La battaglia contro l ‘ebola degli olivi’ si vince dall’alto – da “El Mundo” (Spagna)

E’ letale e puo’ essere combattuto solo espiantando e distruggendogli alberi colpiti. L’”ebola dell’ulivo”provoca importanti ripercussioni economiche ed è già in Spagna.

Nel 2013 la Xylella fastidiosa ha spazzato via oltre un milione di alberi di ulivo in Italia ed e’ apparsa nel paese nel 2016 (Isole Baleari). Quest’anno e’ stata rilevata nella Comunità di Madrid.
Una nuova tecnologia sviluppata da uno studio internazionale che coinvolge il Consiglio superiore per la ricerca scientifica (Csic) ha permesso di individuare dall’alto gli olivi infettati da Xylella fastidiosa prima che mostrino sintomi esterni.
I risultati, pubblicati su ‘Nature Plants‘, sono il risultato di una ricerca condotta da scienziati provenienti da Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, tra cui il ricercatore Pablo J. Zarco Tejada, del Joint Research Centre della Commissione Europea.
Attraverso la mappatura eseguita con telecamere speciali-termiche e iperspettrali, in grado di percepire centinaia di lunghezze d’onda all’interno e al di fuori dello spettro visibile – montate su velivoli con e senza equipaggio – è stato possibile visualizzare
l’intera gamma elettromagnetica e termica degli oliveti.
Con questi dati (gli scienziati)sono in grado di rilevare i cambiamenti fisiologici in ogni albero che vengono poi interpretati da algoritmi ad apprendimento automatico e modelli físici.
Nonostante l’albero sembri in buona salute, dalle infezioni ai primi sintomi esterni passano tra i 10 ed i 12 mesi, durante questo tempo gli insetti si alimentano dell’albero malato diffondendo il batterio in piante sane.
All’inizio dell’infezione si verificano cambiamenti fisiologici nella pianta. Questi originano da una riduzione del tasso fotosintetico e della traspirazione. I vasi dello xilema (tessuto legnoso che trasporta acqua e sali inorganici), attraverso cui passa la linfa ascendente, si intasano, mentre i pigmenti fotosintetici – come la clorofilla, le xantofille, i caroteni e l’antocianina – cambiano la loro concentrazione e si degradano.
Nello specifico “il cambiamento fisiologico rilevato dal sistema è la graduale riduzione della fluorescenza clorofilliana”, dice l’autore dello studio, Zarco-Tejada.
L’infezione non sempre uccide l’albero, ma lo debilita.
I ricercatori hanno valutato piu’ di 7.000 alberidi ulivo in una zona del sud Italia lungo un periodo di circa due anni, ottenendo un’affidabilita’ dell’ 80% nella diagnosi. (…) La Xylella fastidiosa e’ comune nelle Americhe, ma recente in Europa e in Asia; secondo gli esperti questa espansione rappresenta una minaccia globale per l’agricoltura.
Dal 2013 si sta estendendo nel Mediterraneo, comparendo nel sud Italia. In Germania è stato identificato un focolaio isolato nel 2016. Per ora il luogo di maggiore diffusione e’stato la regione italiana della Puglia, una delle maggiori produttrici di olio di oliva. (La Xylella) e’ stata rilevata anche in Corsica e nella Costa Azzurra. Il primo rilevamento in Spagna si è verificato nel 2016 in un centro floricolo di Maiorca, successivamente l’infezione si è estesa raggiungendo l’isola di Ibiza.
Lì ha colpito colture come il mandorlo, l’ulivo, la vite e diverse specie tipiche mediterranee.
Secondo il Consiglio dell’agricoltura della comunità autonoma delle isole Baleari, sono stati individuati 431 casi (280 a Maiorca, 63 a Minorca e 88 a Ibiza).