Italia deferita alla Corte Ue per la xylella, Sicolo: “Uno schiaffo alla politica e ai creduloni”

“La notizia del deferimento del nostro Paese alla Corte di Giustizia Europea sulla questione xylella è uno schiaffo, l’ennesimo, alla politica, rimasta per troppo tempo colpevolmente ferma, e a tutti i creduloni che hanno abboccato alle parole di santoni, nullafacenti e pseudo ambientalisti invece di affrontare seriamente il problema”.
Così il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, Gennaro Sicolo, ha commentato la notizia del deferimento alla Corte UE proposto dalla Commissione Europea contro l’Italia per non aver adempiuto ai propri obblighi per impedire la diffusione della xylella.
“In questi anni siamo stati gli unici a dire sempre, dal primo momento, che erano necessarie le eradicazioni, purtroppo dolorose, delle piante infette, oltre alle buone pratiche agricole, e non abbiamo mai ceduto al fascino populista dei disegni complottisti di tanti nullafacenti, nè abbiamo mai fatto allarmismo sui numeri come altre organizzazioni che, fino a poco tempo fa, con il loro atteggiamento sono state complici dell’avanzata del batterio”, ha ricordato il Presidente Sicolo.
“Ancora oggi proseguono i ricorsi contro le eradicazioni, continuano ad esempio i dibattiti inutili, portati avanti da incompetenti, sull’utilizzo di fitofarmaci e sull’applicazione del decreto Martina, e il batterio indisturbato avanza verso la provincia di Bari, cuore dell’olivicoltura pugliese e nazionale”, ha continuato Sicolo.
“Il nuovo governo dovrà subito affrontare questa emergenza ed intervenire tempestivamente per applicare tutte le direttive utili a contenere questo disastro – ha ribadito il Presidente del CNO -. In altri Paesi, come Spagna o Francia, che hanno lo stesso problema italiano, si procede subito con le eradicazioni, in prima istanza, senza perdere tempo con la burocrazia che rallenta inevitabilmente le operazioni”.
“Si intervenga con la stessa risolutezza e velocità delle autorità spagnole o francesi, oltre che con uguale responsabilità: bisogna eradicare le piante infette, proseguire con le buone pratiche agricole per impedire al vettore di avanzare, e procedere col ristoro delle aziende duramente colpite”, ha concluso Gennaro Sicolo.