L’agricoltura di precisione non più sudore, ma droni

Seguendo il filo logico dell’articolo scritto dal dott. agr. Giuseppe Mauro Ferro, nella parte in cui prospetta la prossima evoluzione copernicana in agricoltura,  oggi pubblichiamo la sintesi di un articolo firmato dal prof. Davide Reina della SDA Bocconi.

“- L’innovazione è là dove la tradizione incontra la modernità – , diceva Ralph Waldo Emerson. Questa è anche la sintesi di ciò che sta avvenendo in agricoltura. Che, da mestiere povero e fondato sulle braccia ed il sudore, sta diventando un mestiere ricco e fondato sul cervello e la tecnologia.

E se gli ultimi settant’anni hanno visto il tramonto dell’agricoltura come attività economica, i prossimi settanta vedranno una sorta di Rinascimento agricolo fondato sulla sinergia di tre fattori: agronomia, tecnologia e web. …

La combinazione di macchine e web, permetterà all’agricoltore di realizzare il precision farming ovvero l’agricoltura di precisione. In questa prospettiva la vecchia fattoria diventerà una fabbrica digitale in grado di gestire tutte le variabili chiave per la produttività in modo integrato ed in tempo reale, attraverso dei sensori tra loro connessi. Così il contadino tuttofare lascerà il posto all’imprenditore che si avvarrà di specialisti e che gestirà l’azienda attraverso alcuni indicatori.

In questo modo l’agricoltura del XXI secolo farà a meno degli OGM o altri interventi similari, dando origine ad un’agricoltura sostenibile che abbinerà l’aumento di produttività alla qualità del prodotto agricolo, guadagnando di più e facendoci mangiare meglio.

Questa ancora non è la via maestra poichè l’agricoltura sostenibile convive con gli interessi finanziari ad ogni costo di molte imprese. Ma le nuove tecnologie fanno pensare che tra un’agricoltura ‘finanziarizzata’ ed una ‘sostenibile’, alla fine prevarrà la seconda. Esempio: i droni.

Il loro utilizzo non è una novità. Ma la novità è l’equipaggiarli con cineprese di grande preciosione ed integrarli con un archivio preesistente di immagini del campo agricolo. Così si può abbinare l’informazione dello stato della pianta attuale con le immagini relative alla sua evoluzione negli anni precedenti, potendone stimare le crescite nelle successive settimane. E’ il predictive data agricolo.

Se dal cielo mi sposto sulla terra ferma, le innovazioni abbondano. Le imprese agricole più avanzate tra quelle che producono mandorle in California, utilizzano una rete di sensori di umidità posizionati nel suolo e collegati ad una piattaforma che, in tempo reale, analizza i dati e trasmette istruzioni ad una rete di irrigatori prospicienti le piante. Gli input definiti dal computer, ogni mezz’ora, stabiliscono la dose ottimale di acqua e di fertilizzante per singola pianta. Risparmiando il 20% sia di acqua che di fertilizzante. Se ci spostiamo alle macchine, la nuova frontiera sono i cosiddetti robot pickers. Ovvero robot che replicano i movimenti del raccoglitore, meno costosi dell’uomo ed instancabili. ……

Infine la nuova frontiera: la genomica evoluzionaria. 

Essa si fonda su tre innovazioni: la transgenomica, l’editing genomico e la selezione genomica.

Il risultato dell’azione combinata di queste tre innovazioni è la possibilità di evolvere le caratteristiche delle piante coltivate a nostro favore, ma senza modificarne la genetica in modo ‘brusco’ come fatto con gli OGM bensì replicando quanto fatto dalla Natura con le mutazioni che essa stessa produce.

Leonardo da Vinci disse che nessuno può far meglio della Natura, per cui tanto vale imitarla.

Questo è quanto sta avvenendo con la nuova genomica.”

 

Fonte: www.corriereinnovazione.corriere.it