Addio al Parco dei Paduli. La xylella cancella la storia

Il reportage nel polmone naturale del Salento, 5.500 ettari di ulivi: un gigantesco cimitero di scheletri di legno, è l’effetto del batterio

Il pick-up avanza lentamente nelle stradine sterrate che si diramano nel bosco come vene. Lo scenario ricorda pellicole post-belliche. Distese di enormi alberi secchi.

Il parco dei Paduli non esiste più.

Non un luogo qualsiasi. Il grande polmone verde del Salento, il più grande bosco di uliveti nella provincia di Lecce (5.500 ettari di ulivi secolari), è oggi un gigantesco cimitero di scheletri di legno. Lo scrigno della memoria collettiva, della tradizione contadina, sta scomparendo.

E’ una giornata di novembre e il parco, in questo periodo, brulicava di agricoltori. Oggi sembra un luogo sospeso. I canali di raccolta della pioggia che delimitano gli appezzamenti, sono intasati di canneti e cespugli. Il silkenzio è rotto dal gracidio delle rane. In lontananza, ogni tanto, si sente il ronzio delle motoseghe.

Le operazioni di taglio sono le uniche che proseguono. Perchè di olio se ne produce ormai pochissimo.

“Due anni fa facevo 4.000 quintaliu, quest’anno ne ho fatti 200. Nei Paduli ho 40 ettari di oliveto ma ora solo il 10% è produttivo. Le ho provate tutte per salvarli. Davanti a questo dramma ho pianto. Ho pensato a tutto quello che ho piantato, cho ho costruito. penso a cosa resterà ai miei tre bambini” dice Giuseppen Agrosì, proprietario dell’omonima azienda olivicola a produzione biologica.

In tre diversi appezzamenti della sua proprietà, le analisi sono risultate positive alla xylella fastidiosa.

“Ci sono giorni in cui ho coraggio da vendere, ma altri in cui me ne vado dalla campagna, mi manca il respiro. Con mia moglie stiamo pensando di vendere tutto ed andarcene proprio dal Salento. Non è solo una questione economica, qui c’è in ballo l’ambiente, la salute. Quando da Bruxelles ci dicevano di non piantare ulivi, noi dovevamo impuntarci almeno per poter piantare altri alberi. Stiamo perdendo la nostra foresta, il Salento va ripensato paesaggisticamente.”

Per comprendere la portata del problema: nei Paduli su 11 chilometri quadrati vi sono circa 5 milioni di ulivi.

 

Fonte: www.quotidianodipuglia.it