Il credito agrario? «Carenza di informazioni e aziende troppo piccole»

«Nonostante le tendenze di rischiosità siano spesso meno alte in agricoltura che nel complesso dell’economia, il rapporto banca – impresa agricola incontra difficoltà quando ci sono carenze informative sui dati contabili, dovute in molti casi a una sovrapposizione e confusione tra patrimonio personale e aziendale e alla dimensione media delle aziende, ancora molto piccola in Italia»Con queste parole, nell’editoriale che scrisse nel novembre del 2016 su Terra e Vita, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli puntò il dito su due dei principali problemi del credito agrario: appunto la confusione tra patrimonio personale e aziendale e le piccole dimensioni delle aziende.

Presidente, a distanza di tre anni queste criticità sono ancora presenti?

Devo rilevare che il problema della carenza dei dati permane. Le informazioni a disposizione delle banche per valutare l’affidabilità delle imprese agricole in genere sono meno numerose e articolate rispetto a quelle ottenibili per imprese operanti in settori diversi.

In quell’editoriale lei scrisse anche: «Più le aziende agricole vedranno crescere cultura e strutture di gestione imprenditoriali, più sarà possibile la crescita di una trasparente collaborazione fra banche e agricoltori». Questo principio non sembra solo la soluzione alle criticità citate prima, ma lascia intendere anche che cooperative agricole e associazioni di produttori possono avere un accesso al credito più agevole rispetto ai singoli agricoltori. È corretta questa lettura?

Il vero problema delle imprese agricole è il basso grado di patrimonializzazione. Forme di aggregazione o di collaborazione possono favorire una soluzione della questione.

Nell’Accordo per il credito 2019 fra Abi e associazioni delle imprese, datato novembre 2018, si legge che le Pmi possono chiedere la sospensione o l’allungamento dei finanziamenti. Per “sospensione” intendiamo la sospensione del pagamento della quota capitale?

Sì, si tratta della sospensione della quota capitale dei finanziamenti anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e nella forma tecnica del leasing. In quest’ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita nei canoni di leasing. La sospensione della quota capitale della rata determina la traslazione in avanti del piano di ammortamento per un periodo pari alla sospensione accordata.

Possiamo ricordare le modalità di applicazione della sospensione del pagamento della quota capitale, possibilità prevista dall’Accordo per il credito 2019?

Come detto, l’Accordo per il credito 2019 prevede la possibilità di sospendere per 12 mesi il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamento a medio-lungo termine. Per il comparto dell’agricoltura, si specifica che l’operazione sarà possibile anche qualora il finanziamento sia stato perfezionato tramite il rilascio di cambiali agrarie. Possono chiedere l’applicazione della misura le micro, piccole e medie imprese (Pmi) operanti in Italia, così come definite dalla normativa comunitaria; ovvero le imprese con meno di 250 dipendenti e con un fatturato inferiore a 50 milioni di euro.

In quali casi la banca prescelta può rifiutarsi di concedere all’agricoltore la sospensione?

Al momento della presentazione della domanda l’impresa deve essere in bonis, cioè non deve avere posizioni debitorie classificate dalla banca finanziatrice come non performing, ripartite nelle categorie sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti, in sostanza posizioni deteriorate. In particolare, l’impresa non deve avere rate scadute (ossia non pagate o pagate solo parzialmente) da più di 90 giorni. Per essere ammessi alla misura, inoltre, l’impresa non deve aver ottenuto la sospensione o l’allungamento dello stesso finanziamento nell’arco dei 24 mesi precedenti, ad eccezione delle facilitazioni della specie concesse ex lege in via generale.

Dopo la sospensione, l’allungamento. Quali sono le caratteristiche di quest’altra opzione prevista dall’Accordo per il credito 2019?

L’Accordo per il credito consente l’allungamento della scadenza dei mutui fino al massimo del 100% della durata residua del piano di ammortamento.

Anche qui: in quali casi la banca può rifiutarsi di concedere all’agricoltore l’allungamento dei finanziamenti?

Per l’ammissione alla misura, valgono le stesse condizioni previste per la sospensione: cioè l’impresa, al momento della presentazione della domanda, deve essere in bonis.

Ancora in merito all’allungamento della scadenza dei finanziamenti, previsto dall’Accordo 2019: perché il periodo massimo di allungamento delle scadenze è di 270 giorni per il credito a breve termine e solo di 120 giorni per il credito agrario di conduzione? Come mai il credito agrario di conduzione è più penalizzato?

Non parlerei di penalizzazione. D’intesa anche con le associazioni di rappresentanza delle imprese agricole, abbiamo confermato le condizioni massime di allungamento per il credito agrario di conduzione previste nell’Accordo per il credito 2015. D’altra parte, bisogna tenere presente la particolare funzione del credito agrario di conduzione, che è specificamente finalizzato ad avere le risorse necessarie ad avviare il ciclo produttivo annuale, attraverso il quale si realizza il flusso di cassa utile al rimborso del credito ottenuto. Un allungamento superiore ai quattro mesi comporta una sovrapposizione del finanziamento relativo al ciclo produttivo dell’anno precedente con la nuova annata agraria.

 

Fonte: www.terraevita.edagricole.it