L’ex direttore dell’Assessorato regionale all’agricoltura snocciola i dati dell’olivicoltura leccese

«Gli aiuti per xylella? Sono per legge destinati solo ad una piccolissima porzione del mondo olivicolo salentino». A sollevare il problema è Giuseppe Mauro Ferro, ex direttore dell’assessorato regionale all’Agricoltura ed accademico dei Georgofili.

Ferro parte dalle 1650 domande di ristoro presentate alla Regione e snocciola i dati dell’olivicoltura salentina, per lo più costituita da proprietari di piccolissimi appezzamenti olivetati che non avranno mai accesso ad alcun ristoro.

«Gli interventi compensativi per favorire la ripresa dell’attività produttiva previsti dal D.Lgs. n.102 del 2014, sono fruibili solo dalle imprese agricole di cui all’articolo 2135 del Codice civile, ivi comprese le cooperative agricole – dice Ferro -. Soggetti cioè che hanno partita Iva e sono iscritti alla Camera di Commercio».

La platea dei proprietari olivicoli della provincia è però di gran lunga più estesa. Secondo i dati dell’ultimo censimento Istat (2010) sono circa 97mila gli ettari di superficie olivetata in provincia di Lecce, il 60% della superficie agricola utilizzata (Sau), per un totale di 65mila aziende.

Il 92% delle aziende agricole è dedito alla coltivazione dell’olivo (9 su 10), mentre le aziende specializzate esclusivamente nel settore olivicolo sono 51.078 (il 77% del totale). Di queste 29.880 (pari al 58,5%) hanno una superficie inferiore ad un ettaro. Quelle con una superficie inferiore a due ettari sono invece 42.372 (83 %) e detengono una superficie complessiva di 33.692 ettari pari al 36,3% del totale (più di un terzo).

«Tutti questi proprietari – dice Ferro – non avranno nessuna forma di aiuto per i danni causati da xylella. Si tratta di una platea sterminata, pensionati, professionisti, che magari hanno ereditato oliveti di poche decine di piante dai padri o dai nonni».

Alla luce di questa frammentazione dell’olivicoltura salentina, Ferro insiste nel chiedere una legge speciale. «Per il futuro del nostro territorio vanno sensibilizzati i sindaci, gli esponenti istituzionali, gli operatori economici e soprattutto l’intera comunità salentina: questa terribile fitopatia è un problema che tocca tutti e va affrontata con senso di responsabilità e con la massima sinergia possibile».

Fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it