L’Ispettorato per la repressione frodi affossa l’olio italico

L’olio extravergine di oliva “Italico”, miscela al 50% di olii nazionali e comunitari, sparisce ancor prima di approdare sugli scaffali dei supermercati, dopo essere stato proposto durante il convegno del 28 giugno organizzato da Federolio, l’associazione degli imbottigliatori oleari, a Palazzo Rospigliosi.Più delle polemiche ha potuto il parere informale dell’Ispettorato per lòa repressione delle frodi del MIPAAF, richiesto proprio da Coldiretti (ndc: firmataria dell’accordo).

Secondo quanto risulta ad ItaliaOggi, la Repressione frodi ha dichiarato che un simile prodotto costituirebbe violazione di legge, in quanto evocativo del Made in Italy, quindi passibile di sanzione.

D’0altronde già nell’ottobre 2017 l’Autorità per la concorrenza ed il mercato aveva chiarito che non poteva essere data alcuna patente d’italianità a prodotti contenenti materie prime estere.

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La smentita dell’idea dell’olio italico da parte di Coldiretti, il 5 luglio, è arrivata dopo l’altolà della Repressione frodi, ma anche dopo un’infuocata riunione a Bari delle organizzazioni dei produttori olivicoli aderenti ad Unaprol, l’organizzazione olivicola aderente a Coldiretti, che hanno minacciato disdette se il progetto fosse divenuto operativo. Non solo, a Palazzo Rospigliosi sarebbero arrivate decine di mail e lettere di protesta da ogni parte d’Italia, con la minaccia anche di strappare pubblicamente le tessere, in assenza di una retromarcia.

La smentita di Coldiretti, che ha definito una ‘fake news’ il fatto che l’olio “Italico” sia parte dell’accordo di filiera siglato con Federolio, non ha però placato le polemiche; anche perchè l’altro contraente del patto di filiera, Federolio appunto, non ha mai sconfessato il progetto.

Anzi, in una nota stampa del 3 luglio scorso, di poco precedente alla smentita di Palazzo Rospigliosi, proprio l’associazione degli imbottigliatori, in risposta alle critiche avanzate da Assitol contro il progetto “Italico”, aveva confermato testualmente: “Federolio ed  Unaprol hanno parlato di ben un 50% di olio italiano garantito nelle confezioni di questo blend“.

Ma il CNO ha pubblicato sulla propria pagina Facebook l’audio dell’intervento del segretario generale di Coldiretti, enzo Gesmundo, al convegno del 28 giugno, che ha detto:”…per me il massimo del Made in Italy di una qualsiasi industria qui rappresentata è quell’industria che possa dimostrare che all’interno dei suoi blend c’è almeno il 50% di olio extravergine italiano…“.

Parole che, secondo Gennaro Sicolo, presidente del CNO, “smentiscono la smentita di Coldiretti“.

di Alberto Grimelli

Fonte: www.datastampa.it