La xylella ed i due governatori

Roberto Burioni alla Leopolda ha richiamato l’attenzione del PD sull’operato di un suo governatore, che premia coloro che danno ospitalità alle balle dei free-vax. C’è però un altro governatore che non sembra essere molto deciso nel seguire le indicazioni della comunità scientifica nel contenere una pericolosa epidemia. Anzi forse i governatori sono due, e siedono nel consiglio regionale pugliese, che deve fronteggiare la piaga della Xylella in Puglia.

I due governatori sono in evidente disaccordo su molte cose, ma soprattutto riguardo le misure dettate dall’Unione Europea e dalla comunità scientifica, le quali prevedono l’abbattimento delle piante infette nella zona di contenimento.

Michele Emiliano, governatore 1, dichiara a Bari agli agricoltori il 12 Ottobre 2015: “le linee guida dell’Ue prevedono la quarantena e gli abbattimenti degli alberi. E su questo la Regione non può che obbedire alle leggi. Non ci sono alternative”. [1]

Ma due mesi dopo, il 18 dicembre 2015, Emiliano Michele, governatore 2, in un comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione scrive che: “Finalmente avremo a disposizione dati tecnici ed investigativi per discutere con l’Unione Europea della strategia finora attuata per contrastare la Xylella, fondata essenzialmente sull’eradicazione di massa di alberi malati e sani. Questa strategia viene messa totalmente in dubbio dalle indagini effettuate da magistrati scrupolosi, prestigiosi e notoriamente stimati per la prudenza che li ha sempre contraddistinti nell’esercizio delle funzioni” [2]

Tuttavia, 6 mesi dopo il suo collega Michele Emiliano, governatore 1, ribadisce a Giugno 2016 (a seguito di un pronunciamento della Corte Europea sugli abbattimenti) che: “Allo stato attuale non pervengono da nessun soggetto strategie diverse da quelle indicate dalla Ue e contenute nelle regole che rientrano in trattati internazionali relativi alle misure da adottare per affrontare una fitopatia da quarantena” [3]

Passa un anno, ed Emiliano Michele, governatore 2, tuona da Bruxelles il 27 Settembre 2017: “Tagliare adesso sarebbe come quando nei campi di concentramento della Shoah si uccidevano gli ultimi prigionieri mentre stavano arrivando gli Alleati” [4]

Michele Emiliano, governatore 1, insiste però il 2 Maggio 2018 (dichiarazioni ANSA): “Chiediamo al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che è ministro dell’Agricoltura ad interim, un decreto legge immediato che ci consenta di rispettare le direttive europee e il decreto Martina, per accelerare le procedure di abbattimento degli alberi infetti. Perché con le norme attualmente in vigore abbiamo ancora molte decine di alberi che non riusciamo ad abbattere per vari impicci di natura giuridica“. [5]

Michele Emiliano ed Emiliano Michele, governatore 1 e 2 della Puglia ed entrambi magistrati, su alcune cose hanno però le idee chiare: per esempio che sia un bene che i ricercatori che si ostinano ad identificare in un batterio la responsabilità del disseccamento degli ulivi siano indagati e che i giudici pongano gli ulivi sotto sequestro, permettendo al batterio di continuare il suo lavoro di morte.

Infatti, dichiarano trionfanti il 18 Dicembre 2015:

1. “La notizia del provvedimento di sequestro da parte della Procura della Repubblica di Lecce è arrivata come una liberazione.” [2]

2. “In questi mesi la Regione Puglia ha sempre ribadito alla Procura della repubblica di Lecce la sua disponibilità a fornire collaborazione alle indagini in corso. E anche oggi ribadisco questa disponibilità assieme alla piena fiducia negli uffici giudiziari leccesi. Mi sento di dire che questo intervento è l’equivalente di quello della magistratura tarantina nel caso Ilva.” [2]

3. “Domani mattina chiederò al procuratore della Repubblica Cataldo Motta di essere ricevuto ove il magistrato ritenga necessario comunicarmi notizie utili allo svolgimento della mia funzione, nel rispetto del segreto istruttorio. La Regione Puglia è persona offesa degli eventuali reati commessi e ai sensi dell’art. 90 del c.p.p. si riserva di indicare elementi di prova che possano contribuire all’accertamento della verità. In caso di rinvio a giudizio si costituirà parte civile nei confronti di tutti gli imputati” [2]

Questo perché Michele Emiliano ed Emiliano Michele, governatori 1 e 2 della Puglia, ritengono che la verità scientifica debba emergere dai tribunali. Sicché, pochi giorni dopo aver offerto la loro collaborazione alla magistratura che indaga sui ricercatori, dichiarano congiuntamente, il 24 Dicembre 2015, in un celebre “discorso di Natale”:

1. “È successo tante volte. Ci sono scienziati prestigiosi (consulenti dei pm) che si scontrano con altri prestigiosi scienziati (quelli indagati). Il punto cruciale ruota attorno allo sradicamento degli ulivi. I primi giudicano indispensabile il taglio degli alberi. I secondi lo ritengono inutile, in un contesto in cui la malattia si è insediata e dunque andrebbe contrastata, senza avere l’ambizione di eliminarla” [6]

2. “Sono emersi due diversi punti di vista che ora hanno un luogo in cui confrontarsi. È la sede giudiziaria: il confronto avverrà in modo regolato e con le garanzie del processo penale. Ecco perché è una liberazione. Non sta a me dire quale sia il metodo migliore: emergerà dalle aule di giustizia. Non è un male il fatto che si sia “giurisdizionalizzata” la questione” [6]

Ora, io non dico che non sia possibile discutere di scienza nei tribunali – per esempio, molte prove nel moderno processo penale sono fornite con tecnica scientifica. Ma una cosa è utilizzare le conoscenze scientifiche, un’altra è lasciar decidere ai tribunali quale sia la migliore verità scientifica. L’ultima volta in cui qualche giudice ci si è provato – ricordate, Terra al centro o Sole al centro – le cose non hanno funzionato tanto bene. E per questo sono oltre 400 anni che le questioni scientifiche non si “giurisdizionalizzano”, ma si decidono sulla base del consenso scientifico – cioè sulla base del giudizio della maggioranza della comunità scientifica basato sui fatti disponibili.

di Enrico Bucci

FONTI: [1]: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/15_ottobre_13/xylella-tar-lazio-accoglie-ricorso-stop-tagli-ulivi-torchiarolo-616e91be-7187-11e5-8a35-85b57ae5d6f8.shtml [2]: http://old.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=19793 [3]: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/cronaca/16_giugno_14/xylella-emiliano-dialogheremo-governo-ue-procura-dae4b308-3251-11e6-b851-897aa1514f17.shtml [4] https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/politica/17_settembre_28/emiliano-non-si-paragona-taglio-ulivi-shoah-ad539cea-a42b-11e7-8734-c77ebb1dce9a.shtml [5] http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2018/05/02/xylellaemiliano-a-gentiloni-decreto-immediato-abbattimenti_3398792b-fd98-4354-a12c-d54c974ff178.html [6] https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/politica/15_dicembre_23/gli-auguri-veleno-governatore-emiliano-mai-zerbino-potenti-bc527c80-a9c2-11e5-a8a3-f39d77c05dcb.shtml