Allarme mosca olearia «Raccolto a serio rischio»

Nell’alto Garda è pre-allarme per la mosca olearia che potrebbe compromettere la produzione dell’olio extravergine di oliva. A lanciare l’allerta è il consigliere delegato alla agricoltura di Brenzone, Giancarlo Devoti.

«Per non compromettere il raccolto che, salvo imprevisti, dovrebbe essere ottimo quest’anno e vista la massiccia presenza, in aumento, della mosca olearia, consigliamo a tutti gli olivicoltori di prepararsi a fare a brevissimo un intervento biologico o integrato sulle colture. Il rischio è di restare proprio con un pugno di mosche invece che con litri di olio extravergine di qualità».

Devoti, che è olivicoltore per passione, sta usando ogni mezzo per contattare i propri «colleghi» olivicoltori di Brenzone e dell’alto lago: dal passaparola fino alle e-mail. Devoti ha inviato anche sms con il sistema di comunicazione del municipio mettendo tutti in guardia sui rischi di vedersi rovinare, a poche settimane dalla raccolta, mesi di lavoro.

«A Brenzone nessuno vive di olivicoltura», ha premesso il consigliere «e, nonostante un enorme patrimonio olivicolo e un clima favorevole, i campi sono in buona parte semi-abbandonati. Chi li cura lo fa spesso a sue spese per amore del prodotto che, mediamente, è ottimo. Fino a trent’anni fa le stagioni rovinate dalla mosca, da grandine o siccità si contavano sulle dita di una mano ma, nell’arco di un trentennio, la tendenza si è invertita: la mosca c’è sempre. Se non si tratta con antiparassitari, si rischia parecchio».

A Brenzone è rimasto ormai un unico frantoio rispetto ai tre di diversi anni fa: è operativa solo la cooperativa dei Piccoli Produttori di Castelletto. «Che dopo alcuni anni problematici si sta risollevando anche grazie all’apporto del direttore, Alberto Vedovelli», ha aggiunto Devoti.

La Cooperativa sta sensibilizzando i produttori con serate a tema e corsi per far conseguire il patentino per l’uso dei fitofarmaci. Ha ripreso Devoti: «Oggi, senza l’aiuto dei fitofarmaci, la costanza di raccolto e di qualità resta un’utopia. Si stanno introducendo altri sistemi biologici interessanti ma, per ora i costi, sono proibitivi. Ora, visto l’abbassarsi delle temperature e l’aumento delle precipitazioni, c’è pericolo che la mosca olearia imperversi. Per questo invito tutti a contattare a brevissimo l’oleificio dei Piccoli Produttori e concordare il da farsi, prima che accada l’irreparabile».

Fonte: www.larena.it