Le anomalie di Agea e l’impotenza degli agricoltori

La produzione agricola è contraddistinta da tante avversità, dalle batteriosi alle virosi, dagli insetti alle infestanti, dalla grandine alla siccità. L’agricoltore è abituato a contrastare tali avversità, attivandosi con le migliori tecniche, acquisendo innovazioni ed informazioni.. Qunado non vi sono rimedi, attiva un’assicurazione sul rischio; in qualche maniera trova una soluzione.

Ma esiste un’avversità difficilissima da combattere, verso la quale l’agricoltore si sente impotente: l’anomalia di Agea che blocca il pagamento dellla PAC. E’ un’avversità burocratica: la peggiore con cui si trovi a combattere l’agricoltore.… Quando l’agricoltore ha questa anomalia, capisce subito che è nei guai. Allora si attiva: si rivolge al CAA, ma è lento ed impotente,  poi ad Agea, ma nessuno risponde al telefono o alla mail, quindi all’Università, che si occupa di tutto ma non di burocrazia agricola, infine ai politici, ma cadono dalle nuvole.

E’ perniciosa l’anomalia dell’Agea, se ti attacca non ti molla per molto tempo. E, se riesci a toglierla, non è escluso che ritorni.

E’ vero che Agea eroga pagamenti al 90-95% delle somme richieste dalla PAC – anche se spesso in gran ritardo – ma se l’agricoltore capita in quel 5-10%, è l’inizio del calvario.

Esempi, purtroppo, a dozzine ed è inutile elencarli o descriverli. Le istituzioni agricole del nostro Paese devono funzionare in modo efficiente!

Il nuovo ministro dovrà affrontare tanti temi e problemi ma l’Agea deve essere prioritaria. Il suo miglioramento richiederà un impegno costante di almeno tre anni, ma si deve iniziare.

Negli ultimi sei mesi si è intravisto un qualche segnale migliorativo, c’è in atto un cambiamento ed esso va incoraggiato.

Ma bisogna darsi una mossa. Aiutiamo l’agricoltore a spegnere le anomalie.

di Angelo Frascarelli – UniPerugia

Fonte: www.informatoreagrario.it