In Canada i consumatori stanno voltando le spalle all’olio d’oliva italiano

Nonostante i canadesi associno l’olio d’oliva con l’Italia, la quota di mercato nazionale è scesa dal 70% del 2013 al 53% del 2017. A guadagnare posizioni e fatturato sono Tunisia, Grecia e Spagna, quest’ultima cresciuta del 418%

Nel 2017, il Canada ha importato 203,8 milioni di dollari canadesi d’olio d’oliva, in aumento del 48% rispetto al 2013, secondo uno studio di Icex Spain Export and Investment.

L’Italia ha la leadership del mercato con un valore di 108,6 milioni di dollari canadesi nel 2017, pari al 53,32% della quota di mercato.

Sebbene l’Italia continui ad essere il principale attore del mercato dell’olio d’oliva in Canada, la sua posizione si è indebolita negli ultimi cinque anni: nel 2013 la sua quota era del 70,45%. La quasi totalità di questa perdita di quote è andata a tre paesi: Tunisia, Spagna e Grecia.Paradossalmente l’Italia sta perdendo progressivamente quote di mercato nonostante i canadesi associno l’olio d’oliva con l’Italia, spiegabile con il fatto che la comunità italiana è molto significativa nel paese, soprattutto nelle grandi città canadesi.

Secondo lo studio Icex, la Tunisia ha registrato una crescita significativa negli ultimi cinque anni, passando da una quota di mercato del 5,24% nel 2013 al 12,25% nel 2017; mentre le importazioni dalla Spagna hanno registrato un aumento del 418% tra il 2013 e il 2017.

Anche se il mercato dell’olio d’oliva vergine cresce su tutto il territorio nazionale, l’agenzia spagnola ritiene importante differenziare la domanda per le due province più popolose.

Da un lato, il Quebec è una provincia che ha un sapore più europeo. Di conseguenza, il consumo di olio d’oliva vergine è molto più diffuso tra la popolazione; in generale, il consumatore conosce gli usi dell’olio d’oliva e sa apprezzare le differenze tra le sue diverse tipologie.

D’altra parte, l’Ontario è, dal 2012, la provincia con le maggiori importazioni pro capite. La domanda di questo prodotto in questa provincia altamente multiculturale è una conseguenza della crescente preoccupazione per la salute, unita al gusto per i prodotti gourmet e all’alto potere d’acquisto della popolazione. Cioè, la domanda non proviene necessariamente da una cultura mediterranea, come nel caso del Quebec.