Xylella, il guru di Emiliano al convegno anti-scienza: la «ricetta» di corna di mucca e astrologia

La senatrice Cattaneo: l’agricoltura biodinamica «sconfina nell’esoterismo». Ma la Regione la utilizza nei suoi progetti sull’alimentazione

Che cosa c’entrano le corna di mucca e l’astrologia con le «cure» contro la Xylella? Sulle une e sulle altre è da tempo acceso il faro della comunità scientifica, che mette in guardia contro il ricorso a tecniche di dubbia efficacia.

Ma siccome tutto si tiene, il caso scoppiato negli ultimi giorni con una lettera aperta della senatrice Elena Cattaneo al rettore del Politecnico di Milano fa emergere un filo rosso che arriva fino in Puglia. Nel Convegno internazionale di agricoltura biodinamica il 16 e 17 novembre, insieme alle tecniche paranormali agricole che si ispirano al «filosofo» austriaco Steiner si parlerà anche di Xylella.

Anzi: della «cura» Scortichini, il preparato di rame e zinco che dovrebbe curare gli ulivi. E a parlarne sarà Gianluigi Cesari, l’«agroecologo» barese segretario della Task force della Regione contro la Xylella, ovvero del gruppo di scienziati che dovrebbero spiegare a Emiliano come combattere il batterio.

Cesari figura infatti tra i coautori della ricerca di Scortichini, nei cui confronti il Crea ha aperto un procedimento disciplinare proprio per verificare l’utilizzo commerciale dei risultati della discussa ricerca su rame e zinco. Ma è anche, Cesari, un collaboratore del progetto Apulian Lifestyle, l’iniziativa della Regione per il mangiar bene che punta – anche – sull’agricoltura biodinamica.

«Una pratica che sconfina nell’esoterismo e nella stregoneria», secondo la professoressa Cattaneo che chiede al Politecnico di Milano di non dare copertura scientifica al convegno.

Su cosa sia la biodinamica è illuminante una ricerca su Google: si basa sul preparato 500, meglio noto come «cornoletame» (è quello che le mucche producono nelle notti di luna piena). «A casa loro possono fare pure la danza della pioggia – ribatte Cesari -, dal punto di vista della ricerca medica il biodinamico è un effetto placebo, ma si è visto che nel prodotto finale ci sono più metaboliti secondari che possono avere un effetto sulla naturalità del prodotto». Insomma, dice Cesari, perito agrario, consulente dello Iam, il biodinamico è un biologico più serio. «La certificazione biodinamica è una ulteriore garanzia del fatto che questo biologico venga fatto secondo requisiti di naturalità».

Perché parlare di Xylella tra gente che sotterra corni di vacca nel letame in una notte di luna piena (non è uno scherzo)? «Per parlare del rapporto pianta-suolo e del comportamento dell’ulivo davanti al disseccamento. Ci sono agricoltori che hanno applicato il protocollo Scortichini e hanno ottenuto risultati». Cesari in passato è stato criticato per essersi opposto agli abbattimenti degli ulivi. «La lotta al vettore – dice – è molto più importante che andare ad abbattere gli alberi infetti. Una lotta al vettore fatta in modo razionale e sostenibile è accettabile anche dagli ambientalisti e da quelli del biologico».

Posizioni che però la scienza non accetta. «Il biodinamico – dice Cinzia Montemurro, professore di genetica agraria e biotecnologie genetiche vegetali dell’Università di Bari – non è agricoltura biologica. Il biologico ha un fondamento scientifico, il biodinamico va dietro a costellazioni e cornoletame, un misto di esoterismo e qualche nozione scientifica».

E il metodo Scortichini? «Non c’è alcuna evidenza scientifica dell’efficacia del formulato venduto a pagamento dal ricercatore. Si è visto che le piante trattate con quel prodotto non guariscono e non regrediscono, anzi si ammalano lo stesso».

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it