Olio svenduto a 4 euro, Sicolo: “Da Coldiretti via libera ai saldi dell’extravergine”

“I profitti di alcuni commercianti sono più importanti degli interessi degli olivicoltori italiani: svendendo a 4 euro l’extravergine dei produttori, e sdoganando le miscele con oli comunitari ed extracomunitari, Coldiretti dà il via libera ai saldi dell’extravergine”.

Il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, non ci sta e torna a picconare l’accordo di filiera farlocco siglato la scorsa settimana da Coldiretti e Federolio.

“Dietro il fumo dei comunicati stampa, c’è una sostanza diversa che abbiamo denunciato subito: non solo non è arrivato alcun passo indietro dai protagonisti di questo sciacallaggio commerciale, ma in queste ore sono arrivate addirittura solo parole di sostegno all’Italico, la miscela sottocosto che punta a confondere i consumatori – ha aggiunto Gennaro Sicolo -. Speravamo fosse solo una boutade invece è ormai chiaro l’intento di Coldiretti di distruggere l’olivicoltura italiana”.

“L’italian sounding chiamato Italico è il progetto da sempre auspicato dai rappresentanti di Coldiretti ma ha sempre trovato un ostacolo insormontabile nel Consorzio Nazionale degli Olivicoltori e da gran parte della filiera – ha ricordato Sicolo -. È evidente come sia inconciliabile la nostra posizione a tutela del 100% italiano, dei monovarietali, delle Dop, Igp con quella di chi difende le miscele ed un approccio al mercato che calpesta gli olivicoltori italiani”.

“Quale parametro chimico o analisi ufficiale intendono utilizzare gli amici dirigenti con le bandiere gialle per stabilire scientificamente la percentuale di extravergine italiano in queste miscele? Come faranno a selezionare i migliori oli del mondo se negli altri Paesi non esiste un sistema di controllo e tracciabilità nemmeno lontanamente paragonabile al nostro? – ha evidenziato Sicolo -. Sono domande che cadranno nel vuoto perché non è possibile fornire una risposta: l’unica certezza è che per Coldiretti il valore dell’extravergine italiano equivale a tre caffè”.

“Qualsiasi etichetta ingannevole che riporta al Made in Italy ma che contiene miscele sarà denunciata e osteggiata in tutti i modi, a tutti i livelli – ha affermato il Presidente del CNO -. Chiediamo al Governo, che in queste prime settimane ha mostrato grande attenzione alla difesa dei prodotti dei nostri agricoltori, controlli più capillari sugli scaffali e punizioni severe per chi attenta al nostro patrimonio, anche perché i numerosi servizi giornalistici di questi anni più volte hanno dimostrato come alcuni di questi “patrioti al 50%”, talmente amanti dell’Italia da delocalizzare all’estero i loro stabilimenti, non sempre siano limpidi con i consumatori”.

“Invito le cooperative, i frantoiani, i consumatori, le aziende che con fatica portano sui mercati nazionali ed internazionali il vero prodotto italiano, i produttori, compresi i pochi ancora rimasti in Coldiretti che sono sul piede di guerra contro i loro vertici, a continuare insieme la battaglia contro questo mostro”, ha continuato Sicolo.

“C’è ancora tempo per rinsavire e tornare sulla strada giusta, altrimenti l’unico suggerimento che posso dare a Coldiretti è quello di togliere la parola “campagna” dai loro progetti futuri lasciando solo la dicitura “Amica”, perché Coldiretti è amica dei commercianti e degli olivicoltori spagnoli e tunisini”, ha concluso Sicolo.

Coldiretti sdogana le miscele di oli, Cno: “Attentato all’Italia, ai produttori e alla salute dei consumatori”

“L’accordo di filiera farlocco siglato tra Coldiretti/Unaprol e Federolio è un attentato all’Italia, ad uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, l’olio extravergine d’oliva, ai produttori del nostro Paese e alla salute dei consumatori”.

Non usa giri di parole il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, per commentare il patto tra Coldiretti e Federolio presentato questa mattina a Roma.

“La gravità di questa iniziativa deriva dal fatto che alcune aziende, per logiche di profitto e di mercato anche legittime dal loro punto di vista, tentano di arrivare allo sdoganamento delle miscele di oli (italiano con comunitario ed extracomunitario), auspicata per anni e dal mondo della produzione sempre osteggiata, con la subdola connivenza di Coldiretti, palesatasi in maniera chiara con le parole del Segretario Generale, Vincenzo Gesmundo”, ha rimarcato Gennaro Sicolo.

In particolare, Gesmundo, schernendo chi produce il 100% italiano a cui “daremo la palma con la biga sulla via che porta verso Roma”,  durante il suo intervento ha parlato di un “accordo di filiera che parte da circa 4 euro/kg” e ha svelato di considerare “patriottiche quelle imprese olivicole e industrie olivicole italiane che tenderanno nel brevissimo tempo ad arrivare a blend che contengono il 50% di olio extravergine italiano”, ribadendo che “per me il massimo del Made in Italy è quella industria che possa dimostrare che all’interno dei suoi blend c’è almeno il 50% di olio extravergine d’oliva italiano”.

“Il lavoro degli olivicoltori, secondo Gesmundo, vale circa 4 euro al Kg, ben al di sotto dei costi di produzione (4,80 €/Kg al Sud, 7 €/Kg al Centro, 9 €/Kg al Nord), la Coldiretti svende la dignità dei pochi produttori olivicoli che gli sono rimasti – ha sottolineato il Presidente Sicolo -. Caro signor Gesmundo, di cosa sta parlando? Faccia vedere la sua busta paga agli olivicoltori che lottano ogni giorno contro tutti i problemi che attanagliano il settore, a partire dalla xylella, e vediamo cosa ne pensano i veri custodi della nostra storia millenaria”.

“Ci opporremo in ogni modo a questo folle complotto che il Presidente di Federolio ha chiamato “Italico”, un “italian sounding” camuffato che mira ad uccidere la straordinaria ed unica varietà italiani di oli monovarietali, Dop, bio, Igp che costituiscono la ricchezza dell’olivicoltura italiana”, ha continuato Sicolo.

“In un periodo in cui anche altri Paesi produttori come Spagna, Grecia, Tunisia copiano il sistema italiano basato sulla segmentazione del mercato in base alla ricchezza delle singole peculiarità, sdoganare una miscela con olio italiano, comunitario ed extracomunitario significa esattamente azzerare il valore commerciale rappresentato dalla grande qualità unanimemente riconosciuta del prodotto italiano”, ha messo in evidenza il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.

“Lanciamo subito una petizione online per dire no a queste squallide miscele, per salvare l’olio extravergine d’oliva italiano e tutelare i produttori e consumatori”, ha rimarcato Sicolo.

“Non ho motivo di dubitare che lo stesso Ministro Centinaio, ma anche il Presidente Conte, il Ministro Salvini, il Ministro Di Maio, e tutti coloro che vogliono bene davvero all’Italia, porranno la loro firma su questa petizione e, dopo le rassicuranti parole di questo inizio di Legislatura, si impegneranno concretamente per salvaguardare uno dei settori più importanti dell’agricoltura italiana e garantire produttori e consumatori da queste intenzioni scellerate”, ha concluso Gennaro Sicolo.

Buon lavoro alle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato e ai Presidenti Gallinella e Vallardi

Buon lavoro al nuovo Presidente della Commissione Agricoltura della Camera, l’onorevole Filippo Gallinella, al nuovo Presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Sen. Giampaolo Vallardi, e a tutti i componenti che avranno il compito di occuparsi di uno dei settori più importanti del Made in Italy.

In particolare, al Presidente Gallinella, al Presidente Vallardi e a tutti i deputati e senatori chiediamo di lavorare ogni giorno, con passione, serietà e determinazione, accanto ai produttori, vera ricchezza del nostro Paese, per affrontare i tanti problemi che affliggono l’olivicoltura, come la xylella o la valorizzazione dell’extravergine italiano, che meritano un approccio finalmente deciso e vincente.

Olio: prezzi sulle montagne russe e giovani in fuga. Sicolo: “UE stabilizzi il mercato con la nuova PAC”

Fare impresa in Italia è difficile, provarci nel mondo olivicolo è diventata una “mission impossible”. È quanto emerge dalla tavola rotonda “+Europa, Valore, Opportunità”, organizzata dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, in corso di svolgimento a Viterbo. I tanti problemi che affliggono il settore e, soprattutto, l’eccessiva instabilità delle quotazioni sul mercato non consentono una programmazione ed una gestione serena delle attività aziendali.

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“+Europa, Valore, Opportunità”, politica e gotha dell’olivicoltura italiana discutono del futuro del settore

Quale futuro per l’olio extravergine d’oliva italiano? In che modo la nuova Pac potrà incidere sull’olivicoltura? Come trasformare i problemi che affliggono il settore in opportunità? Come garantire più valore al prodotto?

Sono questi alcuni interrogativi su cui sono chiamati a rispondere i protagonisti di “+Europa, Valore, Opportunità”, la tavola rotonda organizzata dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, dalla Filiera Olivicola Olearia Italiana, dalla O.P. Appo Viterbo, venerdì 15 giugno, a partire dalle 10, a Viterbo presso il Chiostro della Chiesa della Trinità.

Il gotha dell’olivicoltura italiana ed i massimi rappresentanti del Ministero delle Politiche Agricole, delle associazioni di categoria e della politica agricola italiana e comunitaria proveranno a tracciare un quadro della situazione alla luce delle sfide che attendono questo settore simbolo del Made in Italy.

La giornata inizierà con i saluti del Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, dell’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Enrica Onorati, del Sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, e del Presidente di Appo Viterbo, Fabrizio Pini.

La discussione, invece, entrerà nel vivo con gli interventi di Felice Assenza, Direttore Generale del MIPAAF, Gino Canino, Presidente Unasco, Ermanno Comegna, consulente tecnico CNO, Paolo De Castro, VicePresidente della Commissione Agricoltura UE, Paolo Mariani, Presidente FOOI, Sandro Piccini, VicePresidente CNO, Giuseppe Piscopo, Direttore Generale Legacoop, Vasillis Pirgyotis, Presidente Copa-Cogeca olio, Alessandra Pesce, referente agricoltura del Movimento 5 Stelle, Dino Scanavino, Presidente Cia-Agricoltori Italiani, Dario Stefano, Senatore della Repubblica.

All’evento è stato invitato anche il Ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio.

In apertura dei lavori sarà proiettato il cortometraggio “Figli di madre terra”, alla presenza del regista Michele Pinto e di Francesco Martinelli, sceneggiatore e attore.

 

 

 

Buon lavoro al Presidente Giuseppe Conte e al nuovo Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio

“Buon lavoro al Presidente Giuseppe Conte e alla sua squadra, in particolare modo al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio: finalmente parte un governo che potrà lavorare per garantire risposte importanti all’olivicoltura italiana”.

Con queste parole il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha salutato la nascita del nuovo governo italiano e la nomina del nuovo Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

“Al Ministro Centinaio offriamo tutta la collaborazione possibile e l’energia della prima organizzazione della produzione olivicola italiana con 140mila olivicoltori e 30 organizzazioni di produttori presenti in tutta Italia”, ha ricordato il Presidente Sicolo.

“Bisognerà affrontare sin da subito una vera e propria emergenza nazionale, la xylella, attraverso un’azione seria e decisa che favorisca l’eradicazione delle piante infette, il contenimento del batterio, il ristoro delle aziende colpite ed il sostegno alla ricerca scientifica – ha ribadito il Presidente del CNO -. Ci sarà da lavorare intensamente per valorizzare l’extravergine d’oliva italiano, per combattere frodi e contraffazioni, e per dare valore al lavoro degli olivicoltori, anche attraverso una decisa battaglia in Europa per una nuova pac più equa e giusta”.

“Il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori è pronto a collaborare con il Governo Conte e con il Ministro Centinaio per tutelare uno dei settori più importanti del Made in Italy”, ha concluso il Presidente Sicolo.

Xylella, l’esposto-denuncia depositato anche a Taranto. Sicolo incontra il Procuratore Capristo ed il Prefetto Cafagna

Questa mattina il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, accompagnato dal Presidente APOL Lecce, Benedetto Accogli, ha consegnato nelle mani del Procuratore Capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, l’esposto-denuncia contro chi divulga notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine pubblico e la sicurezza (art. 656 Codice Penale), e contro chi con il proprio comportamento, anche colposo e omissivo, è responsabile della diffusione di malattie contro le piante di ulivo (art.500 codice Penale).

Nel pomeriggio, invece, Sicolo incontrerà il Prefetto di Taranto, Donato Giovanni Cafagna, per illustrargli la situazione della xylella nel tarantino e tutti gli interventi da mettere subito in pratica per evitare che il batterio, presente in pochi paesi della provincia, si estenda sul resto del territorio.

“Ringrazio il Procuratore Capristo per l’attenzione e la sensibilità dimostrata su un problema che rischia di mettere in ginocchio per sempre il cuore dell’economia pugliese”, ha dichiarato Gennaro Sicolo.

“Adesso depositeremo l’esposto anche alle Procure di Brindisi e Lecce e ci attiveremo affinchè vengano istituiti tavoli istituzionali provinciali permanenti per controllare l’avanzata del batterio e favorire interventi seri e concreti per contenere l’epidemia”, ha concluso il Presidente del CNO.

Esposto-denuncia del Cno contro disinformazione organizzata e creduloni, ecco il testo

Il sottoscritto Gennaro SICOLO, nato a Bitonto il 09/09/1955, nella propria qualità di Presidente e Legale rappresentante del CNO – Consorzio Nazionale degli Olivicoltori S.c.ar.l., con sede in Roma in via Piave n.8, nonchè di Presidente e Legale rappresentante della O.P. Oliveti Terra di Bari, con sede in Bari in via Michele Cifarelli 6/A.

Ai fini del presente atto, il sottoscritto elegge domicilio in Bari in via Michele Cifarelli 6/A presso la O.P. Oliveti Terra di Bari

 

 

ESPONE QUANTO SEGUE

 

 

  1. Il CNO – Consorzio Nazionale degli Olivicoltori costituisce l’organizzazione italiana di rappresentanza e tutela dei produttori olivicoli più rappresentativa a livello nazionale e precisamente di circa 180.000 produttori con aziende situate in tutto il territorio nazionale, e nello specifico anche nella Regione Puglia con particolare presenza nella provincia di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce.

Lo stesso CNO è riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali come Associazione di Organizzazioni di Produttori Olivicoli

 

  1. A sua volta l’O.P. Oliveti Terra di Bari costituisce l’Associazione più rappresentativa dei produttori olivicoli presenti nella Provincia di Bari, anch’essa riconosciuta come tale dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

 

  1. Come è noto, il territorio della Regione Puglia, partendo dalle zone salentine della provincia di Lecce (esattamente dal territorio di Gallipoli, nel 2013, come primo focolaio di infezione) ed ora anche le province di Brindisi, Taranto e Bari, è colpito sin dal 2014 dal noto fenomeno infettivo determinato dal batterio da quarantena « Xylella fastidiosa » in danno e pregiudizio delle piantagioni di ulivo presenti sul territorio con progressivo rapido disseccamento e morte delle piante stesse e conseguente gravissimo ed irreversibile danno all’intero territorio dal punto di vista ambientale, economico e sociale, ed ancora conseguentemente con gravissimo danno economico per le popolazioni e, segnatamente, per le aziende agricole-olivicole colpite.

 

  1. È altrettanto noto che sin dal 2014 si sono succeduti una serie di provvedimenti amministrativi per l’accertamento, delimitazione, contenimento della citata epidemia con specifiche misure obbligatorie e cogenti quali, in particolare, il controllo del vettore accertato (la cosiddetta sputacchina Philaenus spumarius) e l’eradicazione delle piante di ulivo ed altre specie ospiti colpite dal fenomeno infettivo idonee ad impedirne la diffusione dalle province inizialmente colpite verso il Nord della Regione e, in particolare, nel momento attuale, nella provincia di Bari.

Tali provvedimenti, in ricepimento delle specifiche disposizione dell’Unione Europea (vedi Decisione di Esecuzione della Commissione del 13 febbraio 2014 n. 87, Decisione di Esecuzione della Commissione del 23 luglio 2014, n. 497, Decisione di Esecuzione della Commissione del 18 maggio 2015 n. 789, Decisione di Esecuzione della Commissione del 17 dicembre 2015 n. 2417, Decisione di Esecuzione della Commissione del 12 maggio 2016 n. 764, Decisione di Esecuzione della Commissione del 14 dicembre 2017 n. 2352) si sono sostanziati in successivi Decreti Ministeriali di recepimento della normativa comunitaria ad iniziare dal Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 26 settembre 2014 (14A07903), sino al più recente Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali n. 4999 del 13 febbraio 2018 (cosiddetto Decreto Martina).

Le predette normative prevedono misure urgenti ed immediate dirette alla ricognizione, delimitazione delle zone infette e misure urgenti di contenimento con relativa eradicazione nelle piante infette e controllo meccanico e chimico dei vettori, assegnate in particolare alla competenza della Regione Puglia, e dei relativi uffici regionali preposti (Ufficio fitosanitario regionale). Tali misure obbligatorie di contenimento sono già state confermate legittime dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea (Sentenza rif. ECLI:EU:C:2016:428 della I Sezione del 9 giugno 2016. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A62016CJ0078).

 

  1. In relazione alle misure previste dalla legge, la Regione Puglia, pur con gravi ritardi e carenze, ha comunque in modo estremamente difficoltoso avviato le procedure di monitoraggio, contenimento ed eradicazione, seppur ancora molto parzialmente, che però stanno trovando ostacolo ed impedimento determinati da vere e proprie campagne mediatiche e di mobilitazione con manifestazioni pubbliche, convegni, incontri, presidi, siti internet dedicati, post su social network (vedi facebook), tutte fondate sulla istigazione ad ostacolare le misure urgenti previste dalla legge e, in particolare, l’ispezione e gli abbattimenti degli ulivi infetti, attuando vere e proprie strategie di disinformazione e diffusione di notizie scientifiche totalmente infondate, basate su ipotesi complottiste e vieppiù smentite dal consenso scientifico delle più autorevoli organizzazione scientifiche italiane ed estere.

Dette campagne e strategie organizzative e mediatiche sono tutte fondate sulla istigazione ad ostacolare le misure di legge e le procedure amministrative regionali obbligatorie dirette al contenimento dell’epidemia da xylella e, pertanto, all’interruzione dell’attività regionale di carattere pubblico ed interesse collettivo diretta alla tutela non soltanto delle aziende agricole ma dell’intero territorio regionale colpito dall’epidemia.

A tale riguardo è stata organizzata per il giorno 25 maggio 2018 l’ennesima manifestazione nella città di Bari con la quale si chiede di bloccare l’esecuzione delle Misure di legge e, in particolare, l’eradicazione degli ulivi infetti, ed ancora il blocco dell’utilizzo dei fitofarmaci previsto dal citato Decreto Martina proprio al fine di contenere e combattere i vettori e quindi la diffusione dell’epidemia da xylella.

Il comportamento di tali soggetti (vedi rassegna stampa allegata ed elenco profili facebook di disinformazione) è certamente di grave pericolo, non soltanto per la sicurezza delle piante e dell’ambiente, ma anche per l’ordine pubblico che viene turbato e colpito da vere e proprie campagne di disinformazione pubblica che inducono sia i privati agricoltori interessati dal fenomeno, sia amministratori locali compiacenti a porre in essere tutte le più svariate azioni (ricorsi al Tar contro le eradicazioni, ordinanze comunali di varia natura, etc.) dirette a bloccare le misure di contenimento della diffusione dell’epidemia ovvere, in concreto, ostacolare ed interrompere un ufficio/servizio di pubblica necessità. L’impossibilità da parte della Regione Puglia, a completare tempestivamente le eradicazioni delle piante ritrovate infette in zona contenimento e cuscinetto, determinata soprattutto da esposti strumentali presentati ai TAR (tutti comunque fino ad ora respinti o dichiarati inammissibili), ha inoltre già causato gravi danni d’immagine ed economici all’intero Stato italiano (vedasi recentissima notifica di una procedura d’infrazione dell’UE) ed alla Puglia (vedasi la recentissima ridefinizione coattiva delle aree demarcate decisa dall’ultimo Comitato fitosanitario europeo del 23 maggio scorso).

Si fa presente che il numero delle aziende olivicole attualmente e potenzialmente interessate dall’epidemia, in base al censimento ISTAT Agricoltura 2010, sono ben 196.282, distribuite su tutto il territorio delle province colpite dall’epidemia, il che sta a significare che il problema ha assunto e sta assumento sempre più caratteristiche di sicurezza del territorio e dei cittadini pugliesi nel loro complesso.

 

 

Tutto quanto innanzi premesso, si segnalano e si denunziano i fatti sopra esposti affinchè

 

 

la Eccma Procura della Repubblica voglia attivare le necessarie indagini ed accertamenti di natura penale al fine di individuare possibili fattispecie di reato, e quindi di procedere penalmente, anche con  riferimento all’articolo 656 del Codice Penale riferito alla pubblicazione e diffusione di notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, nonchè con riferimento all’articolo 500 del Codice Penale relativo a comportamenti, anche colposi ed omissivi, diretti o causativi della diffusione di malattie (vedi epidemia xylella) in danno delle piante di olivo con evidente pericolo di propagazione dell’epidemia stessa con grave danno all’economia rurale olivicola delle zone interessate, e grave rischio di diffusione ad altre Regioni ed aree olivicole mediterranee.

 

Si resta a disposizione di ogni ulteriore chiarimento ed il sottoscritto chiede di essere sentito a riguardo nonchè di essere informato in caso si voglia disporre archiviazione.

 

Si allegano copia dei citati decreti ministeriali, nonchè copia rassegna stampa di riferimento.

 

 

Con Osservanza

 

Bari, 25.05.2018

 

Gennaro SICOLO

 

Xylella, esposto-denuncia del Cno: “La Magistratura intervenga contro chi ha permesso al batterio di dilagare in Puglia”

Indagini ed accertamenti di natura penale contro chi divulga notizie false ed infondate tali da turbare l’ordine pubblico e la sicurezza (art. 656 Codice Penale), e contro chi con il proprio comportamento, anche colposo e omissivo, è responsabile della diffusione di malattie contro le piante di ulivo (art.500 codice Penale).

Sono questi i fondamenti di legge su cui si basa l’esposto denuncia depositato questa mattina, presso la Procura della Repubblica di Bari, dal Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo.

Attraverso questo atto, il Presidente della più rappresentativa organizzazione della produzione olivicola italiana chiede ufficialmente un giro di vite contro chi in questi anni, attraverso una capillare e ben organizzata campagna di disinformazione, sviluppatasi attraverso manifestazioni (l’ultima oggi a Bari, ndr), convegni, presidi, etc., ha consentito al batterio della xylella di avanzare indisturbato dal Salento fino alle porte della provincia di Bari.

Nel mirino del Cno anche tutti coloro che hanno ceduto alle lusinghe di queste fantasiose ricostruzioni e che, attraverso ricorsi al Tar contro le eradicazioni o ordinanze comunali farlocche contro il Decreto Martina, continuano ad alimentare la peste degli ulivi pugliesi.

“Non si può più scherzare sulla pelle di centinaia di migliaia di famiglie che vivono grazie a questo straordinario patrimonio olivicolo – ha sottolineato Sicolo -. Abbiamo il dovere di difendere in ogni sede il futuro della nostra terra contro questi speculatori e contro chi non è capace di distinguere la verità dalle fake news”.

“Non chiediamo una caccia all’uomo della Magistratura, ma pretendiamo giustizia, perché i responsabili di queste crociate, nate senza alcuna valenza scientifica e basate su credenze e complotti immaginari, che purtroppo hanno fatto presa su tanti, devono smetterla una volta per tutte di fomentare timori e creare false speranze”, ha continuato Sicolo.

“È solo il primo passo di questa operazione verità – ha concluso il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori -. Mi appello al buon senso e alla responsabilità delle istituzioni regionali e nazionali, a partire dall’ormai prossimo Governo, affinché vengano definitivamente accantonate queste chiacchiere e si proceda alla vera, lunga e ormai difficilissima battaglia contro il batterio che rischia di distruggere la nostra storia, la nostra economia ed il nostro futuro”.

L’esposto-denuncia sarà presentato nei prossimi giorni anche alle Procure di Brindisi, Taranto e Lecce.

La xylella ormai in provincia di Bari, Sicolo: “A rischio 30 milioni di ulivi e 70mila aziende olivicole”

“La Commissione Europea, oltre a decretare ancora una volta il fallimento di chi era chiamato a controllare l’avanzata del batterio della xylella, certifica il pericolo di morte per altri trenta milioni di ulivi e settantamila aziende che vivono di olivicoltura”.

Con queste parole il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la decisione del Comitato UE per la salute delle piante, su proposta della Commissione Europea, di estendere la zona cuscinetto di 20 km verso Nord, in piena provincia di Bari, fino alla piana di Monopoli.

 

“C’è grande preoccupazione per il futuro del nostro settore e per quello di migliaia di famiglie – ha sottolineato Sicolo -. La Provincia di Bari e la Provincia Bat, cuore olivicolo pugliese ed italiano, vengono adesso messe a repentaglio da un batterio alimentato da tanti irresponsabili, da tanti amministratori, da tanti politici e da qualche organizzazione agricola che per troppo tempo, solo per squallidi calcoli opportunistici, hanno dato credito a teorie inesistenti, complotti e chiacchiere di numerosi santoni e nullafacenti, invece di affrontare seriamente il problema”.

 

“Mi auguro che il governo che sta per nascere affronti la questione in maniera prioritaria perché si tratta di una grande emergenza nazionale – ha proseguito il Presidente del Cno -. Allo stesso modo spero che la Regione Puglia, per troppo tempo colpevolmente silente, acceleri le procedure per le estirpazioni delle piante infette, come avviene ad esempio in Spagna e Francia dove combattono la stessa epidemia, e prosegua sia il monitoraggio, sia i controlli per verificare se siano in corso tutte, e sottolineo tutte, le operazioni previste dal Decreto Martina per contenere il batterio”.

 

“È fondamentale dar seguito agli ultimi buoni propositi manifestati sbloccando i fondi per il ristoro delle aziende colpite, sostenendo la ricerca seria per provare ad arginare il batterio, e iniziando concretamente il reimpianto delle varietà di ulivi resistenti nella zona infetta, per non perdere quella tradizione millenaria che ha contraddistinto la Puglia, punta di diamante dell’olio extravergine d’oliva di qualità a livello nazionale ed internazionale”, ha rimarcato Gennaro Sicolo.

 

“È finito il tempo delle chiacchiere, il tempo delle discussioni portate avanti soprattutto da chi non ha nemmeno titolo per parlare di scienza e ricerca: sappia però questa gente che, se l’epidemia non si fermerà, saranno proprio loro ad essere considerati come i criminali che hanno ucciso l’olivicoltura pugliese e italiana”, ha concluso il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.