ICQRF, pubblicato Frantoio Italia con dati al 7 maggio 2020

Il Report ICQRF pubblicato pochi giorni fa sul sito MiPAAF (Il_Frantoio_Italia_al_7_maggio_2020) ha messo in luce i numeri dei controlli ma anche altri indicatori che delineano, anche sotto altri punti di osservazione, la filiera agroalimentare. Sul fronte dei controlli, nei primi tre mesi di emergenza sono stati svolti oltre 21 mila controlli antifrode sulla filiera agroalimentare, di cui 2.543 ispezioni direttamente presso gli stabilimenti di produzione, anche nelle aree maggiormente colpite dalla pandemia da Covid-19: oltre 1/3 dei controlli hanno infatti riguardato le Regioni Settentrionali e complessivamente i tassi di irregolarità, sia per le attività ispettive che per quanto riguarda le attività analitiche, sono stati in linea con gli indici registrati prima dello stato emergenziale (v. tabella 1).

Tab. 1 – Principali indicatori delle attività di controllo svolta dall’ICQRF (1° febbraio-30 aprile 2020)

Controlli totali (n.) 21.172
di cui Controlli ispettivi (n.) 18.467
Ispezioni (n.) 2.543
Controlli in Ufficio (n.) 15.924
di cui Controlli analitici (n.)con n. determinazioni analitiche 2.705 69.779
Operatori controllati (n.) 13.452
Operatori irregolari (n.) 1.618
Operatori irregolari (%) 12,0
Prodotti controllati (n.) 23.735
Prodotti irregolari (n.) 2.406
Prodotti irregolari (%) 10,1
Campioni irregolari (%) 9,0
Diffide (n.) 1.233
Sequestri (n.) 57
Valore dei sequestri (€) 3.068.617
Contestazioni amministrative (n.) 948
Notizie di reato (n.) 49

Fonte: Report attività ICQRF 1° febbraio-30 aprile 2020 (Tre mesi di controlli nella filiera agroalimentare)

 

Un dato interessante riguarda poi la capacità di adeguamento rispetto alle nuove abitudini di consumo e di spesa dettate dallo stato di lockdown: considerando infatti l’impennata delle vendite online, sono stati incrementati i controlli dei prodotti agroalimentari offerti mediante il canale e-commerce, modalità di audit in realtà da tempo collaudata grazie agli accordi tra il Dipartimento ICQRF e i marketplace Alibaba, Amazon e Ebay: nel trimestre considerato sono stati operati 445 interventi di rimozione di prodotti agroalimentari irregolari e, tra i prodotti più impallinati, l’olio di Puglia, con 79 casi, il Parmigiano Reggiano ed il Prosecco, rispettivamente con 58 e 28 inserzioni irregolari (v. tabella 2).

Tab. 2 – Interventi di rimozione dei prodotti Dop e Igp irregolari dal web (1° febbraio-30 aprile 2020) 

Prodotto Casi (n.) Alibaba Amazon Ebay
Olio di Puglia (olio EVO) 79 3 76
Olio EVO 58 58
Parmigiano Reggiano 28 2 7 19
Prosecco 27 27
Olio di Calabria (olio EVO) 24 24
Nocciola di Piemonte 21 21
Salsiccia di Calabria 19 19
Toscano (olio EVO) 17 1 16
Sicilia (olio EVO) 17 17
Gorgonzola 16 2 14
Soppressata di Calabria 15 15
Capocollo di Calabria 12 12
Peperone di Senise 10 10
Pancetta di Calabria 8 8
Pecorino Crotonese 7 7
Melanzana Rossa di Rotonda 6 6
Prosciutto di San Daniele 5 5
Liquirizia di Calabria 5 5
Castagna Cuneo 5 5
Cipolla Rossa di Tropea Calabria 5 5
Altri prodotti 61 6 8 47
Totale 445 14 42 389

Fonte: Report attività ICQRF 1° febbraio-30 aprile 2020 (Tre mesi di controlli nella filiera agroalimentare)

Il periodo di emergenza ha causato anche distorsioni commerciali e nei rapporti tra domanda e offerta dei prodotti agroalimentari. Casistiche nuove, in taluni casi aggravate dalla crisi sanitaria, che hanno richiesto specifici programmi di controllo.

Per quanto riguarda le pratiche commerciali sleali, è stato istituito uno specifico canale di segnalazione (pratichesleali@politicheagricole.it) per segnalare all’ICQRF potenziali circostanze che potrebbero configurare pratiche sleali, comprese le richieste di certificazioni non obbligatorie riferite al Covid-19 o certificazioni virus-free, sanzionate ai sensi del DL 2 marzo 2020, n. 9.

In tal senso, nel trimestre 1° febbraio-30 aprile sono state prese in carico una ventina di segnalazioni che riguardano il latte bovino e di bufala.

Un altro fronte di controllo ha riguardato il monitoraggio mirato su siti e piattaforme web, svolti nell’ambito di un piano europeo, per contrastare l’offerta di prodotti alimentari ed integratori che vantano funzioni preventive, se non addirittura curative, nei confronti del contagio da Covid-19. Un’attività che ha portato alla segnalazione di 35 prodotti irregolari alla Commissione europea.

Già prima dell’emergenza Covid-19 il Report Frantoio Italia – nel quale convergono i dati di giacenza estratti dai registri telematici – era periodicamente pubblicati sul sito MiPAAF. Si tratta di Informazioni inedite, in grado di delineare una mappa spazio-temporale delle giacenze, anche suddivise per singola Dop e Igp, che nel periodo di pandemia sono pubblicati settimanalmente anche per consentire agli operatori la massima conoscenza delle giacenze e prevenire quindi eventuali fenomeni speculativi.

 

Fonte: www.terraevita.edagricole.it