Trump minaccia altri dazi, nel mirino vino, olio, formaggi e agrumi italiani

Una guerra dei cieli che rischia di fare molti danni anche alla terra, o meglio ai prodotti che milioni di agricoltori europei e italiani da essa ricavano con il loro lavoro. Gli Usa minacciano si imporre nuovi dazi ai prodotti del Vecchio continente come ritorsione per i sussidi dell’Ue ad Airbus

Nella lista nera di merci in arrivo dall’Europa da tassare stilata dall’inquilino della Casa Bianca, oltre a elicotteri e aerei e loro componenti, ci sono anche il Pecorino e altri formaggi, vini frizzanti e non, agrumi, olio d’oliva e marmellate.

Il valore dei nuovi balzelli si aggirerebbe sugli 11 miliardi, anche se prima di attivare queste misure, gli Stati Uniti attenderanno che il Wto stimi con esattezza il valore di quelle che vengono definite contromisure rispetto ai sussidi europei ad Airbus. La decisione dovrebbe arrivare entro l’estate.

Non è detto che Trump mantenga la “promessa” di imporre i dazi alle merci europee in entrata negli Stati Uniti, ma se lo facesse sarebbe un bel guaio per l’agricoltura e in generale per tutta la filiera agroalimentare italiana.

Il mercato statunitense rappresenta circa il 10% delle esportazioni agroalimentari del nostro paese, per un valore di circa 4,2 miliardi nel 2018. Solo per il settore vino l’export Oltreoceano vale 1,5 miliardi, l’olio di oliva (436 milioni di export verso Washington lo scorso anno) e i formaggi (273 milioni).

«Mettere i dazi non serve a niente, perché dazio chiama dazio – ha commentato il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio – se Trump mette i dazi sull’Italia, noi li metteremo sugli Stati Uniti e di nuovo Trump li metterà su vari prodotti. Così ci saranno problemi per tutti coloro che importano ed esportano».

«Chiediamo al nostro governo e alla Commissione Ue l’avvio in tempi rapidi di una trattativa con gli Usa per evitare una guerra commerciale che avrebbe conseguenze devastanti per il settore agroalimentare italiano, visto che le esportazioni superano i 4 miliardi di euro» afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

«C’è molta preoccupazione rispetto alla questione dei dazi Usa – sottolinea Cia – l’agroalimentare è un settore particolarmente sensibile alle guerre commerciali e, in particolare nell’ultimo periodo, risulta esposto a tensioni e incertezze che rischiano di comprometterne i traguardi raggiunti negli anni. Bisogna, quindi, evitare di arrivare allo scontro e aprire un negoziato con gli Usa – evidenzia Cia – è necessario lavorare per vie diplomatiche, scongiurando allarmismi, per non rischiare di mettere in pericolo un patrimonio consolidato».

 

Fonte: www.terraevita.edagricole.it