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Uva di qualità, meno olive, più pomodori e patate. Così cambia l’agricoltura.

Nonostante le difficoltà insite in settore lavorativo legato a fattori climatici e patologie di diversa gravità, in provincia di Lecce in questi anni sono aumentate le aziende agricole.

È ovvio come il Salento stia cambiando velocemente volto: in drastico calo le superfici olivetate e l’uva da vino che aumenta la sua presenza a scapito dell’uva da tavola, gli ortaggi, in specie il pomodoro, in crescita.

Indubbiamente nella crescita del numero di aziende e, conseguentemente, degli addetti, hanno inciso gli incentivi europei, i finanziamenti del PSR Puglia e la meccanizzazione che ha migliorato la qualità della vita degli agricoltori.

A mutare nell’ultimo quinquennio sono state le tipologie di coltivazione.

I dati elaborati dall’Osservatorio Economico diretto da Davide Stasi mostrano le variazioni 2012-2017 nei seminativi, negli ortaggi, nella frutta, nell’olivo e nella vite, per citare i più significativi.

Nel Salento a fronte di un +23,9% nella produzione della cipolla, si registra un -29,1% nella produzione delle olive, l’uva da vino -16,2%, l’uva da tavola -42%.

Sulle olive le notizie erano attese, facendosi vedere appieno l’effetto xylella. Ovviamente questo calo si riverbera sulla produzione olearia. L’ultima spiaggia resta la produzione altamente qualificata, improntata alla ricerca ed all’ottenimento di un olio di estrema qualità.

Fonte: www.quotidianodipuglia.it