Lavoro occasionale: la guida dell’INPS

L’Istituto, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto dignità, fornisce istruzioni sulla corretta gestione delle prestazioni di lavoro occasionale

Nella circolare n. 103/2018, l’Inps ha fornito importanti e dettagliate istruzioni per favorire la corretta gestione delle prestazioni di lavoro occasionale nel quadro delle nuove disposizioni introdotte dal decreto dignità e anche alla luce dei pareri espressi dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (note prot. n. 6616/2018, n. 6699/2018 e n. 7036/2018).
In sostanza, la circolare Inps rappresenta una vera e propria summa in materia di lavoro occasionale.
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Prestazioni occasionali: le modifiche al regime per l’agricoltura
Alcune novità sono state introdotte dal legislatore allo scopo di semplificare l’utilizzo del lavoro occasionale per le imprese operanti nel settore dell’agricoltura. In particolare, le informazioni che l’utilizzatore dovrà fornire nella dichiarazione preventiva sono:
– dati anagrafici e identificativi del prestatore;
– oggetto della prestazione;
– data di inizio e monte orario complessivo presunto con riferimento a un arco temporale massimo che, sulla scorta delle modifiche introdotte, passa da tre e dieci giorni consecutivi;
– compenso pattuito per la prestazione nei limiti previsti dalla legge.
La comunicazione avviene mediante l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura INPS che prevede l’indicazione, da parte dell’utilizzatore, dell’arco temporale di svolgimento della prestazione, nonché della durata complessiva della stessa.
La misura del compenso delle ore di lavoro è liberamente fissata dalle parti, nel rispetto della misura minima oraria prevista per il settore agricoltura. Per favorire il controllo del rispetto della previsione normativa che prevede un compenso minimo per ogni giornata di lavoro prestata, l’utilizzatore può dichiarare in procedura anche il numero di giornate di lavoro che presuntivamente verranno rese nell’arco temporale indicato.
La dichiarazione dovrà essere trasmessa almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione e, ove quest’ultima non dovesse essere resa, l’utilizzatore provvederà a revocare la dichiarazione inoltrata sempre avvalendosi della procedura informatica INPS entro le ore 23:59 del terzo giorno successivo alla data conclusiva dell’arco temporale originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione (non superiore a dieci giorni consecutivi).
Sarà inoltre possibile incrementare il numero di ore inserite in procedura, con indicazione del relativo compenso, sempre nei limiti orari fissati dalla legge trasmettendo apposita dichiarazione almeno un’ora prima del loro inizio. Il sistema registrerà data e ora del loro inserimento.

Imprese agricole e contratto di prestazione occasionale

Rimane fermo che per le imprese operanti nel settore agricoltura è possibile il ricorso al contratto di prestazione occasionale esclusivamente per le attività lavorative rese da lavoratori appartenenti alle seguenti categorie:
a. titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
b. giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi universitario;
c. persone disoccupate;
d. percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione, ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.
Si rammenta che il ricorso al lavoro occasionale è consentito esclusivamente alle imprese agricole che occupano non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato. È vietato, infine, il ricorso al contratto di prestazioni occasionali nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi. …….