Xylella e bufale, ancora…

La Xylella è un pretesto. Si sta creando un pericoloso precedente

Patrizia Gentilini (medico oncologo, che non è chiaro con quali qualifiche parli di Xylella) dedica un lungo articolo alla diffusione di disinformazione sulla Xylella. Nulla di nuovo, sia chiaro, sono anni che alcuni soggetti hanno scelto la strada della disinformazione su questo tema, non mi è chiaro il perché, cosa ci guadagnino… Ma poco importa il guadagno, quello che importa è il fare corretta informazione. Oggi mi costa poco farlo, visto che il prof. Enrico Bucci si è dedicato alla disamina del pezzo pubblicato su Il Fatto con un bel post, decisamente esauriente, su Facebook:

Il Fatto Quotidiano ci delizia con un articolo di Patrizia Gentilini, medico ISDE, che fa affermazioni notevoli sull’epidemia di Xylella fastidiosa, evidentemente non doma dopo le clamorose smentite di Donatello Sandroni alle sue affermazioni sul prosecco.

Siccome siamo in un momento cruciale per il contenimento dell’epidemia (che ad oggi non è stato possibile proprio per simili posizioni), vale la pena di considerare tali affermazioni nel dettaglio.

Di seguito trovate alcune delle più clamorose.

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La percentuale di piante effettivamente infette è inferiore al 2%,come risulta dal convegno Il ruolo della Regione Puglia nella Gestione di Xylella Fastidiosa: obiettivi, metodi e strategie e dal Comunicato Regione Puglia n. 3356, pubblicato il 4 aprile 2018 su www.regioni.it

FALSO: come si può leggere nel comunicato citato, la percentuale del 2% si riferisce agli ulivi campionati soprattutto in zona indenne ed in zona di contenimento, cioè al fronte dell’epidemia; è ovvio che al fronte dell’epidemia trovo solo poche piante infette (idealmente, se il contenimento fosse efficace, non dovrei trovare nessuna NUOVA pianta infetta in quelle zone).

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Piante secolari o addirittura millenarie (che fra l’altro stanno riprendendosi dal disseccamento come dimostrato da Marco Scortichini, Dirigente di ricerca Crea-OFA e le audizioni alla Camera di Nuti, Xiloyannis, D’amico e Giovannetti) saranno sostituite da monocolture intensive, industriali, ad alto impatto ambientale per la produzione di olio di scarsissima qualità e che richiedono grandi quantità di acqua, già scarsa nella regione

FALSO: Non risultano al momento piani della Regione, del Ministero o di alcuna altra entità per trasformare la Puglia in una monocultura intensiva di ulivo. Inoltre, vista la relazione finale approvata dalla Commissione Agricoltura con il solo voto contrario della solita deputata Cunial (quella di CORVELVA, per intenderci) dopo le audizioni citate, i dati presentati a supporto di esse non devono essere stati particolarmente convincenti.

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Misure come l’eradicazione delle piante e l’irrorazione con pesticidi si sono già dimostrate inefficaci e scientificamente infondate

FALSO: al contrario, più pubblicazioni scientifiche suggeriscono le misure di contenimento attualmente previste per evitare l’ulteriore espansione dell’epidemia. Per esempio, scriveva già nel 2016 Almeida (uno dei massimi esperti mondiali) su Science (una delle massime riviste scientifiche mondiali):
Gli sforzi di controllo delle malattie da X. fastidiosa in Brasile e negli Stati Uniti, dove si verificano la maggior parte delle perdite economiche dovute a questo patogeno, si basano su una combinazione di soppressione della popolazione di insetti e rimozione di materiale vegetale infetto. Ci si aspettava che gli sforzi iniziali di gestione in Italia e Francia seguissero le decisioni CE legalmente vincolanti. Questi includono l’eliminazione di materiale vegetale infetto e altri ospiti sensibili entro 100 metri, l’uso di trattamenti per sopprimere popolazioni di vettori e la sorveglianza di un’area più ampia che circonda ogni luogo in cui è stato trovato materiale infetto. La Francia segue questi regolamenti, ma non sono stati implementati in Italia.” (https://science.sciencemag.org/content/353/6297/346…)

Non credo si possa aggiungere altro alle parole di Bucci, purtroppo sulla Xylella la disinformazione che vediamo circolare è davvero tanta, speriamo prima o poi si fermi.

 

Fonte: www.butac.it