Il Presidente della Regione Puglia Emiliano alla 83^ edizione della Fiera del Levante

Riportiamo un’estratto dell’odierno intervento del presidente Emiliano all’apertura della Fiera del Levante, rivolto al presidente Conte.

‘…Possiamo provare a vincere anche la partita nella quale stiamo subendo la sconfitta più bruciante di tutte.

Xylella, gelate e controversie giudiziarie sul vecchio PSR, stanno mettendo in ginocchio la nostra agricoltura.

La Xylella è un mostro alieno arrivato in silenzio dal Sud America, a bordo di piante ornamentali che pur essendo considerate in letteratura piante ospiti, colpevolmente non erano sottoposte ad alcun controllo da parte dell’Unione Europea presso i varchi portuali e aeroportuali.

La Puglia per anni non si è potuta accorgere del proliferare del batterio e non si è resa conto di ciò che stava accadendo, confondendo il disseccamento anomalo degli ulivi, con altre comuni malattie di questa pianta che però non rispondevano più alle cure.

Quando nel 2013 l’intuizione degli scienziati dell’Università di Bari fece pensare alla xylella, quasi diecimila ettari di uliveti salentini erano stati già colpiti dalla malattia. Fu compiuto allora inconsapevolmente l’errore più grande e cioè cedere la guida della battaglia contro la xylella al governo nazionale attraverso un’anomala applicazione della normativa sulla Protezione Civile con la nomina di commissari che nulla conoscevano di prevenzione fitosanitaria.

Nessuna spiegazione agli agricoltori, nessuna informativa all’opinione pubblica e persino a tanti sindaci che sollecitati dagli agricoltori, si opponevano allo spargimento dei fitofarmaci necessari al contenimento dell’insetto vettore.

È vero, era molto difficile nel 2013 tagliare gli alberi secondo le normali regole di quarantena imposte dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Agricoltura senza provocare sollevazioni popolari.

Per tali inadempimenti dei commissari di governo nel taglio e nel monitoraggio della zona di contenimento, l’Italia è stata condannata dall’Unione Europea.

Questo tremendo caos, inerme e infruttuoso, è durato sino al gennaio del 2016, quando finalmente la Regione Puglia non ha più delegato al Governo la lotta al batterio.

E i risultati ci sono stati, in pochi mesi abbiamo cominciato a tagliare gli alberi malati e sani secondo le prescrizioni di legge (abbattendone da allora quasi 6.000) e soprattutto abbiamo dato vita al più massiccio monitoraggio arboreo della storia dell’umanità per accertare, finalmente, il reale avanzamento della malattia.

Da quel momento si cominciò a finanziare in modo sistematico e generalizzato la ricerca antixylella mettendo in campo le decine di progetti che stanno cominciando a dare i primi frutti. Ma era gennaio 2016, quando era già troppo tardi.

Ormai milioni di piante in Salento si erano ammalate, distruggendo apparato produttivo, paesaggio, frantoi.

Siamo riusciti Presidente, grazie alla sua guida ed alla collaborazione col Ministro Centinaio, ad ottenere una norma che consente alla Regione di spendere 30 milioni di euro per l’abbattimento nella zona infetta delle piante malate, anche nelle aree paesaggisticamente vincolate, per procedere poi al reimpianto con specie tolleranti o resistenti.

La facoltà di reimpianto in zona infetta non era mai stata concessa a nessuno dall’Unione Europea, ma grazie alla Regione Puglia assistita dal Ministro dell’Agricoltura Martina, questo risultato è stato ottenuto.

Adesso però le soprintendenze del Mibac pretendono di sottoporre il reimpianto degli ulivi nelle zone vincolate alle stesse regole necessarie per costruire una casa o un capannone.

Un pasticcio, signor Presidente, commesso dal Parlamento e non dal suo precedente Governo, che nel decreto invece aveva previsto che alla domanda di espianto e al contributo della Regione, corrispondesse l’obbligo di reimpiantare ulivi nelle zone paesaggisticamente vincolate. Presidente, la norma originaria deve essere ripristinata e fatta entrare in vigore immediatamente.

Stiamo facendo un grande sforzo che sto coordinando personalmente per salvare il PSR che abbiamo ereditato e che ha dato luogo a durissimi contenziosi tra aventi diritto che ne hanno bloccato le istruttorie e i pagamenti.

Accolgo con soddisfazione la nomina di un Ministro pugliese all’agricoltura al quale spiegheremo le motivazioni delle difficoltà di questo PSR che tanti conflitti ha generato tra studi professionali e confederazioni agricole. Dovremo impostare col Ministro il nuovo PSR nazionale che la Puglia coordinerà, avendo la Presidenza della Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni.

Il nuovo PSR dovrà riconciliare in modo partecipato e condiviso il mondo agricolo dilaniato dalle contraddizioni e dalle inefficienze del passato, includendo anche una totale riorganizzazione degli uffici dell’Assessorato all’Agricoltura che dovrà essere strutturato per aderire alle esigenze delle istruttorie e rendicontazioni richieste dall’Unione Europea.

Abbiamo stipulato accordi importanti per realizzare l’agricoltura di precisione utilizzando le tecnologie spaziali e lei signor Presidente ha tenuto a battesimo a Milano l’intesa con Seed and Chips, il più importante think tank del mondo sui problemi del cibo.

L’agricoltura non è fatta solo di finanziamenti pubblici, pur indispensabili, ma anche di idee, di persone, di sentinelle che custodiscono territori, che ne curano la bellezza, che aprono le porte per accogliere nelle loro aziende agrituristiche persone ormai ammalati di città inquinanti e caotiche. Noi pugliesi vogliamo inseguire la bellezza ovunque sia possibile, coniugandola alla vita sostenibile della nostra comunità. Per questo saremo la prima Regione d’Italia a dotarsi di una legge che favorisca e protegga la creazione di bellezza, non solo dove essa è naturalmente insediata da secoli grazie ai nostri avi, ma anche nelle periferie…’