xylella

Xylella, torna alta l’allerta in Ue

Torna alta a Bruxelles l’attenzione sulla Xylella fastidiosa, nell’imminenza dell’inizio della stagione di volo dell’insetto responsabile del propagarsi del batterio.

I rappresentanti dei Paesi Ue, nei giorni scorsi, si sono scambiati le ultime informazioni sulla presenza del patogeno in Europa aggiornando la geografia della diffusione della fitopatologia che riguarda ulivi ma anche alcuni alberi da frutto, come i mandorli in Spagna.

In Puglia sono ormai quasi tremila gli ulivi infetti nella cosiddetta fascia di contenimento (nel 2015 erano pochi esemplari). Le attività di monitoraggio sono molto intense, ma i ricorsi al Tar contro il taglio degli alberi rallentano la rimozione delle piante malate, aumentando il rischio di contagio.

L’Italia è già al centro di una procedura di infrazione da parte di Bruxelles per non aver applicato le misure Ue per contrastare l’avanzata del batterio e rischia il deferimento in Corte di giustizia. L’allerta, tuttavia, riguarda anche la Spagna … In Francia, tutta la Corsica è stata dichiarata zona infetta (come il Salento), mentre in Provenza-Alpi-Costa Azzurra il patogeno continua a manifestarsi su piante ornamentali.

Fonte: www.ansa.it

batterio xylella

Comunicato stampa del Servizio Fitosanitario regionale pugliese

Si comunica che sono già presenti le forme giovanili dei vettori (Philaenus spumarius e Neophilaenus campestris) della Xylella fastidiosa, che vivono sulla vegetazione erbacea presente nei campi. La lotta al vettore è fondamentale per impedire la diffusione del batterio, per cui è importante in questo periodo intervenire con lavorazioni superficiali del terreno per distruggere le piante erbacee e di conseguenza ridurre la popolazione dei vettori. Le lavorazioni meccaniche devono essere eseguite dai proprietari/gestori (privati o pubblici) delle superfici agricole coltivate/non coltivate, delle aree a verde pubblico, lungo i bordi delle strade e lungo i canali. Si ricorda che la lotta al vettore con mezzi meccanici è obbligatoria nelle aree delimitate nel periodo che va da marzo al 30 aprile ed è raccomandata nella zona indenne della Regione Puglia.

Fonte: www.emergenzaxylella.it

lazio

Lazio. Il presidente Zingaretti presenta la Giunta, Enrica Onorati assessore all’agricoltura, ambiente e valorizzazione della natura

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ha presentato la nuova giunta regionale. Il presidente manterra’ le deleghe alla cultura, allo sport e politiche giovanili.

“Sono molto contento della nuova Giunta regionale. Una squadra solida per il futuro del Lazio che unisce esperienze provenienti dalla scorsa legislatura e facce nuove. Martedi’ faremo la prima riunione. voglio ringraziare per l’enorme lavoro e per l’impegno tutti gli assessori uscenti che hanno permesso con la loro passione e professionalita’ di portare il Lazio fuori dall’emergenza e di farne per tanti aspetti una delle regioni leader in Italia.

….faccio gli auguri di buon lavoro ad Albino Ruberti, nuovo capo di gabinetto. La nuova giunta, che parte oggi, ha una forte rappresentanza dei territori, con amministratori che provengono da esperienze all’interno di comuni delle diverse provincie, a garanzia della difesa e dello sviluppo del lazio nella sua interezza. E’ una squadra giovane, la media dell’eta’ degli assessori e’ di 46 anni, ma che puo’ vantare esperienze consolidate.

La giunta si compone al momento di nove assessori piu’ il presidente….. Gli assessori sono Massimiliano Smeriglio, vice presidente con deleghe alla formazione, universita’, attuazione del programma, coordinamento dell’attivita’ della giunta sull’area del sisma e protezione civile, confermato. …Alessandra Sartore, assessore al bilancio e patrimonio, confermata…. Lorenza Bonaccorsi, assessore al turismo e alle pari opportunita’; Alessandra Troncarelli assessore alle politiche sociali, welfare ed enti locali; Enrica Onorati, assessore all’agricoltura, ambiente e politiche della valorizzazione della natura. … Alessio D’Amato, assessore alla sanita’; Gian Paolo Manzella assessore allo sviluppo economico, commercio e artigianato, start-up e innovazione; Mauro Alessandri, assessore alle infrastrutture, lavori pubblici e tutela del territorio, trasporti e piccoli comuni; Massimiliano Valeriani, assessore con deleghe alle politiche abitative, urbanistica e rifiuti.

Fonte: www.agrapress.it

olio

Olio d’oliva e avocado allungano la vita del 25% secondo studio USA

Olio d’oliva e avocado come rimedi naturali per allungare la vita. A sostenerlo è uno studio statunitense condotto dai ricercatori della Harvard University, secondo i quali l’utilizzo all’interno della dieta di grassi monoinsaturi derivati dalle piante rappresenta una chiave per ridurre tra il 24 e il 26% il rischio di morte prematura.

Durante lo studio sugli effetti dell’olio d’oliva e degli altri grassi monoinsaturi ottenuti dalle piante, dai ricercatori statunitensi sono stati analizzati i profili clinici di 93 mila partecipanti, inclusi in due precedenti ricerche: la prima condotta tra il 1990 e il 2012 (63.412 donne coinvolte nel Nurses’ Health Study), la seconda tra il 1990 e il 2010 (29.966 uomini, Health Professionals Study). Di tutti è stata posta sotto osservazione, con raccolta dati fissata ogni 4 anni, la dieta seguita.

La ricerca della Harvard University ha cercato di comparare il contributo nutrizionale dei grassi animali (carne rossa, uova, pesce e formaggi da latte intero) con quello dei grassi vegetali (olio d’oliva, avocado, frutta secca col guscio, olio di sesamo e burro di arachidi).

Il risultato è stato una riduzione del rischio di mortalità prematura, nel caso di chi assumeva grassi monoinsaturi dalle piante, compresa tra il 24 e il 26%. I ricercatori affermano però che tali risultati si basano su estrazioni statistiche e non sono frutto di un confronto diretto tra le due diete. Allo stesso modo i ricercatori hanno stabilito che coloro che assumono grassi monoinsaturi dai vegetali vedono il rischio di mortalità ridursi del 16% rispetto a chi è deficitario di tali nutrienti. Un ulteriore 10% in meno di rischio si otterrebbe sostituendo il 2-5% di calorie con derivati delle piante come olio d’oliva.

Fonte: www.greenstyle.it

gennaro sicolo

Xylella, Sicolo: “La politica smetta di seguire rumorosi santoni nullafacenti e agisca subito, ogni Sindaco pugliese controlli il proprio territorio”

“La xylella è ormai un problema nazionale ed europeo: la politica smetta di seguire rumorosi santoni nullafacenti e agisca immediatamente, con decisione, per mettere un argine all’avanzata del batterio, disastrosa per l’olivicoltura pugliese e italiana”.

Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, torna sulla questione xylella a tre settimane dal primo allarme, lanciato proprio dal CNO, circa la rapida diffusione del batterio nella zona di contenimento.

A seguito degli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio regionale pugliese, con le piante infette più che triplicate negli ultimi due mesi, la stessa zona di contenimento è stata estesa, per la prima volta, anche ad alcuni comuni della Provincia di Bari.
L’allerta xylella, stando a quanto denunciato dall’Unione Europea, riguarda anche mandorleti e alcuni alberi da frutto, particolarmente colpiti in Spagna ed in Francia.

“Non si può perdere nemmeno un secondo in più in questa guerra che sarà molto lunga – ha sottolineato Gennaro Sicolo -. Bisogna immediatamente procedere con l’eradicazione delle piante infette, con le buone pratiche agricole nei campi (potature, arature e concimazione organica al fine di ricostituire l’humus del terreno) e con il risarcimento, attraverso fondi europei già stanziati da anni, di tutte le aziende agricole colpite dal problema”.

“La Regione Puglia ed i Sindaci dei comuni pugliesi, dal Gargano a Leuca, inizino a verificare seriamente se sui territori vengono eseguite le buone pratiche agricole, partendo proprio dalle aree verdi pubbliche, e intervengano nelle zone incolte addebitando i costi, per quel che concerne le aree private, ai proprietari più refrattari al problema – ha evidenziato Sicolo – Questa battaglia capillare è necessaria per evitare che il batterio, attraverso il vettore sputacchina, possa rapidamente diffondersi”.

“Oltre agli interventi di contenimento immediati e improrogabili, occorre portare avanti contemporaneamente la ricerca seria, che ha bisogno di tempo per essere sviluppata, sulle varietà di ulivi resistenti migliori per il reimpianto, finanziabile con le risorse del Psr Puglia, e su tutto ciò che verrà provato scientificamente per arginare questa epidemia”, ha continuato Sicolo.

“È finito il tempo delle chiacchiere, ora è il tempo della responsabilità e delle decisioni: bisogna fare presto e fare bene per evitare la morte dell’olivicoltura nazionale e la crisi irreversibile di un settore e di un indotto che portano sostentamento giornaliero a centinaia di migliaia di famiglie”, ha concluso il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori.

dieta mediterranea

Tour sull’olio, tappa a Bari «Così si gusta l’oro di Puglia»

Appuntamento lunedì 26 marzo alla Camera di Commercio con l’extra vergine Ecco la campagna del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Un mese dedicato all’olio extra vergine e alla sua promozione. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali lancia la campagna di comunicazione «Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna», per incontrare i ristoratori e sensibilizzare i consumatori sulla lettura dell’etichetta, per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità del prodotto.

L’appuntamento è per lunedì 26 marzo a Bari presso la Camera di commercio alle 15.30. Il programma prevede, dopo la presentazione del progetto, e il saluto dei padroni di casa del Consorzio Olio D.O.P. Terra di Bari, l’intervento dell’esperto che parlerà di abbinamenti, proprietà organolettiche, e utilizzo. Momento centrale sarà quello della presentazione di piatti e ricette con l’olio extra vergine.

Ruolo fondamentale è quello dei Consorzi DOP che illustreranno le caratteristiche dei territori e le caratteristiche della produzione locale. Saranno quindi coinvolti i ristoratori locali che riceveranno un taste Kit: un cofanetto contenente, una bottiglia di olio extravergine d’oliva personalizzata con il logo della campagna, un bicchiere da degustazione, la cartolina di promozione del concorso e una vetrofania indicante l’adesione al “Circuito Extra vergine” da esporre nel proprio locale.

La partecipazione al circuito permetterà a tutti i ristoratori di vedere il logo della loro attività all’interno del sito www.extraverginidoliva.it. L’adesione gratuita al circuito offrirà ai ristoratori la possibilità di usufruire della visibilità del piano di comunicazione previsti durante il mese dell’olio e la possibilità di partecipare al concorso «La migliore carta degli extra vergini».

Fonte: www.corrieredelmezzogiorno.corriere.it

La Xylella avanza ancora, quasi 3000 ulivi positivi

Sono 2924 gli ulivi infetti da Xylella in Puglia nella cosiddetta fascia di contenimento. Il dato aggiornato, appreso da esperti della Regione Puglia, racconta di un’ulteriore crescita di casi positivi all’infezione, con un aumento rispetto ai 2251 focolai di cui si è avuta notizia il 7 marzo scorso con uno studio reso noto dall’Osservatorio fitosanitario.

Il dato del 7 marzo già registrava un numero triplicato, rispetto ai due mesi precedenti, del numero di ulivi colpiti dal batterio (735).

Nella zona di contenimento e cuscinetto (una fascia di 30 km che taglia la Puglia dall’Adriatico allo Ionio) spicca l’area brindisina di Oria e Francavilla Fontana, dove il primo focolaio fu individuato nel 2015 e le sospensive per i ricorsi al Tar hanno impedito di effettuare le eradicazioni per lungo tempo. La Regione, che sta intervenendo con gli abbattimenti nella zona cuscinetto (entro 100 mt dal focolaio) e di contenimento (pianta infetta), sta tenendo conto anche della recentissima sentenza del Tar di Puglia che ha stabilito la verifica del carattere di monumentalità prima di estirpare le piante di ulivo sane.

Tra le misure fitosanitarie per l’eradicazione e il contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa ci sono poi quelle in atto per il controllo degli stati giovanili del vettore, con l’obbligo in tutti i terreni agricoli, extra agricoli, nelle aree urbane private e pubbliche, di realizzare lavorazioni meccaniche superficiali del terreno per il controllo della vegetazione spontanea (aratura, trinciatura e fresatura) entro e non oltre il 30 aprile.

Proprio stamane la Regione Puglia ha presentato tre bandi messi a punto dalla Regione Puglia da circa 50 mln complessivi per sostenere le imprese agricole olivicole colpite dalla Xylella fastidiosa.

Fonte: www.norbaonline.it

xylella

Xylella fastidiosa deve diventare priorità nazionale, prima che sia troppo tardi

Se il batterio si spingesse fino al barese, distante a meno di 100 chilometri dalle ultime rilevazioni di piante infette, si perpreterebbe non solo la fine dell’olio italiano ma un vero problema sociale

Sessanta milioni di piante distribuite su 377.000 ettari fanno della Puglia la prima regione d’Italia in termini di superficie dedicata agli uliveti, pari a circa il 32% del totale nazionale. La Puglia conta 190mila imprese nel comparto olivicolo, di cui oltre il 99% dedite alla coltivazione di olive da olio. La produzione media di olive è di poco sotto ai 12 milioni di quintali, circa il 35% del totale italiano, per un valore che si aggira intorno al mezzo miliardo di euro. La maggior parte degli uliveti si concentra nelle province di Bari e Lecce, rispettivamente con 99.800 (26,4%) e 90.550 ettari (24%), seguono poi Brindisi (16,8%), Foggia (13,9%) e Taranto (10,2%). Il territorio è quasi tutto a denominazione d’origine protetta.

Le Dop già riconosciute dall’Ue sono cinque: Dauno, Terra d’Otranto, Terra di Bari, Colline di Brindisi e Terre Terentine. Una IGP regionale al vaglio di Bruxelles.

Numeri che mostrano un primato produttivo della Puglia non solo quantitativamente ma anche qualitativamente.

Un altro triste primato caratterizza la Puglia: è la prima regione Italiana a confrontarsi con la Xylella, il patogeno che sta devastando l’olivicoltura pugliese e che non risparmierà le altre regioni: è solo questione di tempo, consapevolezza e determinazione nel comprendere che la Xylella non è un problema di una piccola porzione del tacco d’Italia ma di tutto il Mediterraneo che rischia di veder scomparire una coltura millenaria.

Nonostante gli ostacoli frapposti da magistratura, gruppi di militanti pugliesi e politica ambigua, un gruppo di ricercatori di Bari, appartenenti ad al Cnr, all’Università e al Centro “Basile Caramia”, con l’instancabile supporto di Giovanni Melcarne, sono riusciti, in tempi da record a individuare il batterio patogeno e il vettore, e attraverso test di patogenicità, a identificare due cultivar tolleranti: il Leccino e la FS17. La velocità di propagazione e i ritardi negli interventi stanno determinando un rapido movimento dell’infezione verso nord, alle porte della piana degli olivi secolari.

Il 2 gennaio u.s. sono state riportate sul portale ufficiale regionale EMERGENZA XYLELLA, 2251 nuove piante positive ricadenti tutte in zona di contenimento dove, lo ricordiamo, è previsto l’abbattimento delle sole piante infette. Il numero complessivo dei positivi del monitoraggio 2017/2018 ancora in corso sale così ad un valore, ancora PARZIALE di 2.986 piante (a fronte del TOTALE del monitoraggio 2016/2017 di 893 positivi).

Dalla cartografia appare sempre più evidente come i nuovi positivi siano l’evoluzione del focolaio di Oria, dove si osserva un’altissima densità che via via decresce fino a i focolai più lontani della zona cuscinetto. La distribuzione delle piante sulla mappa indica la prevalenza delle diffusione naturale di batterio/malattia a breve distanza rispetto alla diffusione passiva dei vettori infetti su distanze maggiori.

Aggiornamenti pervengono anche dalla Spagna continentale. Il Ministero spagnolo di Agricoltura, Ambiente, Cambiamenti Climatici e Sviluppo Rurale ha informato le organizzazioni agrarie e cooperative della Comunità Valenciana della comparsa di un sesto focolaio di Xylella fastidiosa nella provincia di Alicante e delle misure adottate per contenerlo. I positivi si trovano all’interno dell’attuale area demarcata, appartengono alla stessa sottospecie multiplex e corrispondono a mandorleti specializzati adulti. In Spagna, dal momento del primo ritrovamento (novembre 2016, in un vivaio vicino a. Manacor sull’isola di Maiorca) sono stati trovati 252 campioni positivi in 13 diverse specie ospiti in diversi siti delle isole di Maiorca, Minorca e Ibiza. Diverse le sottospecie identificate: sull’isola di Maiorca Xf subsp. Fastidiosa.

L’Italia rischia di ritrovarsi a breve stretta nella morsa di una tenaglia che vedrà il focolare estendersi da sud, con la Puglia, e da nord, con la Spagna. Anche i focolai rilevati al confine Italo Monegasco creano preoccupazioni ai colleghi liguri delle Riviere a nord. In quelle zone già si pratica una olivicoltura “estrema” su terrazze e falsopiani, se a ciò si unisse il problema xilella, quasi certamente sparirebbe la produzione in una delle zone più vocate della Penisola.

Pensiamo al nord barese dove la produzione olivicola-olearia copartecipa al PIL dei residenti per il 50% circa del redito procapite annuo. Se il batterio si spingesse fino a questi territori, distanti a meno di 100 Km. dalle ultime rilevazioni di piante infette, si perpreterebbe non solo la fine dell’olio italiano ma un vero “problema sociale” lasciando senza reddito alcune centinaia di migliaia di persone.

È opportuno a questo punto che l’argomento Xylella entri nelle priorità non solo di AIFO…ma soprattutto di tutti gli Attori della filiera dal mondo agricolo, quello della trasformazione sino al commercio ed industria; questa emergenza, minaccia seriamente il futuro dell’impresa olearia e dei Mastri Oleari e nessuno può e deve rimanere indifferente.

Occorre innanzitutto offrire solidarietà e supporto agli olivicoltori ed ai frantoiani leccesi, ed ora anche brindisini, che non possono rimanere soli nell’affrontare tale emergenza, e stimolare una presa di coscienza collettiva per contribuire, con spirito collaborativo, allo sviluppo di proposte di intervento da sottoporre all’attenzione degli organi di governo.

Il principale timore, da frantoiano, è la rappresentazione di un momento, presumibilmente non troppo lontano, in cui la disponibilità di olive sul territorio ed il conseguente crescente prezzo, ci impedirà di portare avanti l’attività di trasformazione. Non si tratta solo della minaccia della perdita di un lavoro. Molti di noi hanno ereditato l’attività da nonni e genitori, investito tempo e denaro per migliorare l’azienda, coltivando il sogno di lasciare ai nostri figli il testimone.

È quindi anche una questione di identità oltre che di imprenditorialità e in ambito nazionale non si può nascondere la testa sotto la sabbia sperando che la realtà scompaia e si torni a produrre con serenità e maggiore consapevolezza.

di Stefano Caroli

Fonte: www.teatronaturale.it

xylella

News Xylella: arriva la conferma, ridelimitata la zona cuscinetto per la prima volta in provincia di Bari

Nel corso della Conferenza tenutasi ieri sera ad Ostuni al Premio Biol 2018 la Dottoressa Anna Percoco, funzionario del Servizio Fitosanitario della Regione Puglia, ha annunciato l’avvenuta modifica della delimitazione della zona cuscinetto che per la prima volta interessa, oltre che parte dei comuni di Fasano e Martina Franca, anche la Provincia di Bari, con circa 2 terzi dell’agro di Locorotondo, confermando così quanto previsto da queste pagine sin dallo scorso Ottobre (post infoxylella del 17 Ottobre 2017).

Ricordiamo che la classificazione di “zona cuscinetto” comporta l’obbligo di rispettare alcune prescrizioni mirate al contenimento, quali, ad esempio, l’esecuzione di azioni di controllo del vettore (con l’obbligo di lavorazioni del terreno nel periodo marzo-aprile) ed il divieto di movimentare piante specificate (circa 300 specie) al di fuori delle zone demarcate.

Fonte: www.infoxylella.it

olio

Laboratori italiani ufficiali del settore olivicolo

Elenco dei laboratori italiani autorizzati al rilascio dei certificati di analisi ufficiali nel settore oleicolo – aggiornato al 19 marzo 2018

Collegandosi al seguente sito, si possono leggere divisi per regione, i diversi laboratori ufficiali nel settore:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1988