Wojciechovski non convince il parlamento. Rischio anche per il commissario candidato polacco

L’uomo indicato da von der Leyen per il portafoglio agricolo suscita le critiche degli esponenti di tutti gli schieramenti. Risposte ritenute deboli e vaghe, servirà una seconda audizione

E’ venuto a chiedere la fiducia dei parlamentari europei, come è giusto che sia. Ma ha fatto molto poco per guadagnarsela. Janusz Wojciechovski, il commissario candidato per l’Agricoltura, offre uno spettacolo che nessuno si sente di premiare.

Voci critiche si levano tra i banchi di popolari (PPE), socialdemocratici (S&D), liberali (RE), Verdi, Sinistra radicale (GUE), e pure dai Non iscritti.

“L’audizione del Commissario designato all’Agricoltura, il polacco Janusz Wojciechowski, è stata molto deludente”, dice l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Daniela Rondinelli, al termine della seduta. E supplementare sarà l’audizione che i membri delle commissioni Agricoltura e Ambiente hanno indetto per il polacco.

Wojciechovski sceglie di parlare non nella sua lingua, ma in inglese. Ma fatica, balbetta praticamente sempre, si ferma in continuazione, risulta vago, confuso, in difficoltà, dice anche quello che non dovrebbe dire.

Il PPE lo ha scaricato, in Aula e fuori. “Dopo 2 ore di audizione Wojciechowski non ha fornito molte risposte”, il lapidario commento della francese Anne Sander. “Non c’è alcuna visione economica per l’agricoltura, ma un chiaro tentativo di ottenere supporto dai Verdi sottolineando l’ambiente e il benessere degli animali. Non sono sicura che sarà abbastanza”.

Poi però, gli viene offerta una seconda possibilità. Avrà una seconda occasione con una nuova audizione, che richiedono anche S&D e RE.

Per ottenere il ruolo ha bisogno del benestare dei due terzi dei coordinatori parlamentari, ma a giudicare dalle reazioni ha una maggioranza contraria al suo nome. La nuova Commissione europea, dopo lo stop ai candidati di Ungheria e Romania, rischia di perdere un altro pezzo.

Il polacco dà l’impressione di non essere preparato, di non sapere di cosa si parla. Una responsabilità da imputare non interamente alla presidente eletta della Commissione UE, Ursula von der Leyen. Il nome è stato indicato dal governo di Varsavia. Ma certo, in Parlamento europeo è giunto dopo i colloqui con la tedesca. Continua a mettersi non bene.

 

Fonte: www.eunews.it