Dall’allegagione alla qualità dell’olio, il gran caldo mette in ginocchio l’olivicoltura

Anche la qualità dell’olio sarebbe pesantemente influenzata con una minore produzione di acido oleico a favore di acido palmitico, linoleico ed acidi linolenici.

Si prevede che l’aumento della temperatura dell’aria associato ai cambiamenti climatici inciderà sulla fruttificazione degli alberi di olivo (Olea europaea L.).

E’ ormai un fatto acclarato e ben conosciuto dagli olivicoltori. Non si tratta solo dei colpi di calore, sempre più frequenti proprio in fioritura, ma soprattutto dell’aumento della temperatura complessiva, che può incidere sulla fisiologia dell’olivo e anche su fioritura e allegagione.

Per capirne le dinamiche e soprattutto gli effetti, l’Università di Cordoba ha, grazie a camere aperte a temperatura controllata, sottoposto gli olivi a un “trattamento” di innalzamento della temperatura di 4 gradi dell’ambiente circostante la pianta per l’intero ciclo riproduttivo.

Dopo tre anni di studio, i risultati ottenuti hanno dimostrato che l’aumento della temperatura di 4 gradi rispetto alla temperatura ambiente effettiva può comportare un anticipo della data di fioritura dell’olivo, un’estensione del periodo di fioritura, un aumento dell’aborto del pistillo e una riduzione del numero di frutti allegati, condizioni che possono ridurre significativamente la produttività dell’oliveto.

Ma non è solo la quantità di frutti a dover preoccupare gli olivicoltori.

Già esistono studi che dimostrano che la temperatura ha un’influenza sul contenuto di olio e sulla composizione di acidi grassi.

In particolare, la concentrazione di acido oleico nell’olio d’oliva diminuisce con l’aumentare della temperatura media di crescita dei frutti. Questa risposta nell’olivo è opposta a quella documentata nelle colture annuali di semi oleosi ….

Ricercatori argentini di Mendoza hanno così voluto confrontare gli effetti della temperatura sulla composizione in acidi grassi dell’olio derivato dal seme e dal mesocarpo (polpa) e confrontare gli effetti della temperatura sul peso secco del seme e del mesocarpo e sulle concentrazioni di olio.

Per fare questo, i rami fruttiferi sono stati racchiusi in camere di plastica trasparente con controllo della temperatura personalizzato. La temperatura è stata manipolata durante la crescita del seme (Periodo A) e durante la seconda metà della crescita del mesocarpo (Periodo B).

In entrambi i periodi, la proporzione di acido oleico nell’olio del mesocarpo è diminuita con l’aumento della temperatura, ed è stato accompagnato da aumenti di acido palmitico, linoleico e acidi linolenici.

Il peso secco del mesocarpo non ha reagito in modo significativo alla temperatura, ma la concentrazione dell’olio del mesocarpo è diminuita in modo significativo con l’aumentare della temperatura.

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