Puglia, niente ristori per gli oliveti colpiti da Burian

L’evento, che colpì le province di Bari, Bat e Foggia, ha provocato danni per quasi 200 milioni di euro, per risarcire i quali la Regione ha chiesto una deroga alle norme del Fondo di solidarietà

Tarda ad arrivare il decreto ministeriale per la declaratoria di evento eccezionale e stato di calamità per i territori della Puglia colpiti dal gelo siberiano di Burian tra il 27 febbraio ed il 1° marzo 2018 – denuncia Italia Olivicola.

Questo perché prima del Dm è le autorità politiche dovranno fare tre passi distinti, non facili da esperire.
Intanto occorre adottare, da parte del Mipaaft, una deroga normativa al Decreto legislativo 102/2004, laddove prevede la non risarcibilità dei danni su colture assicurabili e non assicurate. La deroga, che ha bisogno di un passaggio parlamentare, è stata richiesta, unitamente alla dichiarazione di stato di calamità, da regione Puglia con la delibera di giunta regionale del 10 luglio 2018 sulla scia di due precedenti: il terremoto nel centro Italia del 2016 e la siccità del 2017 nelle regioni meridionali.
Ma è anche necessario reinterpretare la legge, dove prevede la presentazione della delibera di giunta regionale entro i 60 giorni dalla conclusione dell’evento, cosa che la particolarità del caso – l’effetto del gelo su oliveti in febbraio – marzo – non ha reso tecnicamente possibile.
Trovare le risorse finanziaria, magari nella Legge di bilancio, ora in discussione in Parlamento.

Il conto salato di Burian in Puglia

Il freddo a fine febbraio colpì duramente nelle provincie di Bari, Bat e Foggia, comportando 199,6 milioni di danni in capo ad aziende olivicole, sia ad indirizzo produzione olio che olive da mensa. In particolare, Regione Puglia accertò danni per oltre 88 milioni nella sola provincia di Bari, pari al 45,8% della produzione lorda vendibile ordinaria, altri 67,4 milioni nel territorio di Bat, con un’incidenza del  37%. Infine furono accertati 44,1 milioni nella provincia di Foggia, con un danno comunque superiore al 30% della produzione lorda vendibile ordinaria.

I danni successivi e l’effetto di un’eventuale ristoro

“Gli olivicoltori non sono cittadini di serie B e meritano la massima attenzione delle istituzioni, a tutti i livelli, sia nazionale che regionale: a nove mesi dalla gelata che ha distrutto i campi e dimezzato la produzione, e i cui effetti dureranno per diversi anni, non c’è ancora un euro di ristoro”.
Il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, lancia ancora l’allarme sulla situazione di numerose aziende olivicole, soprattutto in Puglia, che da mesi vivono in condizioni disperate a causa degli effetti dell’ondata di gelo.

“Come è noto, la gelata ha provocato ingenti danni agli ulivi in tutta Italia, in particolare in Puglia, il polmone olivicolo nazionale, dove il gelo di Burian, purtroppo, è stato accompagnato nel corso dei mesi da bombe d’acqua, grandinate, venti e altri eventi atmosferici straordinari che hanno peggiorato la situazione creando danni da oltre un miliardo di euro”, ha rimarcato il presidente della prima organizzazione dell’olivicoltura italiana.

In pratica, i ristori ai danni provocati da Burian a fine febbraio scorso, che ove accordati in deroga avrebbero un valore di circa 160 milioni di euro, poiché l’indennizzo è pari all’80% del danno accertato, sarebbero solo un piccolo aiuto, visti gli ulteriori danni che si sono sommati nei mesi successivi, a causa degli altri eventi estremi che hanno continuato a danneggiare gli oliveti.

La delibera “in ritardo” di Regione Puglia

“Assistiamo in queste settimane a rimpalli di responsabilità, a probabili e reiterati ritardi della regione e a burocrazia troppo lenta e a pagarne le conseguenze sono le famiglie, i lavoratori agricoli, le cooperative, i frantoi” ha denunciato Sicolo.

In effetti, regione Puglia produsse la delibera di giunta per la richiesta di stato di calamità al Governo solo il 10 luglio 2018, ben oltre quattro mesi dopo l’evento calamitoso, e non entro i 60 giorni previsti dall’articolo 6 del Decreto Legislativo 102/2004. Ma questo è avvenuto perché l’accertamento dei danni emergenti da gelata sugli olivi aveva richiesto – per potersi valutare compiutamente – l’arrivo dell’epoca dell’allegagione. “L’evento calamitoso si è verificato nel periodo febbraio-marzo 2018 ma i danni si sono palesati a tutto maggio 2018″ è infatti scritto nella delibera, che contiene tutta la documentazione tecnica di rito, dove è documentato il danno maggiore del 30% della produzione lorda vendibile ordinaria.

L’appello di Italia Olivicola al Governo

“Ad oggi non ci sono notizie sulla richiesta legittima di stato di calamità naturale avanzata per cercare di coprire le ingenti perdite ambientali e materiali in Puglia” ha ribadito il presidente Sicolo.
Chiediamo al Governo di non abbandonare gli olivicoltori – ha concluso il presidente di Italia Olivicola – e di inserire tutte le zone colpite dalla gelata, in particolare la Puglia gravemente danneggiata, nello stesso decreto del Consiglio dei ministri riguardante le regioni flagellate in questi giorni dall’ondata di maltempo, a cui va la massima solidarietà, o in una specifica voce nella legge di bilancio”.