Giovanni Melcarne ‘Ma piantare nuovi ulivi è un’odissea burocratica’

‘La buracrazia regionale sta rallentando la ricostituzione del patrimonio olivicolo salentino, mentre la politica sta facendo ancora campagna elettorale’.Non usa mezzi termini il presidente del Consorzio dei produttori DOP di Terra d’Otranto Giovanni Melcarne, che si scaglia contro i ritardi dei funzionari che starebbero rallentando, se non bloccando, la riconversione dei terreni agricoli con altri tipi di olivo maggiormente resistenti alla xylella fastidiosa.

Qualcuno ha iniziato ad impiantare le nuove varietà – spiega Melcarne – ma si sta viaggiando a macchia di leopardo perchè manca ancora un piano generale di ricostituzione del patrimonio olivicolo, del quale devono occuparsi la politica regionale e nazionale. Al momento non c’è nulla di programmato – stigmatizza – perchè la politica pensa solo a fare campagna elettorale mentre i funzionari pubblici regionali, che non riescono a fare propria la grave crisi del settore, non sono solerti nel rilascio della documentazione necessaria all’espianto ed al reimpianto. Praticamente – tuona – non stanno ascoltando il grido di dolore che arriva dalle aziende agricole.

Secondo il presidente del Consorzio, il rischio è quello che il territorio salentino possa trasformarsi in una grande piana olivetata irrazionalmente.

Ci sono zone dove l’espianto è più difficle in quanto si trovano in territori sottoposti a vincolo – illustra Melcarne -. Qui esistono piante secolari ormai morte che vanno subito espiantate se si vuole consentire un reimpianto di varietà resistenti al batterio. Stiamo parlando non di piccoli appezzamenti di terreno ma di intere fasce di territorio provinciale, quindi centinaia e centinaia di ettari interessati dalla problematica – è la sua analisi -. Qualcuno sta anche impiantando i nuovi alberi in mezzo a quelli disseccati ma, oltre ad avere un paesaggio deturpato, – avverte – c’è il problema della collocazione in aree con fonti di inoculo vicinissime. Anche riguardo alle forniture di piantine – osserva – i vivai sono ancora poco forniti con scorte esigue.”

Melcarne davanti al suo frantoio di Gagliano del Capo, sta montando in questi giorni una serra per le sperimentazioni donata da un gruppo di olivicoltori di Svizzera, Austria e Germania, grazie ad una raccolta fondi avviata dalla rivista del settore Merum, su iniziativa di Andreas Marz.

In questo spazio potranno operare i ricercatori del CNR-IPSP di Bari che hanno avviato una sperimentazione massiccia in alcuni oliveti di Presicce proprio grazie al contributo di Melcarne che, ora, lancia un appello al mondo politico.

La politica intervenga sui vari Ispettorati che in questo momento storico, come avvenuto anche in passato, stanno rallentando la ripresa di questo settore. Siamo consapevoli che la politica non può fare miracoli – conclude – ma da oggi in poi monitoreremo i tempi di evasione delle pratiche da parte dei funzionari regionali perchè da qui a marzo occorrerà concludere la maggior parte delle pratiche di espianto, altrimenti potremo dire addio per sempre al settore olivicolo nel Salento.

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it