Italia deferita alla Corte Ue per la xylella, Sicolo: “Uno schiaffo alla politica e ai creduloni”

“La notizia del deferimento del nostro Paese alla Corte di Giustizia Europea sulla questione xylella è uno schiaffo, l’ennesimo, alla politica, rimasta per troppo tempo colpevolmente ferma, e a tutti i creduloni che hanno abboccato alle parole di santoni, nullafacenti e pseudo ambientalisti invece di affrontare seriamente il problema”.
Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la notizia del deferimento alla Corte UE proposto dalla Commissione Europea contro l’Italia per non aver adempiuto ai propri obblighi per impedire la diffusione della xylella.
“In questi anni siamo stati gli unici a dire sempre, dal primo momento, che erano necessarie le eradicazioni, purtroppo dolorose, delle piante infette, oltre alle buone pratiche agricole, e non abbiamo mai ceduto al fascino populista dei disegni complottisti di tanti nullafacenti, nè abbiamo mai fatto allarmismo sui numeri come altre organizzazioni che, fino a poco tempo fa, con il loro atteggiamento sono state complici dell’avanzata del batterio”, ha ricordato il Presidente Sicolo.
“Ancora oggi proseguono i ricorsi contro le eradicazioni, continuano ad esempio i dibattiti inutili, portati avanti da incompetenti, sull’utilizzo di fitofarmaci e sull’applicazione del decreto Martina, e il batterio indisturbato avanza verso la provincia di Bari, cuore dell’olivicoltura pugliese e nazionale”, ha continuato Sicolo.
“Il nuovo governo dovrà subito affrontare questa emergenza ed intervenire tempestivamente per applicare tutte le direttive utili a contenere questo disastro – ha ribadito il Presidente del CNO -. In altri Paesi, come Spagna o Francia, che hanno lo stesso problema italiano, si procede subito con le eradicazioni, in prima istanza, senza perdere tempo con la burocrazia che rallenta inevitabilmente le operazioni”.
“Si intervenga con la stessa risolutezza e velocità delle autorità spagnole o francesi, oltre che con uguale responsabilità: bisogna eradicare le piante infette, proseguire con le buone pratiche agricole per impedire al vettore di avanzare, e procedere col ristoro delle aziende duramente colpite”, ha concluso Gennaro Sicolo.

Cno e Aifo insieme per rafforzare il sistema olivicolo nazionale

Rafforzare il mondo della produzione ed il rapporto tra produttori e frantoiani, costruire insieme una filiera dell’olivicoltura italiana seria e proiettata al futuro, condividere progetti e percorsi di crescita comuni.

Con questi auspici il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO) ha accolto nei giorni scorsi l’ingresso nella sua base associativa dell’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO), prima realtà italiana nel suo settore.

Oltre 450 frantoi in tutta Italia entreranno a far parte di una rete improntata su qualità e tracciabilità, costruita negli anni dal CNO, contribuendo a dar valore all’olio extravergine d’oliva italiano frutto del lavoro quotidiano di centinaia di migliaia di olivicoltori.

L’ingresso di AIFO rafforza una realtà che vanta su tutto il territorio nazionale 30 organizzazioni di produttori con 140.000 olivicoltori aderenti che gestiscono complessivamente circa 180.000 ettari di oliveti e che hanno consentito al Consorzio Nazionale degli Olivicoltori di essere la più importante organizzazione della produzione olivicola italiana.

“Sono molto contento di poter annunciare l’ingresso di AIFO nella grande famiglia del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori – ha sottolineato il Presidente del CNO, Gennaro Sicolo -. La scelta del Presidente Piero Gonnelli non è casuale ma è frutto di un lavoro sinergico che portiamo avanti insieme, nell’interesse supremo degli olivicoltori, ormai da diversi anni”.

“Siamo fieri di essere controcorrente, in un settore estremamente frammentato, e di trovare partner che come noi credono nell’unità di tutti gli attori in campo come unico strumento efficace in grado di tutelare i produttori, i consumatori e, soprattutto, il prodotto italiano per eccellenza: l’olio extravergine d’oliva”, ha continuato Sicolo.

“Crediamo che in un momento così delicato per tutto il settore olivicolo oleario sia necessario puntare a obiettivi concreti e utili – ha dichiarato il Presidente AIFO, Piero Gonnelliper sostenere lo sviluppo e la crescita delle aziende frantoio e degli olivicoltori in un processo di vera valorizzazione dell’olio extravergine di oliva italiano”.

“Le sfide che i mercati nazionali ed internazionali impongono alle nostre Aziende impongono un cambio di vedute ed una sinergia che, purtroppo, a livello associativo ancora manca sul territorio nazionale – ha proseguito il Presidente Gonnelli –. Riteniamo che CNO possa essere un valido partner con il quale iniziare un nuovo percorso di crescita utile al comparto olivicolo-oleario”.

 

Il Panel test è salvo, Sicolo: “L’unità della filiera italiana ha fatto la differenza”

Pericolo scampato per l’olivicoltura nazionale.

Il Comitato consultivo del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi), riunitosi nei giorni giorni ad Amman in Giordania, ha infatti accolto la posizione dell’Italia a tutela del panel test, l’analisi organolettica degli oli, e, di conseguenza, della qualità dell’extravergine.

Nei mesi scorsi, infatti, forte era stata la pressione di alcuni paesi europei per eliminare il panel test come metodo di classificazione.

Il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, era duramente intervenuto per ribadire il valore imprescindibile dell’analisi organolettica, unico strumento idoneo a tutelare consumatori e produttori italiani e mondiali.

La filiera olivicola italiana, sotto la regia del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, ha presentato ad Amman un unico documento, sintesi di una posizione unitaria.

Cno, Unasco, Unapol, Unaprol, Federolio, Assitol, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Lega delle Cooperative, e associazioni dei consumatori hanno ribadito come “il mantenimento della valutazione organolettica come metodo per caratterizzare e classificare l’olio vergine di oliva, rappresenta oggigiorno una assoluta necessità da salvaguardare, per mantenere la posizione privilegiata che il settore si è conquistato rispetto ai prodotti sostituivi, per assicurare la vitalità nel lungo periodo e per cogliere le opportunità offerte dalla positiva evoluzione del mercato”.

 “La verifica delle caratteristiche organolettiche degli oli vergini effettuate da panel di assaggiatori riconosciuti, deve tuttavia essere considerata come un modello di tipo dinamico che può essere oggetto di adeguamenti tali da perfezionarne sempre di più i risultati”, si legge nel documento presentato.

Tre, in particolare, le proposte di intervento: accostare al panel test le metodologie strumentali disponibili in grado di individuare i composti minoritari responsabili dei pregi e difetti degli oli di oliva vergini, in modo da disporre di un preventivo ed ulteriore strumento di garanzia per gli operatori economici interessati e per supportare i risultati dei gruppi di assaggiatori; standardizzare il metodo dell’analisi sensoriale, agendo in particolare sul miglioramento continuo delle prestazioni dei gruppi di assaggiatori anche mediante la definizione e validazione di standard di riferimento sintetici per ogni difetto sensoriale codificato, sulla loro armonizzazione, sui sistemi di valutazione e sulla selezione e addestramento degli addetti;  analizzare continuamente gli eventuali aspetti critici legati allo strumento della valutazione organolettica, come può essere, ad esempio, l’impatto dovuto agli errati sistemi di conservazione del prodotto, ricercando e proponendo soluzioni in grado di superare gli ostacoli incontrati.

“L’unità della filiera olivicola italiana ha fatto la differenza – ha commentato soddisfatto il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo -. Abbiamo portato avanti tutti insieme questa battaglia, dalla produzione all’industria, nell’interesse del bene comune”.

“Adesso, insieme alla Spagna, presenteremo una posizione unitaria a difesa dell’analisi organolettica che sarà presentata ai membri effettivi del Coi durante la sessione di giugno a Buenos Aires – ha continuato Sicolo -. Il panel test è salvo e, con esso, la qualità del nostro olio extravergine d’oliva, il lavoro dei produttori e la salute dei consumatori”.

 “Ringrazio il Presidente del Comitato consultivo del Coi, Ali Ben Hadj Mbarek, il direttore esecutivo del Coi, Abdellatif Ghedira, e tutti i componenti della spedizione italiana in Giordania: continueremo a non abbassare la guardia per tutelare la nostra storia ed il nostro prodotto, simbolo dell’Italia nel mondo”, ha concluso Sicolo.

olivi

Gelate di febbraio, olivicoltura in ginocchio: danni per 1 miliardo di euro

Un miliardo di euro di danni tra produzione dimezzata, grave crisi dell’indotto e drastica riduzione delle giornate lavorative.

L’olivicoltura italiana è in ginocchio dopo le gelate del mese di febbraio che hanno colpito tutto il territorio nazionale.

Le stime dei danni sono di CNO (Consorzio Nazionale degli Olivicoltori), Unasco e Unapol, che in queste settimane hanno analizzato gli effetti nefasti provocati dall’ondata di freddo anomalo che si è abbattuta sull’Italia nelle scorse settimane.

Pochi i territori immuni: alberi seriamente danneggiati, cascola delle gemme, defogliazione, raccolti futuri compromessi si registrano in gran parte degli uliveti italiani dalla Liguria alla Calabria, passando per Toscana, Lazio e Campania.

Particolarmente colpito è il cuore dell’olivicoltura nazionale, la Puglia, nella zona compresa tra le province di Bari e Bat, che vedrà una riduzione superiore al 50% della produzione olearia nella prossima campagna.

Un’altra mazzata, dunque, che si aggiunge all’avanzata ancora incontrastata della xylella, giunta ormai alle porte della provincia di Bari.

“La situazione è drammatica, molto più grave di quanto si potesse immaginare – hanno sottolineato i Presidenti Gennaro Sicolo (CNO), Luigi Canino (Unasco) e Tommaso Loiodice (Unapol) – Abbiamo atteso l’arrivo della primavera per quantificare i danni sui territori che sono davvero spaventosi”.

“È un dramma nazionale, una vera e propria sciagura per l’olivicoltura italiana che rischia di ripercuotersi non solo per la stagione che verrà, ma anche per quelle successive”, hanno continuato i rappresentanti della produzione olivicola nazionale.

“Chiediamo l’attivazione di tutte le misure possibili a sostegno degli olivicoltori seriamente colpiti dalle gelate, a partire dalla richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale nelle zone maggiormente interessate su tutto il territorio nazionale – hanno rimarcato CNO, Unasco e Unapol -. Chiediamo interventi come la sospensione degli oneri previdenziali a carico delle aziende agricole colpite e la sospensione dei rimborsi delle rate di mutui e prestiti agrari”.

“Il Ministero dell’Agricoltura ed il prossimo governo si attivino per programmare un concreto supporto all’olivicoltura nazionale”, hanno concluso i Presidenti dei tre più importanti consorzi della produzione olivicola italiana.

gennaro sicolo

Xylella, Sicolo: “I controlli dei Carabinieri sono un ottimo inizio, si proceda adesso col ristoro immediato degli olivicoltori colpiti e col reimpianto”

“La campagna di prevenzione e i controlli serrati dei Carabinieri sul territorio pugliese per incentivare le buone pratiche agricole contro la xylella sono un ottimo inizio nella lunga e difficile battaglia nazionale contro questa epidemia”.

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato gli interventi illustrati dal Generale Giuseppe Silletti (Comando Regione Carabinieri Forestale Puglia) per contrastare l’avanzata inesorabile della xylella.

“Sono state accolte le richieste avanzate da anni dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori circa la necessità di praticare le buone pratiche agricole per bloccare sul nascere la diffusione del vettore sputacchina”, ha rimarcato Sicolo.

“Assolutamente condivisibile è anche la politica sanzionatoria verso tutto i proprietari che non risulteranno in regola con le misure obbligatorie di contrasto alla xylella – ha proseguito il Presidente Sicolo -. Non sono esenti anche gli spazi pubblici, con le amministrazioni comunali che devono intervenire rapidamente per ripulire tutte le zone verdi degradate e abbandonate”.

L’auspicio del più importante e rappresentativo consorzio della produzione olivicola italiana è che i controlli siano allargati con determinazione anche alle zone al momento indenni.
I Sindaci pugliesi, in particolare, secondo il CNO, dovranno controllare attentamente tutte le aree pubbliche e private ed obbligare i proprietari ad intervenire sulle aree incolte.

Il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori ha evidenziato come sia fondamentale “proseguire con l’eradicazione delle piante infette, soprattutto nella zona cuscinetto e nella fascia di contenimento, sperando che la Magistratura non ceda alle infruttuose sirene di santoni incompetenti”.

“Auspico la creazione di una task force dedicata a favorire l’utilizzo immediato delle risorse utili al ristoro delle aziende agricole colpite dalla xylella, che non possono aspettare i tempi biblici della burocrazia per coprire il mancato reddito dovuto a questa epidemia– ha concluso Gennaro Sicolo -. È necessario incentivare la ricerca seria e indipendente a livello internazionale e consentire in tempi rapidi il reimpianto delle nuove piante, in ottemperanza alle decisioni dell’Unione Europea e al decreto da poco licenziato del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, per garantire a tanti olivicoltori di poter programmare con un pizzico di serenità in più il loro futuro”.

gennaro sicolo

Xylella, Sicolo: “La politica smetta di seguire rumorosi santoni nullafacenti e agisca subito, ogni Sindaco pugliese controlli il proprio territorio”

“La xylella è ormai un problema nazionale ed europeo: la politica smetta di seguire rumorosi santoni nullafacenti e agisca immediatamente, con decisione, per mettere un argine all’avanzata del batterio, disastrosa per l’olivicoltura pugliese e italiana”.

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, torna sulla questione xylella a tre settimane dal primo allarme, lanciato proprio dal CNO, circa la rapida diffusione del batterio nella zona di contenimento.

A seguito degli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio regionale pugliese, con le piante infette più che triplicate negli ultimi due mesi, la stessa zona di contenimento è stata estesa, per la prima volta, anche ad alcuni comuni della Provincia di Bari.
L’allerta xylella, stando a quanto denunciato dall’Unione Europea, riguarda anche mandorleti e alcuni alberi da frutto, particolarmente colpiti in Spagna ed in Francia.

“Non si può perdere nemmeno un secondo in più in questa guerra che sarà molto lunga – ha sottolineato Gennaro Sicolo -. Bisogna immediatamente procedere con l’eradicazione delle piante infette, con le buone pratiche agricole nei campi (potature, arature e concimazione organica al fine di ricostituire l’humus del terreno) e con il risarcimento, attraverso fondi europei già stanziati da anni, di tutte le aziende agricole colpite dal problema”.

“La Regione Puglia ed i Sindaci dei comuni pugliesi, dal Gargano a Leuca, inizino a verificare seriamente se sui territori vengono eseguite le buone pratiche agricole, partendo proprio dalle aree verdi pubbliche, e intervengano nelle zone incolte addebitando i costi, per quel che concerne le aree private, ai proprietari più refrattari al problema – ha evidenziato Sicolo – Questa battaglia capillare è necessaria per evitare che il batterio, attraverso il vettore sputacchina, possa rapidamente diffondersi”.

“Oltre agli interventi di contenimento immediati e improrogabili, occorre portare avanti contemporaneamente la ricerca seria, che ha bisogno di tempo per essere sviluppata, sulle varietà di ulivi resistenti migliori per il reimpianto, finanziabile con le risorse del Psr Puglia, e su tutto ciò che verrà provato scientificamente per arginare questa epidemia”, ha continuato Sicolo.

“È finito il tempo delle chiacchiere, ora è il tempo della responsabilità e delle decisioni: bisogna fare presto e fare bene per evitare la morte dell’olivicoltura nazionale e la crisi irreversibile di un settore e di un indotto che portano sostentamento giornaliero a centinaia di migliaia di famiglie”, ha concluso il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.

olio

Panel test, Sicolo (CNO): “L’Italia olivicola non arretrerà di un millimetro su questa battaglia, difendiamo produttori e consumatori”

L’attenzione del mondo della produzione olivicola italiana sul panel test resta altissima.

A poche settimane dall’allarme lanciato dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori circa la revisione degli esami organolettici (cd. panel test) per la classificazione degli oli, proposta principalmente da una parte della rappresentanza industriale spagnola in seno al Consiglio Oleicolo Internazionale (COI), il Presidente Gennaro Sicolo torna sull’argomento.

Negli ultimi giorni, infatti, secondo alcune ricostruzioni apparse sulla stampa spagnola, il mondo dell’industria olearia iberica, rappresentata dalle associazioni Anierac e Asoliva, avrebbe ribadito con forza l’inaffidabilità del panel test attuale, i cui risultati, la maggior parte delle volte, inficiano sulla reputazione delle aziende spagnole.

La posizione ufficiale del mondo dell’industria spagnola arriva a pochi giorni dal Comitato Consultivo del Coi, che si terrà a metà aprile ad Amman in Giordania.

“La nostra denuncia di qualche settimana fa non era campata in aria e aveva un concreto fondamento, come testimoniano le ricostruzioni riportate in queste ore dagli organi di stampa spagnoli – ha sottolineato Gennaro Sicolo -. La levata di scudi degli industriali spagnoli testimonia come questo argomento, al di là delle giustificazioni disseminate in maniera piuttosto confusa, sia il punto debole di una parte del mondo olivicolo iberico protesa alla ricerca del profitto a discapito della qualità”.

“Voglio rassicurare gli amici dell’industria spagnola: l’Italia olivicola non arretrerà di un millimetro su questa battaglia– ha continuato Sicolo -. Lo dobbiamo alla nostra storia, lo dobbiamo agli agricoltori che quotidianamente lavorano con amore e dedizione nei campi, lo dobbiamo ai consumatori e alla loro salute”.

“Il panel test così com’è è certamente perfettibile, come tutte le cose che riguardano gli uomini, e auspichiamo un concreto rafforzamento utilizzando anche le tecnologie di ultima generazione – ha proseguito il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori -. Ma fino a quando non ci saranno studi scientifici seri e, soprattutto, liberi in grado di rafforzare i controlli organolettici esistenti, che attualmente sono certamente i più credibili, la nostra posizione sarà sempre quella di difendere il prodotto dagli assalti di chi pensa più al profitto che alla vita delle persone”.

“Male non fare, paura non avere, dicono a queste latitudini da sempre: è questo il consiglio che sento di dare al mondo dell’industria spagnola affinchè i protagonisti stiano sereni e possano programmare insieme a noi il rilancio dell’olivicoltura mondiale all’insegna della qualità e della trasparenza”, ha concluso Sicolo.

sicolo martina

Il Presidente Sicolo ringrazia il Ministro Martina per la vicinanza al mondo della produzione olivicola italiana

“Desidero ringraziare il Ministro Maurizio Martina per il proficuo lavoro svolto in questi anni per la produzione olivicola nazionale: sono state sbloccate risorse importanti per il settore, c’è stato un impulso forte nella lotta per la tutela dell’olio extravergine d’oliva italiano, c’è stata finalmente una concreta vicinanza alle istanze degli olivicoltori italiani”.

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato le dimissioni rassegnate da Maurizio Martina, che ha lasciato dopo quattro anni l’incarico di Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.

“Mi auguro che il premier Gentiloni, che ha assunto le deleghe ad interim, e soprattutto il prossimo Ministro dell’Agricoltura continuino, dopo questa delicata fase di transizione, il percorso intrapreso di reale e concreta vicinanza al mondo della produzione olivicola italiana”, ha concluso Sicolo.

striscia la notizia

Consumatori, occhio agli acquisti. Il plauso del Presidente Sicolo al servizio di “Striscia la Notizia”

“Un invito ai consumatori ad essere attenti a ciò che acquistano: prezzi più bassi dei costi di produzione e prodotti senza tracciabilità fanno rima con mancanza di qualità”.

Il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, commenta così il servizio, andato in onda ieri sera, di Striscia la Notizia, a cura dell’inviato Max Laudadio, sull’olio extravergine d’oliva, inserito nella rubrica “È tutto un magna magna”.

Lo storico tg satirico ha fatto analizzare 11 oli extravergine acquistati dagli scaffali di alcuni supermercati: tutti hanno passato i controlli chimici, mentre 5 non hanno superato il panel test risultando vergini (4) o lampanti (1).

“Il servizio di Striscia La Notizia è certamente di grande utilità per tutti i consumatori perché rappresenta un vero vademecum per gli acquisti – ha sottolineato il Presidente Sicolo -. Allo stesso tempo le nostre battaglie trovano nuova linfa: frodi e contraffazioni sulla pelle degli olivicoltori e dei consumatori devono cessare una volta per tutte”.

“Continueremo a batterci per tutelare l’olio extravergine d’oliva vero dei produttori italiani e per tenere sempre alta l’attenzione su possibili truffe a danno dei consumatori e dell’olivicoltura italiana”, ha concluso Sicolo.

dieta mediterranea

Cno, Unapol e Unasco: “Gli industriali tradiscono la produzione olivicola italiana”

“Invece di proporre soluzioni per rilanciare l’olivicoltura nazionale e difendere il made in Italy, il direttore di Assitol benedice le importazioni a dazio zero, senza controllo, dalla Tunisia e ribadisce l’impegno degli industriali italiani nella selezione di oli di qualità in giro per il Mediterraneo. Si tenta, ancora una volta, di calpestare gli interessi degli olivicoltori italiani, giocando anche sulla pelle dei consumatori, in nome del business senza scrupoli: continueremo ad opporci con tutte le forze a questa logica”.

Il mondo della produzione italiana risponde unito e sconcertato alle parole del direttore di Assitol, associazione degli industriali oleari italiani, Andrea Carrassi, riportate nelle ultime ore dagli organi di stampa.

In un incontro a Tunisi, infatti, Carrassi ha benedetto le importazioni di olio a dazio zero, senza controllo e programmazione, dal paese africano, ribadendo l’impegno delle aziende olearie italiane nella selezione di oli in giro per il Mediterraneo.

Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Unapol e Unasco non ci stanno e rilanciano.

“È grave che l’industria olearia italiana preferisca commercializzare un olio di dubbia provenienza, prodotto in condizioni igienico sanitarie disastrose attraverso manodopera sfruttata e sottopagata, al Made in Italy dei produttori italiani, tracciato e di qualità”, attaccano i Presidenti Gennaro Sicolo (CNO), Tommaso Loiodice (Unapol) e Gino Canino (Unasco).

“Le parole di Carrassi sono gravi perché giustificano i comportamenti di molti industriali, anche di quelli più fraudolenti, protesi ad importare prodotto da paesi comunitari ed extracomunitari e a mettere sul mercato miscele di oli più o meno extravergini – dichiarano i rappresentanti del mondo della produzione olivicola italiana -. Queste parole smentiscono la stessa associazione degli industriali italiani, impegnata insieme a noi nel FOOI, Filiera Olivicola Olearia Italiana, che invece fino ad ora aveva sempre ribadito il sostegno alle iniziative della produzione per il rilancio dell’olivicoltura nazionale”.

“Più che parlare di dazio zero dalla Tunisia, gli industriali italiani dovrebbero combattere contro le tante complicazioni che le nostre migliori produzioni di olio extra vergine di oliva devono affrontare quando cerchiamo di esportarle nel mondo – continuano i Presidenti di CNO, Unapol e Unasco -. Oltre ai dazi che tutti i paesi utilizzano, ci sono le cosiddette barriere non tariffarie, come le restrizioni quantitative, sanitarie, burocratiche e tecniche: Paesi come l’Australia, gli Stati Uniti, Taiwan, il Brasile, l’Arabia Saudita, l’India, la Cina e tanti altri le utilizzano per rendere difficile la vita agli esportatori di olio extravergine di oliva”.

“Il 28 novembre incontreremo nuovamente il Ministro Martina e metteremo sul tavolo questi problemi – concludono i Presidenti di CNO, Unapol e Unasco -. Chiediamo al governo una presa di posizione definitiva a sostegno della produzione italiana e dell’olio extravergine d’oliva Made in Italy”.