Gli Stati Uniti comprano piu’ olio di oliva per il timore dei dazi e per i bassi prezzi–”El Pais” (Spagna)

Le esportazioni di olio d’oliva dalla Spagna verso gli Stati Uniti hanno registrato un aumento medio del 40% nella prima metà dell’anno, secondo i dati delle autorità doganali di quel paese. Il forte aumento risponde sia alla minaccia di dazi da parte del governo del paese nordamericano, motivo per cui molte aziende hanno accelerato le operazioni, sia alla caduta dei prezzi all’origine.

Nel caso degli oli extravergini e vergini, le vendite nel periodo sono aumentate da 41.527 a 59.357 tonnellate, con un incremento del 42,9%. In termini di valore, la progressione e’ stata da 167 a 193 milioni di euro, il 15% in più.

Nel cosiddetto olio d’oliva, prodotto raffinato di qualità inferiore, il volume delle vendite è aumentato da 20.098 a 27.337 tonnellate, il 36% in più, ed i ricavi da 73 a 76 milioni di euro (+ 4,1%). I dati comprendono oli confezionati e sfusi.

Gli Stati Uniti, con una domanda in aumento di 320mila tonnellate e una produzione interna di 20mila tonnellate, sono il mercato principale dell’olio spagnolo per volume e prezzo (l’Italia li supera, ma a causa dell’acquisto di olio sfuso per l’imbottigliamento). Di questa cifra, circa 120mila tonnellate provengono direttamente dalla Spagna e 108mila dall’Italia, anche se si stima che una parte importante di queste sia ugualmente di origine spagnola.

Per il direttore generale della cooperativa Dcoop, Antonio Luque, l’aumento delle vendite corrisponde ai timori per una possibile applicazione di dazi sugli oli d’oliva comunitari, nel quadro delle misure protezionistiche pianificate dalla amministrazione di Donald Trump. Ma influisce anche il calo dei prezzi all’origine.

Negli ultimi due anni, l’olio spagnolo e’ passato da quasi quattro euro al chilo a circa due euro. La stessa valutazione viene fatta da Gonzalo Guillen, direttore generale della societa’ Acesur (Coosur-La Espanola), con vendite di circa 12mila tonnellate negli Stati Uniti.

Guillen indica i prezzi bassi per spiegare l’aumento delle vendite, dato che le importazioni statunitensi non sono troppo cresciute di recente e che l’Italia non ha avuto un forte aumento delle vendite.

Oltre al mercato nordamericano, le esportazioni totali di olio d’oliva da ottobre a giugno sono aumentate del 16,2% fino a 840mila tonnellate, grazie ai prezzi piu’ competitivi, per cui si spera che in questa campagna si possa superare il record di 1,1 milioni di tonnellate della campagna 2013/14.

 

Fonte: www.agrapress.it