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Certificato antimafia: il ritorno di un incubo

È passato un anno e il mondo agricolo si trova nuovamente alle prese con l’incubo del certificato antimafia. Se il Governo non interverrà con un provvedimento specifico, dal 1° gennaio prossimo tutte le aziende che ricevono aiuti PAC oltre i 5.000 euro avranno l’obbligo di presentare questa documentazione: potrebbero essere tra le 400 e le 500.000 le richieste di certificato antimafia che giungeranno alle prefetture per ogni singolo pagamento relativo a una domanda di aiuto PAC.


Una «montagna» di domande che è difficile immaginare come potranno essere gestite, viste le difficoltà delle prefetture e la mancanza, per il momento, di procedure automatizzate tra Ministero dell’interno e Agea per l’acquisizione della documentazione antimafia.
Il risultato di questo ingorgo burocratico potrebbe essere il blocco dei pagamenti per centinaia di migliaia di aziende.
La prima occasione per rimediare a questa situazione è già stata persa: nel decreto «milleproroghe», infatti, il Governo non ha inserito gli emendamenti che puntavano a questo scopo.

Fonte: www.ediagroup.it