Al paradosso: la Regione Puglia multa se stessa per i mancati abbattimenti degli ulivi

Le sanzioni che potrebbero oscillare da 1.000 sino a 30.000 euro per pianta sono irrogate dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia all’ARIF, Agenzia Regionale per le attivita’ Irrigue e ForestaliQuesta vera assurdità è figlia della Delibera regionale n.1890 del 18 ottobre 2018 che stabilisce “che le operazioni di trattamento fitosanitario ed estirpazione delle piante risultate infette a seguito del monitoraggio 2018-2019, da effettuare ai sensi degli artt. 6 e 7 della Decisione 2015/789, siano da effettuare dalla Regione per il tramite dell’ARIF, per garantire che siano svolte con celerità, come richiesto dalla Commissione, fatta salva l’estirpazione volontaria svolta dal proprietario entro i termini e le modalità previste  nell’atto prescrittivo“.

E, seppure dalla Regione assicurino che nessun euro sarà pagato dall’Agenzia, è altrettanto vero che l’ARIF per non pagare sarà costretta a fare ricorso, con altre spese.

E’ ancor più strano che nulla è previsto a carico del proprietario del terreno, ove sono le piante infette, che non interviene.

Riassumiamo l’iter.

L’ARIF, su incarico dell’Osservatorio fitosanitario, monitora le aree a rischio, preleva i campioni e li invia ai laboratori autorizzati ad eseguire le analisi di ricerca di xylella.

Nel caso di piante infette, l’Osservatorio emette un decreto di abbattimento che sarà affisso all’Albo Pretorio del Comune ove è l’albero o gli alberi malati.

Dopo 3 giorni, durante i quali è assolutamente presumibile che l’olivicoltore non sia andato a leggere l’Albo, lo stesso ha 10 giorni per provvedere autonomamente all’estirpazione.

Allo scadere dei 13 giorni, dovrebbe arrivare l’ARIF che, a sua volta, avrebbe 10 giorni per procedere all’abbattimento, altrimenti incorre nella multa descritta all’inizio dell’articolo.

Intanto, ecco i numeri:

39 ordinanze per 1.251 alberi infetti con la scadenza per adempiere dal 7 febbraio 2019 al 26 settembre 2019; sono stati estirpati 434 ulivi – 393 dall’ARIF e 41 dai proprietari -.

Quindi mancano all’appello 817 alberi ancora non abbattuti e per i quali l’ARIF è inadempiente ma, soprattutto, sono ancora in piedi 817 focolai d’infezione riconosciuti come tali.

Nonostante tanto rumore da parte di tanti, ancora non ci si è resi conto della validità di interventi immediati per contenere l’infezione. Non è più paradossale, è drammatico.

 

Agenzia Regionale per le attivita’ Irrigue e Forestali