Acquisto agevolato di fondi agricoli

Riportiamo un interessante articolo di Sandra Pinto sull’acquisto agevolato di fondi agricoli

L’Italia è un paese nel quale fare impresa è difficile, oltremodo ostacolato da una forma sostanziale di diffidenza verso le imprese, sulla base del presupposto che, ad esempio, l’evasione fiscale sia una caratteristica strutturale delle stesse, senza considerare, all’opposto, che il livello di pressione fiscale sia di per sé un fattore, perfino, di fallimento.

L’Italia è, peraltro, un Paese che ha sempre saputo distinguersi per l’eccellenza in uno dei settori tradizionali come l’agricoltura, settore quasi del tutto abbandonato e anch’esso afflitto da gravi inadempienze da parte della politica/burocrazia, come accaduto nella Regione Puglia con i fondi PSR.

Esistono, tuttavia, nelle pieghe della normativa, degli strumenti che andrebbero utilizzati, per consentire alle imprese del – fondamentale – settore agricolo (all’opposto di quello che si fece demagogicamente secoli addietro con la riforma del latifondo), una aggregazione tra le stesse, per fare massa critica, e darsi una struttura imprenditoriale, che consenta di uscire fuori da una dimensione pre-risorgimentale, disponendosi nel modo corretto verso l’attività d’impresa.

A questo scopo è importante sottolineare come l’articolo 2, comma 4-bis, del decreto legge numero 194 del 2009, convertito nella legge 25/10 consente l’acquisto agevolato di un fondo agricolo da parte di persone fisiche in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale, il cosiddetto iap (o di coltivatore diretto).

Dove la norma si rivela estremamente interessante, è nell’essere applicabile anche nelle ipotesi in cui l’imprenditore agricolo professionale sia il socio di maggioranza e amministratore di una Società Agricola.

L’agevolazione consiste sia nella esenzione delle imposte proporzionali di registro ed ipotecarie, sia nella applicazione esclusivamente dell’imposta catastale nella misura del 1%. In questo caso però, i terreni devono essere coltivati direttamente per 5 anni dagli acquirenti, pena la decadenza del beneficio e ciò appare coerente con un’ipotesi agevolativa che presuppone la esistenza di un reale piano aziendale, in un termine sostanzialmente breve come quello di 5 anni.

Si tratta, concludendo, di una normativa che consente gli acquisti e, quindi, anche la creazione di superfici adeguate allo svolgimento di un’attività realmente imprenditoriale, attraverso lo strumento societario e la relativa dimensione imprenditoriale.”

 

Fonte: www.studiolegaledenitto.it