è quello che io ho fatto. Ci abbiamo messo un pò di tempo per i tempi burocratici dello Stato.

Mi piace che il Decreto sia stato votato a larga maggioranza a dimostrazione che non ci sono più divisioni sulla questione, salvo qualche folle. Il Decreto ci consente di lavorare più velocemente e ci permette di andare in Europa rivendicando più fondi per permettere alla Puglia di uscire da questa situazione che – ricorda il ministro – parte da confini europei non sicuri“.

Infine, il ministro ha reiterato il suo appoggio ai ricercatori: “Io seguo la scienza, tutto il resto è circo“.

Contemporaneamente ieri, durante il convegno tenuto a Bari sul futuro dell’olivicoltura pugliese ed italiana, il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, ha affermato che solo un terreno su quattro nelle campagne baresi e salentine, è curato e trattato secondo i principi delle buone pratiche agricole, il resto è incolto ed abbandonato.

Stiamo perdendo la battaglia, le buone intenzioni annunciate in convegni e tavole rotonde non si trasformano in atti concreti e quello che dice la scienza puntualmente non viene applicato.

Invito la regione ed i Comuni a multare i falsi olivicoltori e chiedo al Governo di valutare la possibilità di iniziare una battaglia europea per togliere i premi PAC a tutti coloro i quali non attuano i corretti trattamenti dei terreni“.

Le parole non bastano più, dopo i moniti dell’UE e dopo il Decreto Emergenze che abbiamo ottenuto dopo mesi di battaglia con i gilet arancioni, occorrono solo fatti concreti per arginare il batterio” – ha concluso Sicolo.

Fonte: www.quotidianodipuglia.it