Coronavirus, stop ai monitoraggi di Xylella in Puglia

Il Commissario straordinario dell’Arif, l’agenzia regionale pugliese per le attività irrigue e forestali, ha deciso di mettere in Cassa integrazione straordinaria tutti i 700 dipendenti dell’agenzia, almeno fino a maggio.

Con questa mossa, debitamente autorizzata dall’Inps, la Puglia rimane senza il coordinamento del’azione di monitoraggio e contrasto a Xylella fastidiosa, visto che l’Arif è l’agenzia di riferimento in tema. In questo periodo mancheranno anche le indicazioni e i promemoria agli olivicoltori per le buone pratiche agricole da mettere in campo, letteralmente, contro la sputacchina, vettore di Xylella.

Di più, l’Arif, su incarico della Regione, è l’agenzia che si dovrebbe occupare dell’estirpazione coatta delle piante risultate infette. Operazione che risulta impossibile con il personale in cassa integrazione. Così alcuni dei contratti già siglati per l’abbattimento di 704 alberi affetti da Xylella scadranno, lasciando le piante in piedi per settimane o mesi.

Una situazione paradossale per cui la Regione Puglia si starebbe giù muovendo pensando a un incarico diretto ad aziende private per procedere agli abbattimenti.

Nel mezzo della bufera per tale decisione arrivano le dimissioni del sub commissario dell’Arif.

“In un momento fatto di rinunce – ha dichiarato Salvatore Piconese, anche sindaco di Uggiano la Chiesa – ho deciso di rinunciare all’incarico di Sub Commissario regionale all’Arif perché non me la sento di lasciare, nemmeno per un minuto, i miei concittadini”.

(ndc: non saranno, queste dimissioni, dovute all’aspra contestazione della nomina, politica e non di competenza, di un libero professionista, laureato in Scienze Politiche, che lavora nell’ambito del marketing, della comunicazione e della formazione manageriale e digiuno delle problematiche agricole di cui l’Arif deve occuparsi?)