Monitoraggio e controllo dei vettori di Xylella

Appartengono tutti alla stessa famiglia i vettori del batterio sinora individuati. La sputacchina dei prati rimane il bersaglio principale delle misure di controllo, con strategie differenziate per le diverse aree, delimitate o meno.

Gli Aphrophoridae (ordine Hemiptera, Sputacchine) sono raramente stati considerati fitofagi dannosi fino alla dimostrazione della loro attitudine a trasmettere il batterio fitopatogeno Xylella fastidiosa (Wells, Raju et al. 1986) subsp. pauca ceppo CoDiRO. Tre specie, il Philaenus spumarius (L., 1758), il Philaenus italosignus (Drosopoulos & Remane, 2000) e il Neophilaenus campestris (Fallén, 1805) sono capaci di trasmettere il patogeno (Cavalieri et al., 2018) (foto 1). Tra questi il P. spumarius risulta essere il principale vettore del batterio.

Le tre specie sono monovoltine, compiono una sola generazione all’anno e hanno sviluppo post-embrionale emimetabolo: le forme giovanili vivono confinate nella spuma da loro stesse prodotta mentre gli adulti vivono liberi nell’ambiente.

P. spumarius e N. campestris sono specie polifaghe. In particolare, la prima preferisce le dicotiledoni mentre la seconda le monocotiledoni. Il P. italosignus è oligofago su piante del genere Asphodelus.

vettori della xyella fastidiosa
2/4 – Rappresentazione grafica del ciclo biologico di P. spumarius.

I vettori svernano da uova, compiono un breve sviluppo post-embrionale di circa due mesi e una lunga vita adulta di circa sette mesi (foto 2). Lo sviluppo post-embrionale si svolge da febbraio ad aprile attraverso tre stadi di neanide e due di ninfa, e termina con la metamorfosi che avviene fra metà aprile e giugno. Neanidi e ninfe si trovano prevalentemente su piante erbacee, a testa in giù e al riparo nella massa muco-schiumosa da loro stesse prodotta. Da fine aprile a novembre gli adulti si spostano in massa fra diverse piante ospiti erbacee o legnose, purché in attiva vegetazione.

La gestione dei vettori si basa sulla corretta temporizzazione delle azioni di controllo ottenuta con campionamenti distruttivi degli stadi giovanili, pressoché immobili sulle loro piante ospiti e quindi contabili precisamente. Gli adulti non sono quantificabili ai fini delle azioni di controllo perché vaganti sulle piante loro disponibili. Il controllo sarà quindi preventivo contro gli stadi giovanili fra l’ultima neanide e la prima ninfa, con lo scopo di ridurre severamente la popolazione, e protettivo contro gli adulti per minimizzare le trasmissioni alle piante non ancora infette.

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In zona infetta una possibile strategia di gestione integrata dei vettori suggerisce una lavorazione superficiale del terreno ad azione ovicida seguita dal tempestivo abbattimento invernale del maggior numero possibile di piante infette. La minimizzazione della popolazione dei vettori durante gli ultimi stadi giovanili deve essere eseguita ovunque possibile e in particolare negli oliveti, nei campi abbandonati, sui fronti strada e nelle aree urbane. Inoltre, il controllo chimico adulticida deve essere effettuato per prevenire e minimizzare la dispersione di vettori infettanti verso aree cuscinetto e/o indenni. ……

In zona cuscinetto/non infetta proponiamo una diversa strategia di gestione integrata dei vettori negli oliveti, basata su una lavorazione superficiale del terreno ad azione ovicida con contemporanea eliminazione delle piante urbane potenzialmente ospiti. Tale strategia propone anche una minimizzazione della popolazione dei vettori durante gli ultimi stadi giovanili ovunque possibile e in particolare negli oliveti, nei campi abbandonati, sui fronti strada e nelle aree urbane. Il controllo chimico degli adulti deve essere preventivo, ripetuto, sovrapposto e protettivo dalle infezioni.

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Una serie di fortunati eventi ha permesso di individuare un interessante predatore di vettori adulti nello Zelus renardii Kolenati, 1857 (Hemiptera Reduviidae). Questa specie, di origine neartica, si è naturalmente introdotta e acclimatata in Europa. Questa cimice assassina preda prontamente le sputacchine adulte e potrebbe, se liberata in massa, essere un efficace e stabilizzante agente di controllo biologico negli oliveti, anche perché in grado di controllare i principali fitofagi dell’olivo.

 

Fonte: www.olivoeolio.edagricole.it