Finanziaria, credito d’imposta per nuovi investimenti in agricoltura

Una delle novità di maggiore interesse della legge finanziaria 2020, che coinvolgono anche il settore agricolo, è la previsione di un credito d’imposta per l’acquisto effettuato nel corso del 2020 di beni strumentali nuovi.

Soggetti beneficiari – L’agevolazione spetta alle imprese con residenza in Italia, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito, compresi quindi gli agricoltori singoli e associati che esercitano attività agricole e determinano il reddito sulla base dei valori fondiari dei terreni.

Tipologia degli investimenti agevolati – Rientrano nell’ambito di applicazione sia i beni strumentali tecnologicamente innovativi, sia i beni materiali strumentali semplici. Sono invece esclusi dall’agevolazione, i beni usati, le autovetture, i fabbricati e le costruzioni.

Misura del credito di imposta – La misura del credito spettante varia a seconda delle diverse tipologie di beni agevolabili e prevede tetti massimi di investimenti agevolabili differenziati rispetto al costo di acquisizione. In particolare, per gli investimenti aventi a oggetto beni rientranti nel Piano Industria 4.0 sono previste tre aliquote, 15%, 20% e 40% del costo. Si tratta in linea di massima di software, macchine, attrezzature ed impianti necessari all’innovazione tecnologica e digitale delle imprese, il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o sensori di azionamento. Affinché si possa usufruire di questa tipologia di credito, è necessaria una perizia tecnica. Per gli investimenti aventi a oggetto beni materiali non Industria 4.0, e quindi per tutti i beni strumentali “semplici”, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 6% del costo, nel limite massimo di costi ammissibile pari a 2 milioni di euro; per usufruire del credito d’imposta in beni strumentali “semplici” nella misura del 6%, non occorre alcuna perizia.

Modalità di utilizzo del credito d’imposta – Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, in 5 quote annuali di pari importo a decorrere:

  • dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni “semplici”;
  • dall’anno successivo a quello in cui è intervenuta la c.d. “interconnessione” per gli investimenti “Industria 4.0”, comprovata attraverso la predetta perizia tecnica.

Grazie al credito d’imposta quindi, dal 2021 sarà possibile ridurre fino ad azzerare, il versamento delle imposte dovute, ovvero dei contributi previdenziali e assistenziali propri o dei lavoratori dipendenti. In tutti i casi, le fatture e i documenti riguardanti l’investimento realizzato, devono riportare l’espresso riferimento alle disposizioni agevolative in esame.

Fonte: www.agricultura.it