Mosca delle olive, come fare senza dimetoato?

La revoca del dimetoato ha certamente privato l’olivicoltore di un importante mezzo tecnico per la difesa dalla mosca delle olive (Bactrocera oleae), soprattutto in riferimento agli interventi aventi finalità curativa nei confronti delle larve, per la capacità di penetrazione di quella sostanza attiva all’interno della drupa. Nell’ottica della gestione sostenibile, i prodotti chimici devono essere considerati come parte di una diversificata gamma di mezzi tecnici impiegabili nell’ambito di strategie di protezione integrata, L’approccio alla difesa dalla mosca delle olive non fa eccezione a questo principio.

Monitoraggio

Una corretta strategia deve partire da un accurato monitoraggio degli adulti mediante l’impiego di trappole a feromone o trappole cromotropiche gialle (meno specifiche). Il controllo preventivo degli adulti va effettuato esclusivamente utilizzando esche proteiche attivate con formulati specifici autorizzati a base di deltametrina, spinosad o acetamiprid, eventualmente innescati con feromone, o installando trappole per la cattura massale. A integrazione e supporto dei sistemi descritti è possibile prevedere l’impiego del fungo Beauveria bassiana, che, oltre a esplicare un’attività deterrente all’ovideposizione, è in grado di penetrare all’interno dell’insetto, causandone la morte».

Interventi nei confronti delle larve

Per gli interventi curativi nei confronti delle larve, le uniche sostanze attive attualmente disponibili sono acetamiprid e fosmet. Esse una ridotta capacità di penetrazione all’interno della drupa e la loro efficacia è limitata alle larve di prima età. Per questa ragione, un accurato monitoraggio sulle olive assume rilevanza cruciale. Al riguardo, nelle linee guida di protezione integrata del 2020 per la Puglia, l’Osservatorio fitosanitario ha ritenuto opportuno ridurre la soglia di intervento dal 10-15% di infestazione attiva al 5-7%.

La lotta alla mosca nella gestione integrata

La difesa dalla mosca delle olive deve sempre essere inquadrata nel contesto complessivo della gestione integrata della protezione dalle altre avversità. Ciò è tanto più importante se si considera il limitato numero di trattamenti effettuabile ogni anno sulla coltura dell’olivo, per ciascuna delle sostanze attive prima citate.

Esse sono autorizzate anche per l’impiego contro tignola, cocciniglia, cecidomia e sputacchina. Allora, occorre saperne gestire l’uso sia effettuando un buon monitoraggio e attuando gli opportuni interventi agronomici sia considerando, ad esempio, che nella zona di contenimento e nella zona cuscinetto vige l’obbligo di intervenire contro le forme alate della sputacchina con due trattamenti da eseguire tra maggio e giugno, secondo le indicazioni fornite dall’Osservatorio fitosanitario e sempre rispettando il divieto di trattare in fioritura, come riportato nelle etichette di tutti i prodotti autorizzati per quest’ultimo impiego (acetamiprid, deltametrina, fosmet e spinetoram).

 

Fonte: www.terraevita.edagricole.it