gennaro sicolo

L’olio d’oliva insegna: quando la sostenibilità è innovazione

L’innovazione non è la spasmodica ricerca della novità a ogni costo ma una corretta interpretazione e visione del passato, presente e futuro. Vendere un prodotto è il passato, offrire la qualità è il presente, presentare la sostenibilità è il futuro

C’è chi pensa che innovazione coincida con novità, ma non qualsiasi cosa nuova, sia un pensiero, una tecnica, una tecnologia o un prodotto, corrisponde davvero a un’innovazione. L’innovazione, al contrario della novità, non è una meteora, ma genera progresso culturale e materiale.

Un’innovazione è un percorso che parte dal passato, raggiunge il presente e guarda al futuro. L’innovazione è di per sé mutevole, perchè presente, passato e futuro sono sempre in divenire. Oggi sarà già il passato domani. Domani è il futuro di oggi.

Nessun prodotto, in sé e per sé, sarà realmente innovativo. Lo può invece essere il progetto che lo sottointende. Non credo che “Sostenibile” di Oleificio Zucchi sia un prodotto innovativo. Il progetto però lo è, e forse anche per questo è stato eletto “Prodotto dell’Anno 2018” dal voto di oltre 12.000 consumatori di età maggiore ai 15 anni, attraverso un’indagine condotta dall’istituto di ricerca indipendente IRI.

Il lavoro svolto è poderoso, basandosi su oltre 150 requisiti che ogni singolo componente della filiera deve soddisfare perché l’olio prodotto possa ottenere la certificazione di sostenibilità, con verifiche dalla fase agricola fino al confezionamento. Non è certo l’elencazione dei 150 requisiti a risultare vincente sul mercato, né l’esposizione sintetica della sostenibilità totale (ambientale, sociale, economica, nutrizionale) ma il concetto che vi sta dietro, il passaggio da un’economia di prodotto a quella relazionale.

Facciamo un passo indietro e analizziamo le parole di Gennaro Sicolo, presidente degli olivicoltori del CNO, su questo riconoscimento:

“siamo di fronte ad un primo grande esempio di filiera olivicola olearia italiana, basata sulla fiducia tra l’industria positiva ed il mondo della produzione che punta sulla tracciabilità, sulla sostenibilità, sulla qualità, oltre che sulla soddisfazione dei consumatori”.

Avete notato nulla? Non si parla mai del prodotto ma di relazioni, ovvero di un fitto intreccio, una maglia di persone che, insieme, garantiscono “la soddisfazione dei consumatori”.

Il concetto di sostenibilità totale, in fondo, non è altro che questo: se voglio vivere in una società e in mondo più giusto e salubre devo inserirmi, anche come consumatore, in una rete relazionale che mi garantisca l’obiettivo. E’ la strategia win-win, altrimenti detta cooperativa, che rappresenta la innovazione dell’economia relazionale del futuro.

di Alberto Grimelli

Fonte: www.teatronaturale.it