“Ora basta con i santoni” così Gennaro Sicolo

Non ci sono più spazio, tempo e possibilità per santoni e cialtroni che hanno distrutto la nostra olivicoltura con il loro vasto sistema di disinformazione organizzata: la xylella deve essere affrontata con decisione, troppe chiacchere finora, è arrivato il momento di combattere una guerra senza quartiere contro il batterio e contro chi ne favorisce l’avanzata“.

Non usa giri di parole Gennaro Sicolo, presidente di Italia Olivicola, in un momento in cui l’olivicoltura nazionale è stretta tra le emergenze xylella e gelate e la necessità di programmare il futuro.

Proprio Italia Olivicola, negli ultimi mesi, ha sporto denunce circostanziate contro tutti coloro che “con comportamenti omissivi e negazionisti, a partire da alcuni parlamentari del M5S, hanno consentito al batterio di arrivare in poco più di cinque anni da Gallipoli a Monopoli“.

Quale evoluzione per le denunce?

Non abbiamo notizie. Dalle cronache dei giornali abbiamo appreso come probabilmente il sequestro della Procura di Bari dell’albero infetto di Monopoli sia dipeso dal nostro esposto di fine maggio: mi auguro che gli inquirenti facciano presto tutti gli accertamenti del caso, individuando i possibili responsabili dell’avanzata del batterio, anche per consentire all’agricoltore di eradicare la pianta malata perchè tra qualche settimana la sputacchina tornerà a saltare velocemente nei campi.

C’è una rottura evidente tra Coldiretti ed il resto della rappresentanza. Lei stesso è stato tra i protagonisti di questa disfida.

Una rottura che non riguarda gli agricoltori che pensano, com’è giusto che sia, solo ai problemi e non alle bandiere.

La presenza, per esempio, di numerosi agricoltori Coldiretti alla manifestazione dei gilet arancioni del 14 febbraio a Roma testimonia questo.

Di certo adesso occorre una riflessione ed un passo indietro da parte di tutti: c’è bisogno di dialogo tra tutti i protagonisti dell’agricoltura, specialmente tra i rappresentanti delle organizzazioni che devono difendere il prodotto e gli interessi dei produttori.

Sta gettando un ponte?

Sto ragionando per il bene dell’agricoltura e dell’olivicoltura: le divisioni non hanno mai fatto bene al settore, men che meno in questo momento di difficoltà, anzi servono a dare alibi anche alla politica che è chiamata a prendere decisioni.

Abbiamo davanti a noi sfide fondamentali per il nostro futuro, serve lottare compatti per rilanciare l’olivicoltura, rispondere alle frodi ed alle contraffazioni che rovinano il mercato, dare valore al lavoro degli agricoltori, risolvere le emergenze che attanagliano il settore.

Ritiene che i gilet arancioni abbiano centrato qualche obiettivo?

Sì. Il loro grande merito è stato di riportare l’olivicoltura al centro dell’agenda politica nazionale: adesso tutti sanno che c’è un’epidemia nazionale ed europea da affrontare seriamente, la xylella.

Tutti sanno che ci sono agricoltori arrabbiati che pretendono risposte e rispetto per il proprio lavoro.

La data dello scorso 14 febbraio rimarrà per sempre impressa nei nostri cuori, non solo per la portata della manifestazione, la più importante ed imponente di sempre del nostro settore, quanto soprattutto per l’orgoglio di migliaia di olivicoltori che hanno invaso la capitale per fare sentire l’urlo di dolore di chi ogni giorno cerca di dare il meglio per portare sulle tavole italiane ed internazionali l’olio extravergine di oliva vero.

Nonostante le promesse, ripetute dal ministro Centinaio anche sul palco di piazza Santi Apostoli, i fatti concreti ancora latitano…

Ci stiamo arrivando, con fatica, ma vediamo la luce grazie soprattutto alla grande mobilitazione di Roma ed al lavoro svolto in questi giorni con il ministro Centinaio, la sottosegretaria Pesce, i vertici di Ismea ed Agea da noi incontrati a più riprese.

Già la prossima settimana sarà approvato il decreto emergenze che conterrà le prime misure per superare le difficoltà legate alle gelate, con l’approvazione della declaratoria per lo stato di calamità naturale, l’accesso al fondo di solidarietà nazionale, il pagamento degli interessi dei mutui da parte dello Stato, l’anticipazione degli aiuti accoppiati Pac, ecc..

Per quel che riguarda xylella, invece, finalmente avremo un piano di azione chiaro, dopo le osservazioni avanzate recentemente, che consentirà di eradicare le piante infette, tentare di fermare l’avanzata del batterio e far ripartire il Salento distrutto.

Ritiene che la dotazione di cento milioni di euro sia sufficiente?

Assolutamente no, è solo una buona base di partenza.

Occorre un Piano Marshall per l’olivicoltura salentna che ha bisogno di almeno 400 milioni di euro per ripartire con i reimpianti delle varietà al momento resistenti al batterio; allo stesso tempo la politica deve impegnarsi a snellire la burocrazia.

Ancora oggi un agricoltore che intenda ripartire dopo l’epidemia xylella, non può farlo perchè deve passare tra mille vincoli paesaggistici, ambientali ed architettonici.

Lo Stato e la Regione, anche per coprire le mancanze di questi anni, devono farsi carico delle spese sostenute dagli agricoltori per l’eradicazione, il reimpianto e le attività connesse al contrasto del batterio.

Intervista di Marco Mangano per La Gazzetta del Mezzogiorno

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it