La sede locale del Cra Oli ad un passo dalla chiusura

Non sono bastati, a quanto pare, gli appelli lanciati in passato dai Comuni di Spoleto e Vallo di Nera. Il Centro di ricerca per l’olivicoltura e l’industria olearia di Spoleto (Cra Oli), fondato nel 1903 come Regio frantoio sperimentale e diventato un punto di riferimento nel settore olivicolo, è infatti ad un passo dalla chiusura.

“Per la città rappresenta una struttura di vanto e prestigio nel comparto agroalimentare che forse – ha spiegato il portavoce dello ‘Spoleto City Forum’ Sergio Grifoni – non riusciremo a conservare. Sembrerebbe che fra qualche giorno sia lo stabile che il suo contenuto verranno alienati dal Governo, con buona pace della storia, del prestigio, del futuro mancato di questa significativa realtà. Un altro tassello che si aggiungerebbe al mosaico delle preziosità perse. E ciò avverrebbe in un territorio pieno zeppo di validi imprenditori oleari, dove il settore specifico è sempre stato un fiore all’occhiello nel contesto nazionale”.

Un Ente storico L’Istituto, situato nello storico palazzo di via Nursina di fronte alla rotatoria di viale Trento e Trieste, negli ultimi anni ha gestito diversi progetti di cui due svolti nell’ambito del piano di sviluppo rurale, uno ministeriale, uno Rgv-Fao e un altro legato a un programma quadro dell’Unione Europea mentre ammontano a più di 140 le pubblicazioni prodotte tra libri, articoli scientifici su riviste nazionali ed internazionali e articoli divulgativi. Nell’azienda di Collececco, interna all’Istituto, viene inoltre conservata una collezione di germoplasma olivicolo ritenuta dalla Fao come la più importante al mondo. Un patrimonio che ora però rischia di disperdersi: “Mi auguro che il nuovo sindaco Umberto De Augustinis riesca se ancora possibile – ha detto Grifoni – a trovare un insperato bandolo della matassa per evitarne la chiusura. Mi chiedo, per quale motivo si è arrivati a far morire l’istituzione nel silenzio più totale? Non vorrei che dietro questa mesta agonia dell’Oleificio sperimentale ci sia stato un disegno ben preciso, che viene da non lontano”.

La situazione attuale Sulla questione è intervenuto il consigliere comunale Paola Vittoria Santirosi, facendo il punto della situazione. “Il Crea nell’ambito del piano degli interventi di efficientamento e razionalizzazione delle strutture – ha affermato su Facebook – ha stabilito la riduzione delle sedi, tra cui quella di Spoleto. Il decreto prevede la chiusura entro il 2018 ed è stato iniziato il piano di dismissione. Il Crea vanta poco meno di 2000 unità di personale e poco meno di 1000 ricercatori, ma soltanto 3 persone (un ricercatore un amministrativo ed un operario) sono attualmente impiegate nella sede di Spoleto, unica in Umbria. A questa situazione si è arrivati grazie ad un turnover di personale pari a zero negli ultimi decenni, nonostante il Crea abbia raddoppiato il personale negli ultimi anni, grazie ad importanti piani di assunzione e stabilizzazione. Ma nessun neoassunto è stato destinato a Spoleto ed ora si invoca l’esiguità del personale per giustificare la chiusura di questo importante ente che ha molto contribuito allo sviluppo nel settore olivicolo internazionale, nazionale e locale, e che vanta tuttora una fervente attività di ricerca”.

L’impegno del Comune Da qui l’impegno per salvaguardare la struttura. “Se a Spoleto si concentra un terzo dell’olio di oliva commercializzato a livello nazionale ed il 10% di quello commercializzato a livello mondiale, sarà opportuno salvaguardarla e potenziarla. Stiamo lavorando proprio per questo, speriamo di essere arrivati in tempo”.

Fonte: www.spoletonline.com