Xylella, i danneggiati chiedono 50 milioni sul Psr Puglia

A fronte di un budget da 10 milioni per la ricostituzione del patrimonio produttivo colpito, l’overbooking potenziale è di 40 milioni. Presto pubbliche le graduatorie e l’assessore di Gioia è intenzionato a finanziare i progetti che risulteranno ammissibili

L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, ha reso noti lo scorso 25 ottobre i risultati del bando del Psr Puglia 2014-2020 dedicato alla ricostruzione del patrimonio olivicolo danneggiato dalla Xylella fastidiosa.
Sulla misura 5.2 il bando appostava 10 milioni di euro, sono pervenute 1.004 domande dall’area infetta, per un valore di 50 milioni di euro, generando un overbooking potenziale di 40 milioni di euro.
E l’assessore di Gioia intende trovare i fondi per rifinanziare la misura. Insomma, un esempio pratico per dimostrare a Bari che servono più soldi per battere la Xylella e dare un futuro agli agricoltori pugliesi: ora Roma e Bruxelles sono avvisate.

“Come per le altre misure del Psr Puglia 2014-2020, anche l’avviso pubblico della sottomisura 5.2, dedicato alla ricostituzione del patrimonio olivicolo danneggiato da Xylella fastidiosa, ha riscosso un’attenzione ben superiore alle disponibilità” ha commentato di Gioia. “L’avviso era diretto a favorire soprattutto i territori che da più tempo sono stati colpiti, ma intendeva privilegiare anche le aziende più piccole e quelle che più contano sull’olivicoltura per il proprio reddito. I richiedenti possono essere ammessi ad un contributo che oscilla tra 7mila e 15mila euro per ettaro, in funzione della densità di impianto dell’oliveto, per sostituire le piante danneggiate con olivi resistenti”.

Allo scadere dei termini, lo scorso 19 ottobre risultano pervenute all’amministrazione regionale 1.004 istanze provenienti da aziende agricole localizzate in area infetta. “Una richiesta totale di 50 milioni di euro, cinque volte maggiore dei 10 milioni disponibili – sottolinea di Gioia, che aggiunge – le istanze raccolte provengono per oltre l’80% dalle aziende che da più tempo stanno subendo i danni dalla batteriosi, essendo collocate nei territori delimitati come infetti già nel gennaio 2015″.

Il contributo medio richiesto dalle aziende è stato di 49mila euro ma con una grande variabilità interna. Si passa, infatti, da una richiesta minima di 2mila euro ad una massima di 160mila euro con una grande maggioranza, però, di aziende con superfici olivetate danneggiate di ridotte dimensioni: due o tre ettari al massimo.

“Nei prossimi giorni – precisa l’assessore – si procederà a rendere pubblica la graduatoria con le istanze ammesse ad istruttoria. Contemporaneamente il dipartimento Agricoltura della Regione Puglia si sta confrontando con le competenti autorità nazionali per rendere più celere l’implementazione del reimpianto, soprattutto alla luce dei vincoli esistenti in materia di autorizzazione allo svellimento degli ulivi”. …..

Fonte: www.agronotizie.imagelinenetwork.com