L’irrigazione negli oliveti moderni

In passato, l’olivo (Olea europaea L.) è stato sempre considerato, a torto, una coltura con scarse esigenze idriche e l’irrigazione era riservata solo alla coltivazione di olive da mensa e non da olio. Oggi quasi tutta l’olivicoltura, intensiva e tradizionale, prevede interventi irrigui.
L’irrigazione degli uliveti superintensivi permette di ottenere un rapido sviluppo vegetativo nei primi anni d’impianto, l’anticipo della messa in produzione, l’aumento di resa e qualità, nonché la riduzione dei problemi di alternanza di produzione. Dunque l’olivicoltura di tipo intensivo non può prescindere dalla tecnica irrigua.

In un sistema intensivo la densità d’impianto è elevata (1.20 metri lungo la fila, 3.5-4 metri tra le file) e gli apparati radicali sono poco sviluppati, anche se hanno un’elevata capacità di radicazione.
Al trapianto, le piccole piantine devono essere considerate dal punto di vista irriguo come fossero ortive per via delle dimensioni contenute e dell’apparato radicale molto ridotto. È consigliabile effettuare il trapianto – fase piuttosto delicata – solo dopo aver installato l’impianto microirriguo, che deve entrare subito in funzione, soprattutto in caso di messa a dimora in primavera-estate.

Inoltre, la scelta del metodo irriguo da adottare sulle colture superintensive – che prediligono terreni sciolti e molto drenanti – è dettata dalle caratteristiche degli stessi impianti. L’irrigazione a goccia, nelle versioni tradizionale e interrata, è la tecnica ideale per uliveti intensivi.

Le ali gocciolanti integrali ed autocompensanti erogano le quantità di acqua giuste per raggiungere gli obiettivi di crescita e di produzione uniforme sull’intera superfice investita. Considerando la breve distanza tra le piante e la loro dimensione iniziale, la distanza tra i gocciolatori non deve essere superiore ai 50 centimetri, mentre la loro portata oraria può variare tra 1.6 e 2.1 litri. La distanza ridotta è fondamentale per creare una striscia umida continua e favorire l’attecchimento iniziale.

Le ali gocciolanti devono presentare la funzione autocompensante così da fornire acqua a filari molto lunghi (anche 250 metri), che sono frequenti nei sistemi intensivi per facilitare le operazioni colturali, tutte meccanizzate. Le ali devono garantire il massimo dell’uniformità di erogazione per far sì che tutte le piante, fin dalla prima fase, ricevano le stesse quantità di acqua e di nutrienti in essa disciolti, anche su elevate pendenze e notevoli lunghezze.

Le ali gocciolanti possono essere installate su fili di sostegno o stese a terra, dato che la realizzazione del sistema a parete non permette di incrociare le lavorazioni. Per evitare la presenza esterna delle ali, è possibile ricorrere alla subirrigazione che prevede l’interramento di uno o due tubi per filare. L’interramento consente l’incremento del risparmio idrico per l’assenza di perdite per evaporazione, l’ottimizzazione della fertirrigazione, l’eliminazione di ostacoli alle macchine per potatura e raccolta, l’aumento della durata dell’impianto irriguo e il miglioramento estetico dell’oliveto.

Per il calcolo dei volumi da apportare all’olivo bisogna considerare un coefficiente colturale Kc pari a 0.5-0.7 o anche a 1.0 nel caso di impianti inerbiti e situati in zone calde e aride. In media, il consumo idrico stagionale è di 2.000-2.500 metri cubi per ettaro all’anno.

In fase di progettazione dell’impianto di irrigazione, è importante valutare l’azienda agricola nel suo insieme in modo tale da soddisfare le necessità iniziali e future, puntare alla massima uniformità di distribuzione e agevolare la meccanizzazione della coltivazione superintensiva.

Nell’ambito della moderna agricoltura di precisione, tipica degli impianti superintensivi, l’automazione è indispensabile per il controllo degli impianti irrigui. La gestione da remoto, da ogni luogo, dell’irrigazione offre diversi vantaggi, consentendo il risparmio di acqua tramite un’erogazione precisa e tempestiva, la riduzione dell’uso di fertilizzanti (distribuiti nei modi, nelle quantità e nei tempi opportuni a beneficio dei costi e dell’ambiente), il risparmio di manodopera, gli interventi notturni, il controllo in tempo reale di grandi comprensori irrigui.

Fonte: www.agronotizie.imagelinenetwork.com