Il recupero degli uliveti tradizionali stimola il settore olivicolo francese

Afidol, l’associazione interprofessionale per il settore olivicolo francese, si sta focalizzando sul recupero e sul ripristino dei suoi uliveti tradizionali e di montagna come mezzo per rendere più redditizio il settore nazionale delle olive da tavola e dell’olio d’oliva.

In Francia, il ripristino dei paesaggi olivicoli ha già contribuito alla conservazione del suo patrimonio naturale e la coltivazione degli olivi è diventata una delle pochissime attività agricole a registrare una crescita, negli ultimi anni.

Gli uliveti tradizionali sono aree con piantagioni a bassa densità (dai 200 ai 300 alberi per acro – ndc: 0,40 ha), rendimenti medio-bassi (da 5,5 a 11 tonnellate di olive per acro), e alberi con un’età media che supera i 25 anni.

Di solito non sono soggetti a irrigazione, e generalmente vengono lasciati crescere in modo più naturale, il che, spesso, porta ad avere una produzione irregolare.

Gli uliveti tradizionali situati su alti pendii devono essere coltivati a mano, costringendo coltivatori e produttori a concentrarsi sul valore aggiunto degli oli per compensare i maggiori costi di produzione.

In Francia, la coltivazione dell’olivo è diminuita costantemente nel corso del 1700 e del 1800; dal 1840 al 1929, il numero degli olivi ha registrato un forte calo, passando da 26 a 13,7 milioni. Nel 1956, il gelo ha distrutto milioni di alberi d’olivo, costringendo molti coltivatori ad abbandonare il settore, e portando alla chiusura di molti frantoi.

Dopo questo lungo declino, l’olivicoltura in Francia ha iniziato a riprendersi dopo gli anni ottanta, quando i prodotti olivicoli locali hanno iniziato a essere apprezzati nuovamente.

Il conseguente ripristino dei paesaggi olivicoli è stato un elemento fondamentale di questa rinascita.

Dalla fine degli anni ottanta al 2010, la Francia a iniziato a recuperare questi uliveti abbandonati, pulendo appezzamenti di terra, e rivitalizzando vecchi alberi di olivo e le terrazze dove erano stati piantati.

Sono state introdotte pratiche più attente all’ambiente, che hanno aumentato l’apprezzamento del valore patrimoniale degli uliveti, e garantito agli olivi una maggiore visibilità nei paesaggi, nell’agricoltura locale, e anche come ornamento.

Gli olivi hanno conservato la loro vecchia densità e i tratti varietali nei paesaggi recuperati, ma la loro altezza è stata ridotta e la forma modificata per facilitare la coltivazione e aumentare la produzione.

Dal 1988 al 2011, il numero degli olivi è salito da 3,4 a 5,1 milioni, e la superficie olivicola coltivata è passata da 99.000 a 136.000 acri (ndc: da 40.000 a 55.000 ha). Tutto ciò ha reso la coltivazione dell’olivo una delle pochissime attività agricole a essere cresciute nel sud della Francia, più nella regione della Linguadoca-Rossiglione che nelle Alpi-Marittime.

Secondo alcuni dati statistici raccolti a partire dal 2014, in Francia, vi sono 35.000 olivicoltori, il 32% dei quali sono professionisti; tra questi solo una minima parte si dedica esclusivamente all’olivicoltura. Il settore olivicolo francese è caratterizzato da piccole imprese.

Il 25% delle superfici olivicole coltivate da coltivatori professionisti vengono oggi gestite in modo biologico.

I paesaggi olivicoli tradizionali hanno un valore economico perché gli alimenti che producono sono oggi richiesti tra i consumatori più attenti all’ambiente, e contribuiscono a mantenere i paesaggi naturali.

Il recupero degli alberi abbandonati ha, inoltre, aiutato a preservare le varietà locali di olivo, come la varietà Estoublonnaise, garantendo l’autenticità e l’elevato valore degli oli prodotti nella regione.

Aglandau e Picholine sono altre varietà presenti negli uliveti tradizionali.

La rivitalizzazione dell’olivicoltura in Francia sta contribuendo a rinvigorire un settore che genera entrate attraverso olive da tavola, oli d’oliva, altri prodotti olivicoli, festival e l’olioturismo, vale a dire, una forma di turismo esperenziale incentrato sulla produzione olearia.

 

Fonte: www.agrapress.it